Comunità e Territorio San Marino: “Pazienti costretti in fila per un pezzo di carta: nel 2026 è una vergogna che non possiamo più accettare”
C’è qualcosa che non torna, e non da oggi. Nel 2026, con la febbre alta, con il corpo che non ti regge, con la testa che gira, a San Marino sei ancora costretto ad alzarti da letto, vestirti come puoi e andare fisicamente dal medico di condotta solo per farti scrivere e poi ritirare un foglio di carta che certifica quello che già sai: che sei malato.
Non stiamo parlando di un dettaglio burocratico. Stiamo parlando di persone vere, che in un momento di fragilità vengono lasciate sole di fronte a un sistema che pretende la loro presenza fisica quando tutto il resto del mondo ha già capito che non serve. Pensandoci bene, sono proprio queste persone che pagano il prezzo più alto di questa ostinazione a restare fermi nel tempo. Pensiamo a chi è solo in casa, senza nessuno accanto, con la febbre che non scende e la forza che manca anche solo per vestirsi.
Pensiamo a chi è appena stato dimesso dall’ospedale, ancora debole, e si ritrova comunque a dover tornare in un ambulatorio solo per il ritiro del foglio da consegnare poi al datore di lavoro. E pensiamo, con altrettanta serietà, a cosa significa mandare persone contagiose nelle sale d’attesa dei centri sanitari, fianco a fianco con anziani e persone fragili che lì si trovano magari per un controllo di routine. Non è prudenza, è un rischio concreto che ricade su chi ha meno difese, e che si potrebbe evitare con un minimo di buon senso organizzativo. Non stiamo chiedendo miracoli tecnologici né soluzioni complicate. Non spetta a noi disegnare la piattaforma benché una piattaforma già l’abbiamo, scegliere il sistema o indicare quale ufficio debba occuparsene: quello è il lavoro del Governo e della Segreteria competente, ed è un lavoro che va fatto, senza ulteriori rinvii.
Ciò che chiediamo con fermezza è che le istituzioni si assumano la responsabilità che compete loro, e trovino una modalità semplice, immediata e a distanza per la gestione dei certificati di malattia. Non è una richiesta straordinaria, è una richiesta minima, di quelle che nel 2026 dovrebbero già essere scontate ovunque, incluso qui. Come CTSM non ci stancheremo di ripeterlo finché le cose non cambieranno. La dignità di chi è malato non può passare da una fila in ambulatorio. La sicurezza di chi è fragile non può dipendere dalla comodità di lasciare tutto com’è. È tempo che chi ha il potere di cambiare questa situazione lo faccia, prima che sia l’ennesima persona sola e sofferente a pagarne le conseguenze.
Comunità e Territorio San Marino – Gruppo Civico


