Politica

San Marino. Il PS riunisce l’Ufficio di Segreteria. Espressa forte preoccupazione per la mancanza di una vera politica estera

L’Ufficio di Segreteria del Partito Socialista, riunitosi il 4 novembre scorso, ha affrontato i temi dell’attualità politica sammarinese. Dalla disamina è emersa viva preoccupazione per la mancanza di una vera politica estera all’altezza del difficile e complesso momento  storico, che  necessiterebbe di intraprendenza, proposta chiara e concreta, e dinamicità, anziché di rassegnazione e di inerme accondiscendenza verso l’attuale Unione Europea, ben lontana dal progetto originario dei padri fondatori.

La Segreteria del Partito Socialista ha ribadito il giudizio negativo sul modo di gestire la trattativa aperta per l’Accordo di associazione all’U.E., dalla quale sono stati tagliati completamente fuori i cittadini e dalla mancanza di un reale e democratico coinvolgimento della popolazione, attraverso un apposito e preventivo referendum. Il Partito Socialista esprime altresì preoccupazione per il contenuto del negoziato conclusosi nelle settimane scorse. San Marino dovrà recepire migliaia e migliaia di disposizioni già in vigore nell’Unione Europea, così come dovrà accettare le future normative, senza avere neppure la possibilità di votarle in quanto Paese associato e non effettivo facente parte dell’U.E.

Il sistema San Marino verrà intaccato da tali norme in tutti i settori: giudiziario, economico, finanziario, sociale, per tacere l’aumento della burocrazia inutile e l’infoltimento della P.A., che, già oggi, conta migliaia di dipendenti in una ottica sproporzionata rispetto alla popolazione sammarinese. I Socialisti temono fortemente che i riflessi negativi di tutto questo possano porre in serio pericolo l’identità e la sovranità della Repubblica di San Marino ed è per questo motivo che appoggeranno tutte le iniziative che mirino a far si che i cittadini sammarinesi possano liberamente scegliersi il proprio futuro attraverso il referendum e non siano invece costretti a subirlo passivamente per volontà del Governo.

L’Ufficio di Segreteria ha inoltre rilevato come ormai, in un momento in cui l’aumento del costo della vita, al quale non corrisponde l’aumento dei salari e delle pensioni, che rimangono fermi, sia incredibilmente divenuto angusto lo spazio per il dibattito ideologico tra le varie forze politiche; non si rilevano più vere differenze di fondo tra destra e sinistra, tra Governo e opposizione, tra conservatori e riformisti. La politica, nel suo significato più nobile, si è persa e si è in parte trasformata in qualcosa che somiglia più a comitati elettorali quando non affaristici, intenti solo a non perdere o a tentare di recuperare posizioni di potere. Dentro tale logica la politica nostrana è divenuta una melassa grigia e informe, dove quasi tutte le forze politiche si somigliano molto.

Il Partito Socialista di San Marino continuerà la sua difficile battaglia, caldeggiando anche posizioni controcorrente, ma che non tradiscono i principi e i valori fondanti, anche perché di piccole e medie entità socialiste che ambiscono a perpetuare, anche se sedute sullo strapuntino, lo status quo, ce ne sono già troppe e non ne servono davvero altre.