Politica

San Marino. AR sull’Accordo con l’Emilia-Romagna: bene ma non basta

Nell’ultima sessione consiliare, in riferimento al comma sull’Accordo di collaborazione tra la Repubblica di San Marino e la Regione Emilia-Romagna, il nostro Capogruppo è intervenuto tracciando una linea politica chiara: bene l’accordo, ma non basta.

L’intesa, firmata il 20 gennaio 2026 a Bologna, rappresenta un passo importante perché aggiorna e rafforza un rapporto già consolidato, ampliando gli ambiti di cooperazione, dalla coesione territoriale ai progetti europei, dalla sanità alla pianificazione del territorio, fino all’innovazione digitale e ai settori strategici dei collegamenti. Si tratta di un impianto ampio e coerente, che riconosce un’integrazione tra i due territori già esistente nei fatti.

Ma proprio per questo non è più accettabile che permangano criticità strutturali che incidono direttamente sulla vita quotidiana di cittadini e operatori economici. Il riferimento è alla superstrada Rimini–San Marino, una situazione ormai non più rinviabile, che rappresenta il simbolo più evidente della distanza tra gli accordi sottoscritti e la realtà vissuta ogni giorno: una superstrada nella quale, per raggiungere San Marino, si passa più tempo fermi ai semafori – spesso inutilmente – che a percorrerla.

Il nostro Capogruppo è stato molto chiaro: non basta sottoscrivere accordi, serve dare seguito concreto agli impegni. Su questo tema non sono più accettabili rinvii o rimpalli di responsabilità tra livelli istituzionali. Se esiste una volontà politica condivisa, questa deve tradursi in atti concreti e in tempi certi.

Accogliamo con favore le diverse prese di posizione di autorevoli esponenti politici italiani sulla necessità di non compromettere tempi e finanziamenti legati alla SS72, perché confermano quanto da noi evidenziato: si tratta di un’infrastruttura strategica che non può più essere oggetto di rinvii o incertezze. Allo stesso tempo, non possiamo non rilevare come, ad oggi, a queste dichiarazioni non sembrino ancora corrispondere passi concreti in avanti.

È necessario lavorare per una posizione il più possibile condivisa, capace di rappresentare con efficacia gli interessi di entrambi i Paesi nel confronto tra le parti, con l’auspicio che a questa fase di accordi segua finalmente quella delle soluzioni concrete.

Alleanza Riformista