Coriano. Grande partecipazione per la presentazione del libro dedicato ad Antonella Orrù
Cosa rende una vita così piena da lasciare il segno anche dentro la malattia? È questa la domanda che ha attraversato l’incontro di domenica 29 marzo alla Sala Isotta di Coriano, dove è stato presentato il libro “Un racconto lungo uno sguardo”, dedicato alla vita di Antonella Orrù: una testimonianza intensa e preziosa, capace ancora oggi di generare valore per l’intera comunità.
A moderare l’incontro l’Assessore all’Istruzione e Sanità, dott. Paolo Ottogalli. Al tavolo dei relatori la giornalista e dottoressa Antonella Chiadini, curatrice del volume insieme a Gabriele Cicconetti, Francesca Orrù e sua nipote di Antonella (a cui era molto legata). Gli interventi sono stati intercalati dalla lettura di brani salienti tratti dal testo a cura di Francesca Mairani.
A rendere ancora più significativo il momento, il saluto del Vescovo di Rimini, Mons. Nicolò Anselmi che ha raccontato:
“Questo libro, il rapporto con Antonella mi hanno aiutato a comprendere meglio il significato della malattia. Dentro la malattia, come testimoniato da Antonella, e sicuramente nel Vangelo, se pensiamo alle figure di Lazzaro o del cieco nato… c’è dentro l’occasione di dare gloria a Dio. Lui si fa presente e ci si trova ad essere Suoi strumenti per convertire, per fare emergere una grandezza che non è tua”.
Presenti anche le autorità civili del territorio, tra cui il Sindaco Gianluca Ugolini, che aveva conosciuto personalmente Antonella, accompagnandola con discrezione e vicinanza durante la malattia. Era presente, inoltre, l’assessore alla cultura Anna Pazzaglia che ha curato l’evento.
Il libro:
Il libro non è il racconto della malattia, ma quello di una vita: una storia di famiglia, di legami profondi e di una fede vissuta come esperienza concreta. Antonella era una persona molto determinata, ha realizzato il libro una lettera alla volta, con gli occhi, grazie alla propria assistente e al coautore.
Come ha ricordato il Sindaco Ugolini, Antonella “più della malattia desiderava raccontare la storia della sua famiglia e il forte legame che l’ha sempre unita ai suoi cari”.
Nel volume trovano spazio diverse dimensioni del racconto: molte pagine sono dedicate alla storia della famiglia, cuore dell’esperienza di Antonella, seguite da un capitolo di “pillole di saggezza”, in cui emergono pensieri e riflessioni maturati nel tempo.
Chiudono il libro le testimonianze di chi le è stato accanto e di chi l’ha incontrata durante la malattia, restituendo uno sguardo corale sulla sua vita e sul segno lasciato nelle persone.
Ad arricchire l’opera anche un intenso ritratto realizzato dall’artista Liliana Quadrelli che restituisce con delicatezza la profondità dello sguardo di Antonella.
Dalle pagine emerge una fede viva e luminosa, quella che Antonella stessa definiva “la mia bella fede”, capace di attraversare anche il dolore con uno sguardo pieno di significato. Antonella con il suo racconto dedicato alla famiglia e al territorio, desiderava stimolare i lettori a cercare sempre di migliorarsi anche quando la vita riserva brutte inaspettate sorprese. Lei stessa afferma: «Ho scritto un capitolo del libro che parla della mia fede: se potessi aiutare ad avvicinare anche solo una persona a Dio, sarebbe una vittoria per la mia malattia».
Nonostante la malattia l’avesse progressivamente immobilizzata, Antonella ha mantenuto lucidità e forza interiore. Grazie all’aiuto di Nunzia Terracciano, che ha saputo interpretare i suoi impercettibili cenni dello sguardo, il suo racconto ha preso forma, poi trascritto da Gabriele Cicconetti e curato da Antonella Chiadini, arricchito dalle testimonianze di chi l’ha conosciuta.
È proprio da queste testimonianze che emerge il segno più profondo lasciato da Antonella: una umanità intensa, una forza silenziosa e una fede capace di toccare chiunque l’abbia incontrata.
Alcuni frutti del libro
A circa un anno dalla pubblicazione, il libro ha già generato importanti frutti comela nascita di corsi di formazione rivolti a operatori che si occupano di SLA. Infatti la famiglia ha scelto di devolvere il ricavato delle vendite al Centro Riabilitativo privato accreditato “Luce sul Mare” di Bellaria-Igea Marina che gestisce il Reparto di Riabilitazione lntensiva e Neuroriabilitazione dell’Ospedale ‘Franchini’ di Santarcangelo, segno concreto del valore solidale dell’iniziativa diventata occasione di aiuto per altri malati di SLA.
Dichiarazione del Sindaco Gianluca Ugolini:
“Ho conosciuto personalmente Antonella e ho avuto modo di starle vicino anche durante il periodo della malattia. In lei ho visto una forza rara, una serenità profonda e una fede che colpiva chiunque la incontrasse. Questo libro è il compimento di un desiderio che ha coltivato fino alla fine: raccontare la sua famiglia, i legami che l’hanno sostenuta e ciò che per lei contava davvero. È un’eredità preziosa per tutta la nostra comunità.”
Dichiarazione dell’Assessore Paolo Ottogalli:
“Questo libro è molto più di una testimonianza: è un racconto luminoso che ci restituisce il valore della vita, delle relazioni e della fede. La storia di Antonella riesce a parlare a tutti, perché non si ferma alla malattia ma apre uno sguardo pieno di speranza. Come comunità, abbiamo il dovere di custodire e valorizzare esperienze come questa, che diventano patrimonio umano e culturale per tutti.”
Dichiarazione dell’Assessore Anna Pazzaglia:
“Ci ho tenuto a organizzare questa presentazione a Coriano perché credo profondamente nel valore di queste testimonianze. Questo libro va oltre la dimensione personale e diventa patrimonio della comunità: racconta una vita che, anche nella prova della malattia, è riuscita a generare legami, consapevolezza e speranza. Iniziative come questa dimostrano come la cultura possa essere uno strumento vivo, capace di creare valore umano e sociale.”


