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La piada degli sfollati

La piada degli sfollati. Estate 1944. Nelle gallerie, nelle chiese e persino nei cimiteri della Repubblica erano sfollate si dice centomila persone. C’erano poi diversi ebrei e ricercati politici nascosti spesso con la connivenza delle autorità. Iniziarono a salire a San Marino i riminesi vittima degli incessanti bombardamenti, poi dal circondario arrivò una marea di sfollati che sentendo vicino il passaggio del fronte ritenevano più sicuro il nostro territorio. Oltrepassavano sui birocci stracarichi di masserizie le croci bianche e i posti di blocco della Confinaria, accampandosi poi dove trovavano posto. Le gallerie erano tutte occupate fino da giugno quando il criminale bombardamento inglese tolse a tutti la certezza di essere al sicuro in un paese neutrale.

L’impegno del governo guidato dal Reggente Balsimelli, l’amicizia fra Ezio Balducci e il dott. Gumpert, segretario dell’ambasciatore tedesco a Salò, fece sì che non mancasse il grano per pane da dividere fra residenti e sfollati e il carburante per i forni. Una straordinaria opera umanitaria che verrà poi ricordata da Mons. Montini : “Una generosità civile e diciamo pure cristiana quale nessun paese può in quelle proporzioni vantare. Solo la coscienza civile può apprezzare il sacrificio di un piccolo popolo che si affama per contribuire a sfamare, che raccoglie i perseguitati di guerra senza discriminazioni come non conosce discriminazione la sventura… Un piccolo popolo che parla a dei grandi. Tutto ciò poté compiere San Marino perché piccolo e disarmato e perché i piccoli e gli inermi, essi soli forse, sanno ragionare con il cuore.

La Repubblica durante il periodo bellico riuscì a mobilitare un piccolo esercito: oltre 300 cittadini vennero inquadrati in armi su una popolazione stimata in 14.000 abitanti.

I Corpi Militari volontari e professionali, la Milizia Confinaria, il Genio Pompieri, la Guardia Civica Ausiliaria, la Gendarmeria, la Milizia Uniformata e da ultimo anche i Concertisti della Banda Militare furono armati per costituire presidi per ordine pubblico nel territorio e gallerie.

A questi uomini e a chi li guidava dobbiamo riconoscenza. Grazie a loro San Marino è riuscito in una impresa ciclopica: mantenere la neutralità in un’enclave circondata da truppe tedesche e della Repubblica Sociale. Gestire una impresa umanitaria con risorse limitatissime. Salvare letteralmente la vita a concittadini ed italiani rifugiati politici catturati dai tedeschi.

(Immagine in b.n. di Giorgio Zani, del Bundesarchiv di Coblenza e War Imperial Museum di Londra colorate da IA.)

Fonte: Sebastiano Ciacci su FB