Cultura ed Eventi

San Marino. “Immaginare la pace” inaugurata a Palazzo Graziani la mostra fotografica di ASFA

di Angela Venturini.

La pace non è l’assenza di guerra. La pace è un valore che va costruito con umiltà e rispetto, che va conservato con il dialogo e la gentilezza. Avere affidato all’arte il compito di mandare questo messaggio, significa essersi affidati a un linguaggio universale.

Tantissima gente, gli autori e i rappresentanti istituzionali al vernissage della mostra “Immaginare la pace”, organizzata da ASFA, nata da un bando del Dipartimento Istruzione Cultura in attuazione della Raccomandazione UNESCO per promuovere la pace, appunto. Quindici gli autori partecipanti, che dovevano presentare un portfolio fotografico (massimo cinque immagini); tre piani di Palazzo Graziani destinati ad ospitare una produzione davvero massiccia e tre anche i vincitori, presentati dopo i saluti ufficiali. Curatori della mostra: Giorgio Busignani e Gabriele Arcangelo Mazza.

Il saluto iniziale affidato al Segretario di Stato Teodoro Lonfernini, che ha portato la testimonianza e la considerazione delle istituzioni per queste correnti culturali, così efficacemente caratterizzanti dell’identità sammarinese. Una nota di plauso anche per la scelta di Palazzo Graziani, una sede baricentrica e prestigiosa, facilmente accessibile da residenti e turisti.

La fotografia ha un linguaggio unico – ha detto il presidente ASFA Conrad Mularoninon ha bisogno di traduzioni, non conosce confini, parla direttamente allo sguardo e al cuore. Ogni immagine qui esposta è una testimonianza, un frammento di realtà, ma anche un invito a fermarsi, osservare, riflettere”. Del resto, la fotografia diventa arte quando non si limita a riprodurre la realtà, ma trasmette un messaggio, un’emozione, o racconta una storia; quando riesce a catturare la luce, plasmare il buio, interpretare un silenzio. Quando non propone risposte semplici, ma interrogativi; quando fa riflettere sui grandi temi che, specialmente in questi tempi, angosciano l’umanità.

Ha continuato Mularoni: “Attraverso l’obiettivo dei fotografi, il mondo si mostra per quello che è, ma anche per quello che potrebbe essere. Ed è proprio in questo spazio, tra realtà e possibilità, che nasce il cambiamento. Vi invito quindi a percorrere questa mostra con mente aperta e cuore attento. Lasciatevi colpire, interrogare, magari anche inquietare. Perché spesso è dall’inquietudine che nasce la consapevolezza, e da essa nasce l’azione”.

L’annuncio ufficiale dei tre vincitori è stato affidato al direttore del Dipartimento Cultura Emanuele D’Amelio. Terzo classificato: Enzo Memoli, che ha il taglio brillante e ispirazionale del designer. Secondo classificato: Giancarlo Frisoni, che ha scelto un taglio più intimo, in linea con quella sua illuminata sensibilità di poeta e pittore che ha ottenuto riconoscimenti internazionali. Primo classificato Leandro Morri, che ha scelto di parlare di pace attraverso gli occhi di una bambina in fuga da Gaza e che per questo è stata uccisa.

Vista la qualità espressiva e la potenza dei messaggi, non deve essere stato facile per la giuria stilare una classifica. La mostra sarà aperta alla visita delle scuole proprio perché esempio di educazione non formale, attraverso l’uso di un linguaggio universale che supera confini geografici e barriere linguistiche, cristallizzando un istante per consegnare alla memoria collettiva un messaggio di speranza e bellezza.

Il pubblico potrà visitare la mostra fino al 15 giugno.