Testamento biologico, il tema arriva in Consiglio a San Marino
Si apre anche a San Marino il confronto sul testamento biologico, con il tema approdato in Consiglio Grande e Generale e già discusso in prima lettura. Al centro del dibattito la possibilità di regolamentare la scelta individuale sui trattamenti sanitari nei casi di malattie irreversibili o a evoluzione infausta.
Nel comunicato diffuso dalla CSdL si legge che il tema è stato già affrontato nel documento di base del 21° Congresso: “Il fine vita è un concetto delicato e complesso che abbraccia temi distinti che orbitano attorno a nozioni come dignità, rispetto, empatia, possibilità di scelta e libertà nel farlo. Intraprendere un percorso tale, necessita di riflessioni attente su questioni etiche e legali, come peraltro è stato fatto con l’IVG, per costruire una cornice legislativa che crei gli strumenti per poterla applicare”.
Nel testo si evidenzia inoltre che “purtroppo, a San Marino non si è ancora aperta nemmeno una discussione in merito”, sottolineando la necessità di avviare un percorso partecipato che coinvolga istituzioni, cittadini e associazioni. L’indicazione è quella di partire dal Comitato di Bioetica già esistente, promuovendo momenti di confronto pubblico e campagne informative: “per avviare dibattiti pubblici e campagne informative rivolte, con particolare attenzione, nei confronti di decisioni mediche, legali e morali, che riguardino persone/pazienti in situazioni di malattie terminali o in gravi condizioni di salute, che vadano nella direzione del rispetto del diritto all’autodeterminazione, eventualmente anche attraverso la regolamentazione del testamento biologico”.
Nel comunicato viene riconosciuto il ruolo delle iniziative già avviate: “Riconosciamo l’impegno di RETE, che ha presentato una proposta di legge, e dell’Associazione Emma Rossi, che ha raccolto le firme su un progetto di legge di iniziativa popolare, in materia di testamento biologico”. Secondo la CSdL, “tali iniziative hanno il merito di aver richiamato l’attenzione generale su questo tema molto sensibile”, ribadendo che il confronto deve proseguire nella sede istituzionale: “le forze politiche, da parte loro, hanno il dovere di trattare l’argomento nella sede preposta, ovvero il Consiglio Grande e Generale”.
Per favorire il confronto, la Confederazione organizza un dibattito pubblico in programma lunedì 27 aprile alle ore 9 nella sala Joe Cassar di Borgo Maggiore. Come riportato nel comunicato, “saranno nostri ospiti i rappresentanti delle organizzazioni proponenti i due progetti di legge, Emanuele Santi e Patricia Busignani, il Segretario di Stato ad interim per la Sanità e Sicurezza Sociale Marco Gatti, la Presidente della Commissione Consiliare competente in materia Denise Bronzetti e il Segretario Generale CSdL Enzo Merlini”. L’incontro sarà moderato dal giornalista Mauro Torresi ed è aperto al pubblico.
La CSdL ribadisce il proprio impegno sui diritti civili: “Da sempre la CSdL si occupa dei diritti civili, perché siamo una Organizzazione sindacale che vuole tutelare le persone non solo mentre lavorano, ma anche nella loro sfera personale”. Nel comunicato si evidenzia inoltre come la richiesta di regolamentazione nasca spesso da esperienze personali difficili: “Non siamo insensibili alla richiesta dei cittadini rispetto alla possibilità di decidere se e a quali trattamenti sanitari essere sottoposti in caso di malattie a evoluzione infausta e irreversibile; richiesta che spesso scaturisce dallo strazio dell’assistere al fine vita di familiari e amici”.
In conclusione, la posizione espressa è favorevole ai due progetti di legge attualmente in discussione: “Siamo quindi favorevoli ai principi ed obiettivi prefissati dai due progetti di legge. Ci auguriamo che vengano portati al più presto all’attenzione della Commissione Consiliare, consentendo così di proseguire l’iter di approvazione”, con l’eventuale introduzione di modifiche migliorative durante il percorso legislativo.


