San Marino. Il PSD sulla Giochi del Titano: affrontare l’emergenza e riflettere con serietà sul settore
Le notizie emerse sulla Giochi del Titano portano l’attenzione sulla cronaca. È normale. Ma gli aspetti giudiziari spettano alla magistratura, alla quale va garantita piena collaborazione. Tanto più quando è coinvolta un’azienda dello Stato.
La politica deve andare oltre l’indagine. Ci sono questioni sul settore del gioco che si possono e si devono affrontare già adesso, senza aspettare l’esito del procedimento.
Per farlo, conviene partire dalla scelta che ci ha portato all’assetto attuale.
Da dove veniamo
Il gioco, a San Marino, è stato molto più di un settore economico. Ha condizionato alleanze, diviso maggioranze e pesato sulle crisi di governo. C’è stata una fase in cui si distingueva con fatica dove finisse un progetto di sviluppo e dove cominciasse la contesa per una rendita.
La scelta della gestione pubblica, compiuta circa vent’anni fa, ha consentito di uscire da quella situazione.
Gradualmente la Giochi del Titano è cresciuta, il conflitto politico si è spento e i risultati economici hanno preso il posto delle polemiche. Quella scelta ha funzionato. Riconoscerlo, però, non significa sottrarla a una verifica.
Il gioco va governato per quello che è
La gestione pubblica ha dato un assetto più ordinato al settore. Non ne ha cambiato la natura. Il gioco muove denaro e produce entrate importanti. Comporta anche rischi di dipendenza, riciclaggio e infiltrazioni criminali. Va governato per quello che è, senza moralismi e senza confondere i risultati economici con la sicurezza del settore.
Dopo le notizie emerse, va da sé che occorra approfondire l’adeguatezza della normativa e il funzionamento dei controlli: quelli interni all’azienda e quelli affidati, con competenze diverse, agli organi societari, all’Ente di Stato dei Giochi e all’Agenzia di Informazione Finanziaria.
Fare questa verifica non significa incolpare nessuno. Significa voler rafforzare le garanzie per l’azienda e per lo Stato.
Lo Stato proprietario: vantaggi e rischi
Il tema dei controlli porta anche a ragionare sul ruolo dello Stato. La proprietà pubblica ha permesso di trattenere i benefici economici e superare la contesa fra interessi privati. Ma lo Stato è insieme proprietario, beneficiario delle entrate e responsabile della vigilanza.
Questo assetto comporta dei rischi. La redditività può indurre ad abbassare l’attenzione. E quando una vicenda grave investe l’azienda, il danno d’immagine ricade direttamente sulla Repubblica.
Sono elementi da considerare in una riflessione sull’assetto del settore, senza conclusioni già scritte.
La durata degli incarichi
Alla proprietà si affianca la questione della gestione. Conta anche quanto a lungo i poteri restano nelle stesse mani. Caronia guida la Giochi del Titano dal 2009, con risultati economici importanti. Ma diciassette anni nello stesso ruolo pongono una questione che resta distinta dagli accertamenti giudiziari.
Nei settori più delicati, una permanenza così lunga può rendere l’azienda troppo dipendente da un solo dirigente. La politica deve individuare, anche oltre il gioco, i ruoli nei quali prevedere rotazione e limiti alla durata degli incarichi, salvaguardando competenze e continuità.
La crescita non può aspettare
La necessità di evitare un’eccessiva dipendenza vale anche per le entrate del Paese. Questa vicenda ricorda quanto sia importante diversificare le fonti di reddito. Per questo il PSD insiste sull’Agenda per la crescita: un impegno da attuare e da collegare alle opportunità dell’Accordo di associazione.
Servono investimenti ambiziosi e nuove attività sostenibili, capaci di produrre reddito, lavoro ed entrate consistenti. Restare fermi significa perdere opportunità e lasciare il bilancio pubblico troppo esposto alle sorti di singoli settori.
L’emergenza e l’impegno successivo
Queste riflessioni riguardano la prospettiva. Nell’immediato occorre assicurare la continuità aziendale, tutelare i lavoratori, contenere i rischi per le entrate dello Stato e garantire piena collaborazione agli inquirenti.
Il valore della Giochi del Titano si misura anche nei numeri: nel 2025 oltre 13,7 milioni di euro di imposte e circa 8,5 milioni di utili. L’azienda occupa oltre cento fra
dipendenti e collaboratori. Alle entrate pubbliche si aggiungono quindi retribuzioni, versamenti contributivi e acquisti sul territorio.
Ma gestire l’emergenza non può esaurire la risposta politica. Non servono il clamore, le strumentalizzazioni e i maestri del senno di poi. Servono verifiche documentate e scelte conseguenti.
La Giochi del Titano è una risorsa importante per il Paese. Proprio perché vogliamo tutelarla, riteniamo che la risposta non possa esaurirsi nella sostituzione di un dirigente. Serve verificare l’organizzazione e i controlli, e riflettere con serietà sul futuro del settore.
Partito dei Socialisti e dei Democratici


