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San Marino. In Commissione IV l’audizione del Comitato di Bioetica: ribadita la centralità del paziente e della sua dignità

AskaNews

 La Commissione consiliare permanente IV ha affrontato in serata il Comma 4 dell’ordine del giorno: audizione del Comitato Sammarinese di Bioetica. Il confronto si è sviluppato in un clima attento e approfondito, con numerosi interventi dei commissari che hanno evidenziato la complessità etica, giuridica e scientifica della materia, pur con sensibilità differenti.

La presidente Denise Bronzetti ha introdotto l’audizione sottolineando il legame con il dibattito già avviato in Consiglio Grande e Generale. La presidente del Comitato, Maria Luisa Borgia, ha quindi illustrato i contenuti del documento del 2019, chiarendo l’impostazione metodologica seguita: “Abbiamo fondato l’argomentazione sull’ordinamento giuridico sammarinese e sui principi internazionali, evitando tentazioni personali su temi così delicati”. Il fulcro dell’analisi, ha spiegato, è rappresentato dalle cure palliative, considerate un diritto fondamentale, insieme alla valutazione clinica dell’appropriatezza dei trattamenti e al ruolo delle indicazioni anticipate di cura.

Nel dettaglio, il Comitato ha ribadito la centralità del paziente e della sua dignità, evidenziando come il controllo del dolore rappresenti un elemento essenziale del percorso terapeutico. Sulla nutrizione e idratazione artificiale, Borgia ha sottolineato la necessità di distinguere caso per caso. Ha chiarito: “La sospensione è eticamente accettabile solo quando esiste una chiara indicazione di appropriatezza clinica”. Per quanto riguarda le indicazioni anticipate, il Comitato ha scelto di parlare di “indicazioni” e non di “disposizioni”, in linea con la Convenzione di Oviedo, evidenziando che il medico deve tenerne conto ma non è vincolato in modo assoluto.

Dal confronto con i commissari sono emersi diversi spunti e richieste di chiarimento. Miriam Farinelli (Rf) ha apprezzato l’impostazione del Comitato, definendo le indicazioni basate sulla scientificità e sul rispetto della persona, mentre Gaetano Troina (D-ML) ha evidenziato l’importanza dell’approfondimento tecnico: “Era fondamentale avere un parere qualificato prima di definire la normativa”. Alla richiesta di un confronto con la normativa italiana, Borgia ha però precisato i limiti del ruolo del Comitato: “Non possiamo esprimere pareri su leggi non contenute nel nostro documento, altrimenti porteremmo opinioni personali”.

Sul piano politico, il tema dell’autodeterminazione del paziente ha rappresentato uno dei nodi principali del dibattito. Andrea Ugolini (Pdcs) ha posto il problema del valore giuridico delle disposizioni anticipate, chiedendo se possano essere vincolanti o debbano restare indicazioni. Marinella Chiaruzzi (Pdcs) ha richiamato la necessità di aggiornare nel tempo le volontà espresse, mentre Emanuele Santi (Rete) ha sollevato il tema dell’obiezione di coscienza, definendolo un punto di caduta importante nel rapporto con il medico.

A questo proposito, la presidente del Comitato ha chiarito che nel modello proposto non si configura un obbligo tale da rendere necessaria l’obiezione: “Se parliamo di indicazioni e non di disposizioni, non c’è nulla che venga imposto al medico”. Una posizione che ha suscitato riflessioni da parte di Guerrino Zanotti (Libera), che ha evidenziato come questo approccio possa “ridurre notevolmente la portata” delle volontà espresse dal paziente.

Il dibattito si è ulteriormente approfondito su casi concreti e questioni etiche, come quello della gravidanza o delle persone incapaci. Borgia ha ribadito il principio della personalità del diritto alla salute: “Ognuno può decidere per sé, ma non per altri”, richiamando anche la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Matteo Casali (Rf) ha proposto una riflessione sul rapporto tra tempo e volontà, suggerendo che la “sincronia” tra decisione e condizione clinica possa incidere sul peso delle indicazioni, mentre Gian Carlo Venturini (Pdcs) ha espresso preoccupazione per il rischio di derive verso pratiche eutanasiche.

Nel corso dell’audizione è emerso anche un confronto sul perimetro normativo. Fabio Righi (D-ML) ha richiamato la necessità di circoscrivere il dibattito ai casi di malattia terminale, chiarendo che i progetti di legge in esame non riguardano situazioni diverse. Luca Lazzari (Psd) ha sottolineato l’importanza di trovare una sintesi politica che dia risposte concrete, mentre il Segretario di Stato Marco Gatti ha evidenziato il ruolo decisivo della formulazione normativa: “Dovremo prestare molta attenzione alle parole, perché da lì dipenderanno molte delle scelte future”.

I lavori della Commissione si sono conclusi intorno alle 22:30, con l’impegno a proseguire l’approfondimento in vista dell’esame dei progetti di legge nelle prossime sedute.