Politica

Futuro Nazionale a San Marino: “L’acqua vale più del petrolio”. La sicurezza idrica è una priorità strategica per il futuro dei territori

L’acqua non è soltanto una risorsa naturale: è un bene essenziale per la vita, un diritto fondamentale, un fattore determinante per la qualità dell’esistenza individuale e collettiva e, sempre più, una risorsa strategica negli equilibri geopolitici internazionali ad alta valenza politica.

È questo il tema al centro dell’incontro pubblico «L’acqua vale più del petrolio: la nuova sfida geopolitica», svoltosi sabato 17 ottobre presso la sede del Comites di San Marino, con la partecipazione di rappresentanti di Futuro Nazionale provenienti da varie parti d’Italia, esperti e protagonisti della realtà istituzionale e associativa del territorio.

L’iniziativa ha acceso i riflettori su una questione che riguarda direttamente la Repubblica di San Marino e i territori limitrofi della Romagna e del Montefeltro: la sicurezza dell’approvvigionamento idrico, la gestione delle risorse disponibili e la necessità di programmare investimenti e infrastrutture capaci di rispondere alle esigenze presenti e future.

Una sfida transfrontaliera che riflette un’emergenza globale. Secondo il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2026, circa 2,1 miliardi di persone nel mondo non dispongono ancora di acqua potabile gestita in condizioni di sicurezza. I cambiamenti climatici, i periodi di siccità, la crescente pressione sui consumi e la distribuzione disomogenea delle risorse rendono l’acqua un elemento sempre più centrale nelle politiche economiche, ambientali e di sicurezza.

Anche l’Italia deve confrontarsi con questa realtà. I dati ISPRA evidenziano una progressiva riduzione della disponibilità di risorsa idrica rinnovabile rispetto alle medie storiche, confermando la necessità di superare la logica degli interventi emergenziali per adottare una programmazione strutturale.

SAN MARINO E ROMAGNA: TERRITORI INTERCONNESSI, PROBLEMI COMUNI

La Repubblica di San Marino, pur nella propria autonomia statuale, condivide con i territori italiani confinanti infrastrutture, reti di distribuzione e problematiche legate all’approvvigionamento idrico.

Il sistema di Ridracoli, insieme alle altre fonti di approvvigionamento della Romagna, rappresenta una componente fondamentale dell’equilibrio idrico territoriale. La disponibilità d’acqua non può tuttavia essere considerata illimitata, né la sicurezza degli approvvigionamenti può dipendere esclusivamente dall’andamento delle precipitazioni.

Un passaggio importante è rappresentato dall’accordo di collaborazione sottoscritto il 20 gennaio 2026 tra la Regione Emilia-Romagna e la Repubblica di San Marino, che comprende anche la gestione dei servizi idrici e prevede strumenti di cooperazione e coordinamento istituzionale.

Ma gli accordi devono tradursi in risultati concreti, verificabili e duraturi. Occorre rafforzare il monitoraggio delle risorse, ridurre le dispersioni delle reti, valutare il potenziamento delle infrastrutture, promuovere il recupero e il riutilizzo delle acque e sviluppare sistemi tecnologici di previsione e prevenzione delle crisi.

La gestione dell’acqua non può essere affrontata soltanto quando si manifesta un’emergenza: richiede responsabilità politica, capacità di investimento e una visione di lungo periodo.

IL CONTRIBUTO DI FUTURO NAZIONALE

All’incontro, moderato dall’Avvocato Alessandro Amadei, Presidente del Comites San Marino – che ha coordinato gli interventi e diretto i lavori – sono intervenuti la professoressa Francesca Barbarancia, referente del Comitato Costituente Futuro Nazionale San Marino 2268 che ha portato i saluti del Generale Roberto Vannacci e del Coordinatore Nazionale Massimiliano Simoni contribuendo al dibattito con alcune riflessioni sulla tematica idrica; Simone Mazzi, consigliere comunale di Montefiore Conca, consigliere dell’Unione della Valconca e referente del Comitato Costituente Futuro Nazionale Rimini #1596, il quale ha ribadito l’importanza del dialogo tra le Istituzioni intorno alle annose questioni dell’acqua e dei transfrontalieri ; Mario Garattoni, già consigliere comunale di Morciano di Romagna che ha ricordato anche in chiave storica le potenzialità delle risorse idriche collegate al fiume Marecchia.

Sono inoltre intervenuti il dottor Gabriele Geminiani, Green Project Manager e ideatore del San Marino e Montefeltro Green Festival nonché l’Avvocato internazionalista Cristina Vescovi, responsabile del tesseramento di Futuro Nazionale in Umbria. Quest’ultima ha evocato il concetto di difesa del Creato in chiave di rafforzamento spirituale della nozione di tutela dell’ambiente.

La partecipazione di Futuro Nazionale ha rappresentato un’occasione per richiamare l’attenzione su un tema che supera i confini amministrativi e richiede un confronto tra istituzioni, competenze tecniche, cittadini e rappresentanze politiche.

La tutela dell’acqua significa tutela della vita, della salute pubblica, delle famiglie, delle imprese, dell’agricoltura e delle future generazioni. Non può quindi essere relegata a una questione esclusivamente ambientale, ma deve entrare a pieno titolo nelle strategie di sviluppo e sicurezza dei territori.

LE PROSPETTIVE FUTURE: DALLA TUTELA DELLE RISORSE ALLA SICUREZZA NAZIONALE

Per Futuro Nazionale, la riflessione sulla questione idrica si inserisce in una prospettiva politica più ampia, che pone al centro la difesa degli interessi nazionali, la valorizzazione delle risorse strategiche, l’innovazione tecnologica e la capacità delle istituzioni di garantire servizi essenziali ai cittadini.

L’acqua, al pari dell’energia, rappresenta una componente fondamentale dell’autonomia e della resilienza di un Paese. La sua disponibilità condiziona la competitività economica, la sicurezza alimentare, la sostenibilità dei sistemi produttivi e la stabilità sociale.

In questa prospettiva, diventa indispensabile promuovere una politica che sappia coniugare sovranità, sicurezza delle risorse, innovazione e cooperazione internazionale, investendo nella modernizzazione delle infrastrutture, nelle tecnologie per il risparmio idrico e nella capacità di prevenire le emergenze.

La presenza dei Comitati Costituenti di San Marino e Rimini testimonia inoltre la volontà di Futuro Nazionale di rafforzare il proprio radicamento territoriale e sviluppare occasioni di confronto su problemi concreti, costruendo relazioni e iniziative anche oltre i confini italiani.

La Repubblica di San Marino, per la sua posizione geografica e per i rapporti storici con l’Italia, può rappresentare un importante laboratorio di cooperazione transfrontaliera, nel quale sperimentare soluzioni condivise e modelli virtuosi di gestione delle risorse naturali e umane.

«L’acqua vale più del petrolio» non è soltanto il titolo di un incontro, ma un richiamo alla responsabilità politica. Se il petrolio ha segnato gli equilibri economici e geopolitici del Novecento, l’accesso all’acqua e la sua gestione sostenibile rappresentano già oggi una delle grandi sfide del XXI secolo.

Il futuro di una Nazione si costruisce anche dalla capacità di garantire ai propri cittadini ciò che è indispensabile alla vita. E senza acqua non esistono né sviluppo, né sicurezza, né futuro.

Francesca Barbarancia, Referente Comitato Costituente Futuro Nazionale San Marino #2268