San Marino. Buon successo di pubblico per la tavola rotonda dedicata alla “dignità di ogni vita”
Nella serata di sabato 11 aprile 2026 si è tenuta presso il Santuario del Cuore Immacolato di Maria di Valdragone una tavola rotonda dal titolo “La dignità di ogni vita”, con una buona partecipazione, finalizzata ad approfondire vari aspetti delle due proposte di legge sul “Fine Vita” attualmente in discussione a San Marino, che sono già state esaminate dal Consiglio Grande e Generale in prima lettura e che verranno a breve esaminate dalla competente commissione consiliare.
L’iniziativa, proposta dal Vicariato di San Marino, dai Frati Minori, dal OFS del Santuario di Valdragone e dal Coordinamento delle Aggregazioni Laicali Vicariato di San Marino che ha visto il coinvolgimento del Coordinamento delle Aggregazioni Laicali del Vicariato di San Marino, è stata coordinata da Matteo Tamagnini, nella sua veste di Coordinatore di tale realtà, ed ha avuto come relatori don Gabriele Mangiarotti, Responsabile diocesano per la scuola e la cultura, Maria Prassede Venturini, Presidente dell’’Associazione Uno di Noi, e Gabriele Raschi, docente di bioetica.
In apertura di serata don Marco Mazzanti, Vicario per San Marino, ha sottolineato l’importanza dell’approfondimento di queste tematiche per i cristiani e la stretta connessione fra i temi della pace e della vita, che richiedono una presenza forte dei cattolici a difesa di valori fondamentali per tutti gli esseri umani. Unendosi anche all’appello del Papa per la pace.
Don Gabriele Mangiarotti ha evidenziato il ruolo dei cristiani nella cura delle persone, che ha portato alla nascita degli ospedali ed alla presa in carico, da sempre, dei soggetti più vulnerabili della società. Ha ricordato che per i cristiani la vita è indisponibile, dall’inizio alla fine. Ha evidenziato che questa tipologia di leggi, che per alcuni aspetti servono semplicemente a codificare buone pratiche sanitarie già seguite a San Marino, sono state in altri paesi il viatico per introdurre poi il suicidio assistito e l’eutanasia. Ha ricordato testi fondamentali per i cristiani per l’approfondimento di questa tematica, in particolare la Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 14 luglio 2020 “Samaritanus Bonus”, dedicata alla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita.
Maria Prassede Venturini ha evidenziato due aspetti particolarmente significativi delle normative in questione che per i cristiani sono problematici: considerare l’alimentazione e l’idratazione artificiali quali trattamenti sanitari, invece che quali sostegni vitali come in realtà sono; e non prevedere per il personale sanitario l’obiezione di coscienza, che è invece riconosciuta da Convenzioni internazionali che devono ritenersi vincolanti anche per San Marino. Inoltre, vi sono aspetti non condivisibili quanto alle persone incapaci, per le quali non è accettabile che decisioni riguardanti la sospensione di trattamenti ed anche dell’alimentazione e idratazione artificiali, che porterebbero alla morte dei pazienti, siano assunte da altri soggetti. Occorre peraltro porre in essere tutto ciò che si può per alleviare il dolore delle persone ed oggi, con le cure palliative e la sedazione, praticate da tempo anche a San Marino, si riesce ad assicurare un accompagnamento alla morte dei pazienti terminali ed una presa in carico anche dei familiari. A breve inoltre verrà aperto anche a San Marino un hospice, proprio per questa tipologia di presa in carico. Ha ricordato che l’accanimento terapeutico non è una buona pratica medica, che di conseguenza non trova applicazione e non deve essere dunque una preoccupazione. Ha infine evidenziato l’utilità della discussione con tutti i partiti politici che hanno manifestato la disponibilità ad incontrare il Coordinamento delle Associazioni laicali e con l’Associazione Emma Rossi, ai quali sono state espresse le preoccupazioni del laicato cattolico rispetto ad alcune parti dei testi di legge.
Gabriele Raschi, esplicitando gli aspetti fondamentali in materia di bioetica quanto al tema del fine vita, ha evidenziato che ci sono tre aspetti da tenere ben presente: nessuna persona che non si senta solo, che non abbia dolore molto forte e che non si senta un peso per la società chiede di anticipare la morte. Questo è un dato certo. Come comunità dobbiamo sempre assicurare una efficace presa in carico dei soggetti che si trovano in situazioni particolarmente delicate della vita, nella consapevolezza che nel nostro Ospedale si cerca da sempre di accompagnare al meglio tutti i soggetti verso la fine naturale dell’esistenza.
Gli interventi del pubblico presente successivi alle relazioni hanno sottolineato l’importanza di ribadire in ogni contesto che per tutti gli uomini ed in particolare per i cristiani, la vita è indisponibile, è un dono preziosissimo dal suo inizio alla sua fine naturale e che il compito di tutti è stare vicino e condividere chi vive momenti più difficili della esistenza, in particolare nelle fasi finali dell’esistenza, senza pensare a soluzioni finalizzate ad accorciare la vita, in particolare dei soggetti più fragili.


