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Il presidente del CTO San Marino lancia un appello al governo per creare un “fondo” salva turismo

Il CTO (Comitato Turismo Organizzato) San Marino rinnova l’appello alle istituzioni, il Governo con URGENZA provveda ad un’immediata creazione di un tavolo per gestire la crisi e soprattutto la costituzione del FONDO SALVA TURISMO che tutti gli stati europei e non hanno previsto per salvaguardare uno dei settori produttivi più importanti per tutti i paesi non solo San Marino.

È noto purtroppo che le agenzie di stampa nelle ultime ore stanno battendo le seguenti notizie; Allarme cherosene ultimo carico il 9 aprile, l’Europa importa oltre il 40% di jet fuel per soddisfare il fabbisogno, la maggior parte dal Golfo. Le compagnie preparano piani di emergenza da usare se la guerra continuerà ancora per un mese, ma di fatto se la guerra continuerà gli aeri molto probabilmente rimarranno a terra e il turismo e molte altre attività saranno costrette a chiudere i battenti. Ogni giorno di guerra in Iran impedisce ai turisti internazionali di spendere 550 milioni di euro. Il conflitto danneggia anche l’Italia, dove i visitatori dal Golfo sono fondamentali per il turismo di lusso, secondo il World Travel and Tourism Council (WTTC). Il conflitto danneggia anche l’Europa e l’Italia, dove i visitatori del Golfo rappresentano una quota importante del turismo di lusso. Nel 2025 gli arrivi dal Golfo in Italia hanno raggiunto il mezzo milione, in crescita del 18,3 per cento rispetto all’anno precedente, secondo l’Agenzia Nazionale del Turismo (Enit). I Paesi di provenienza principali sono gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Qatar.

Secondo un’analisi della società per pagamenti Nexi, nel 2025 i viaggiatori in vista dal Golfo hanno speso più del doppio rispetto alla media degli altri turisti, con circa mille euro di spesa per carta di credito. L’industria del turismo in Italia ha già subito perdite per 222 milioni di euro solo per il periodo di Pasqua e primavera, secondo l’Osservatorio Fiavet Confcommercio. La crisi in Medio Oriente paralizza i corridoi aerei tra Europa e Asia: 70 mila decolli cancellati, costi in aumento e un impatto diretto sui viaggi. A farne le spese aeroporti, alberghi di lusso e centri commerciali Oltre 70 mila voli cancellati, circa 14 milioni di passeggeri a terra, miliardi di euro di danni e un cherosene raddoppiato rispetto a meno di un mese fa, il conflitto in Medio Oriente nelle sue prime settimane si prepara a entrare nella storia come uno dei capitoli più difficili del trasporto aereo. Non solo perché coinvolge decine di aviolinee — di cui alcune protagoniste dei cieli — ma anche perché strozza del tutto il corridoio principale per i flussi Europa-Asia, togliendo al mercato — e all’indotto turistico (hotel, ristoranti, musei, negozi) — un terzo dei posti sui voli Oriente-Occidente, tanti erano quelli offerti annualmente da aviolinee come Emirates (basata a Dubai), Qatar Airways (Doha), Etihad Airways (Abu Dhabi).

Il presidente del CTO San Marino Luca Ruco rinnova l’appello al governo ed insieme ad Osla nei prossimi giorni prevede un direttivo straordinario per gestire la crisi innescata dalla guerra. Insieme richiedono immediatamente la costituzione di un fondo straordinario per poter ottemperare alle perdite ingenti che dovranno farsi carico agenzie di viaggio e Tour Operator, tale fondo va studiato urgentemente trovando una formula più appropriata con la possibilità di inserirci sia soldi pubblici che privati.

C.s. – Luca Ruco – Presidente CTO Comitato Turismo Organizzato