San Marino. Prestazioni sanitarie fuori territorio e rimborsi: emesso il regolamento che fa chiarezza. Niente rimborsi senza l’autorizzazione ISS
di Angela Venturini.
Il Congresso di Stato ha adottato un Regolamento che disciplina l’erogazione dei servizi sanitari e sociosanitari presso strutture esterne all’Ospedale di Stato e la materia di rimborsi. Un argomento delicato e anche molto complesso, finora frammentato in una miriade di disposizioni collocate su diverse fonti, pertanto non sempre garantista dei diritti del cittadino.
Le parole chiave della nuova disposizione sono: chiarezza, informazione, responsabilizzazione. In sostanza, la trasparenza è il primo punto qualificante (anche perché rende i cittadini tutti uguali); l’informazione è un servizio doveroso della parte pubblica e il cittadino è tenuto a fruirne adeguatamente; la responsabilità è il primo dovere civico sia dell’amministrazione, sia del cittadino. In pratica, il Regolamento sarà pubblicato online sul sito dell’ISS, affinché tutti possano esaminarlo, e sarà consegnato anche agli specialisti, che così potranno valutare col paziente la procedura più opportuna.
Valutazioni fondamentali saranno anche le tipologie di intervento richieste: ovvero se possono essere erogate da strutture convenzionate ISS, o non convenzionate; e anche la tempistica. Ovvero, se la prestazione sanitaria è urgente, cioè da erogare entro 72 ore dalla prescrizione; breve, ovvero se la prima visita deve essere fatta entro 10 giorni; differita, se può essere eseguita entro 30 giorni.
“C’è una cosa importantissima – illustra tra le altre cose il Segretario Marco Gatti con delega ad interim alla Sanità – assolutamente obbligatoria: l’autorizzazione preventiva. Ogni cittadino non può rivolgersi a strutture esterne senza autorizzazione ISS, perché non avrà diritto ad alcun rimborso”. Continua: “Il Regolamento garantisce la visibilità del diritto e mostra le modalità per vederli riconosciuti”. Il tema dei rimborsi, infatti, è una voce importante non solo per i cittadini, ma anche per l’apparato pubblico, che ogni anno spende dai 7 agli 8 milioni circa. Senza contare i contenziosi e i ricorsi. Un aspetto che, per il futuro, si vuole evitare. Per questo, la conoscenza della norma implica direttamente una maggiore responsabilizzazione da parte di tutti. E, proprio per favorire la conoscenza anche in questa fase inziale, il Regolamento appena emesso, avrà efficacia dal 1° maggio.
Ma nella norma è contemplato anche un aspetto sociale rilevante: il sostegno alla natalità con un contributo pubblico a parziale copertura dei costi sostenuti per terapie di procreazione assistita. Spiega il Segretario Stefano Canti con delega alla famiglia: “Abbiamo avuto 27 casi di procreazione medicalmente assistita nel 2024 e ne abbiamo avuti 30 l’anno scorso. Con un numero complessivo di nascite che si attesta sui 160 / 170 bimbi ogni anno, la percentuale della fecondazione assistita è un dato da non sottovalutare”. Si lavora anche sulla legge per la famiglia, già presentata in prima lettura. Il Segretario punta alla massima condivisione, pertanto, prima del passaggio in commissione in sede referente, verranno fatti incontri e confronti con le associazioni datoriali, con i sindacati e con i partiti politici.
Più tecnico il direttore amministrativo ISS Manuel Canti, che si sofferma sulla filosofia del Regolamento: “È un intervento tecnico ad alta finalità sociale. Prima di tutto, abbiamo voluto fare ordine su una materia suddivisa in tanti atti, qual è appunto l’assistenza indiretta e tramite rimborso. Finora tutto andava a finire sul tavolo del Comitato Esecutivo, ma è il Congresso di Stato che deve decidere i livelli di assistenza, perché è il Congresso di Stato che stabilisce la copertura finanziaria”. A tal proposito, anticipa che i rimborsi verranno calcolati sulla spesa che, un analogo intervento, avrebbe avuto se fatto in Ospedale. Continua: “Il prossimo passo sarà la redazione di un Testo Unico sotto forma di Decreto Delegato, che andrà pubblicato sulla pagina ISS perché sia visibile a tutti”. Non è ancora un adeguamento alle norme europee, ma il primo passo per arrivare anche a quell’obiettivo.


