San Marino. UsL: diritto allo studio e nuove diseguaglianze sociali
Il diritto allo studio deve essere garantito a tutti, non soltanto alle famiglie più abbienti. A San Marino non sono poche le famiglie monogenitoriali, una realtà che riguarda non solo molte mamme single con figli, spesso lasciate senza neppure il sostegno del mantenimento, ma anche tanti papà separati che affrontano da soli il peso educativo, organizzativo ed economico della crescita dei figli. Per questo il sostegno pubblico non può essere pensato come una concessione residuale, deve essere uno strumento essenziale di equità, capace di rimuovere gli ostacoli che impediscono a ogni giovane di formarsi e costruire il proprio futuro. Si parla sempre di pari opportunità, ma ciò che lo Stato mette in campo non basta spesso purtroppo a colmare il gap tra chi può permettersi di studiare e chi sfortunatamente invece non può.
È assolutamente necessario aggiornare la Legge del 2005 n. 5 perché anche sommando i vari aiuti: assegni di merito e assegni di studio per l’Università, non è affatto semplice fare quadrare i conti soprattutto per chi decide di studiare fuori. Per esempio, nelle città italiane dove si trovano alcune delle facoltà più prestigiose anche per le opportunità che offrono, gli affitti sono diventati realmente proibitivi, si parla di oltre 1000 euro per una stanza. La Legge n. 5 del 2004 dal canto suo prevede la possibilità di portare in dichiarazione dei redditi affitti per un massimo di 3500 euro annui, con obbligo di tracciabilità. È evidente che si tratta di una cifra che non tiene minimamente conto di quanto negli anni il mercato degli affitti sia cambiato. Il rischio è che le persone, lasciate sole, non riescano più a sostenere costi così onerosi per sé o per i figli, e che si torni a un modello in cui l’Università diventa di fatto accessibile solo a chi può permettersela.
Sarebbe un passo indietro pesante, perché negli ultimi anni sempre più giovani hanno potuto continuare il proprio percorso di studi dopo le superiori; un’eventuale diminuzione di iscrizioni universitarie sarebbe un danno per i ragazzi, per le famiglie e per l’intera Repubblica, tanto più in una fase in cui cresce la necessità di professionalità sempre più preparate e specifiche. Con l’introduzione dell’ICEE occorre certamente rendere il sistema più equo e più aderente ai bisogni reali delle persone, ma deve essere altrettanto chiaro che le soglie di accesso agli aiuti non possono essere ulteriormente irrigidite. Già oggi, infatti, in troppi casi i requisiti sono talmente restrittivi che in pochissimi riescono concretamente a rientrarvi. Per questo le revisioni delle normativa dovrebbero andare nella direzione di ampliare l’effettiva accessibilità delle misure di sostegno, non comprimerla ulteriormente. È giusto non dare aiuti a pioggia, ma è parimenti giusto tener conto del fatto che oggi, oltre a quello delle fasce più deboli, anche il potere d’acquisto del ceto medio è stato messo a dura prova e che serve aumentare gli aiuti ampliando e non restringendo i requisiti d’accesso.
c.s. Unione Sammarinese Lavoratori – USL


