Politica

San Marino. Giunte di Castello: al via il percorso per una riforma tra autonomia e vicinanza ai cittadini

Dal controllo dei boschi nel Medioevo alle riforme suggerite da Belluzzi. Nella serata di approfondimento a Domagnano, il Segretario di Stato apre al decentramento vero e a funzionari autonomi, seguendo le raccomandazioni del Consiglio d’Europa

di Angela Venturini

Le spesso vituperate Giunte di Castello, poco conosciute e ancor meno apprezzate, sono invece un’importante istituzione democratica del nostro Paese, nonché le più prossime al rapporto diretto con i cittadini. Proprio perché sottovalutate, spesso non sono messe nelle condizioni di fornire ai cittadini neppure le risposte alle domande più semplici.

Così, Giuliano Tamagnini, membro della Giunta di Domagnano, ha introdotto la serata di approfondimento e di confronto per eventuali riforme sulle tematiche dei cosiddetti “poteri locali”, martedì sera, nella Sala Montelupo.  A cominciare dalla storia delle Giunte, proprio perché la conoscenza dovrebbe essere sempre la base per qualsiasi intervento e considerazione. A tale scopo, era stato invitato Francesco Morganti, affiancato dal Segretario agli Interni Andrea Belluzzi, da Giacomo Rinaldi (Capitano di Montegiardino) e dall’unica Capitana di Castello sammarinese, Roberta Cecchini, alla guida della Giunta di Domagnano..

È la storia stessa che fornisce i primi spunti di riforma, proprio perché sin dalle loro origini, nel XIII secolo, le cosiddette Gualdarie, allora esistenti, rappresentavano quel decentramento dal potere centrale, necessario per sovrastare le zone periferiche. Per lo più costituite da selve e campi. Il Gualdarius aveva dunque un compito molto simile a quello di un guardaboschi e di intervenire in caso di sconfinamento di animali. Con occhi moderni, si potrebbe dire che aveva funzioni molto pratiche e non certo amministrative. Qualche modifica si avrà con l’annessione di quattro nuovi Castelli, nel 1463, ma bisognerà arrivare al 1925 per vedere la prima vera rivoluzione, con l’organizzazione di un organismo monocratico, guidato da un Capitano nominato dai Reggenti per sei mesi.

Un altro cambiamento fondamentale avverrà nel dopo guerra, con l’istituzione della Giunte ausiliarie, dove potevano essere elette anche le donne. Molte altre riforme sono intervenute, soprattutto negli anni 2000, fino a quella più importante con l’ammissione al voto dei cittadini residenti da almeno 10 anni.

Ma di riforme c’è ancora un gran bisogno, proprio per dare alle Giunte quel po’ di autonomia senza la quale hanno veramente poco spazio per operare.  

In questo senso, il Segretario di Stato agli interni ha lasciato tutte le porte aperte, anche in seguito alle diverse raccomandazioni arrivate dal CPLRE (il Congresso dei poteri locali e regionali, che è un’istituzione del Consiglio d’Europa, responsabile del rafforzamento della democrazia locale e regionale in tutti gli stati aderenti). “Dobbiamo costruire una piattaforma di argomenti, insieme con la Consulta, da portare poi al tavolo della politica” ha anticipato.

La Consulta delle Giunte di Castello è appunto un importante organo di collegamento e confronto fra tutti i Castelli sammarinesi, istituito già 2013 per effettuare il coordinamento territoriale su viabilità, servizi, manutenzioni, qualità della vita e progetti scolastici, sociali, sportivi e culturali. Ma fin da ora, il Segretario Belluzzi pensa anche all’introduzione di funzionari che le Giunte possano gestire autonomamente. “Il processo di riforma è partito, siamo già in work in progress” ha assicurato.