San Marino. RF in merito all’improvvisa richiesta di segretezza sull’attività di Banca Centrale: cui prodest?
Il Decreto Delegato 7 settembre 2026 n.134 – “Disposizioni attuative dell’articolo 29 della Legge 26 giugno 2005 n.96 in materia di segreto d’ufficio su informazioni o dati in possesso della Banca Centrale della Repubblica di San Marino” – è l’oggetto misterioso sfornato dal governo a fine estate.
Il decreto delegato è stranamente emesso all’avvio dell’attività di una commissione d’inchiesta dedicata al tentativo di acquisto di una banca, a poche settimane dall’inizio di un procedimento penale con al centro lo stesso tema e all’avvio di un arbitrato internazionale sempre sullo stesso argomento.
A ciò aggiungiamo come il contenuto del decreto sia lontano anni luce dalle richieste di una interrogazione presentata dai consiglieri del PSD Bacciocchi, Merlini, Rossini che militano nel partito dei compagni Belluzzi e Pedini Amati che, in qualità di membri di governo, hanno emesso il decreto.
Cosa c’è dietro questa improvvisa richiesta di segretezza sull’attività di Banca Centrale?
Perché il governo e la maggioranza dopo il colpo al regolamento consiliare assestano un’altra pesante tegola sul Consiglio Grande e Generale?
Il decreto inizia con una frase evocativa :
“Al fine di introdurre disposizioni attuative e di maggior dettaglio per accrescere il livello di conformità della disciplina sul segreto d’ufficio agli standard internazionali in materia, ivi incluso l’allineamento al quadro legale dell’Unione europea e agli
orientamenti delle Autorità europee di vigilanza…”, incipit decisamente originale se confrontato con le prassi in uso da parte del governo.
Il Segretario di Stato per le Finanze, figura centrale del Comitato per il Credito e Risparmio, ha azioni nel soggetto proprietario di una banca e nella stessa banca – per sua diretta ammissione – partecipa anche alle assemblee dei soci. E’ coerente con le prassi internazionali citate nella premessa del decreto?
Lo Stato possiede il 100% di una banca a San Marino, il 100% di una banca in Croazia e il 88% della Banca Centrale e ora, con questo decreto, viene apposto il segreto alle informazioni relative a tutti questi soggetti.
Infatti: “Le informazioni e i documenti forniti restano soggetti al regime di secretazione, anche ai fini dell’articolo 377 del Codice Penale, fintanto che permangano le esigenze
di riservatezza previste dalla normativa vigente”, come recita l’articolo 3 del decreto che chiude la serranda alla possibilità dei consiglieri eletti dai cittadini di svolgere con pienezza il proprio mandato in Commissione Consiliare Permanente Finanze e Bilancio.
Cari cittadini, deve essere chiaro che dal 7 settembre tutto ciò che riguarda le banche diventa segreto e se poi succede qualcosa in società di proprietà dello Stato o con lo Stato che deve pagare magari per garanzie o finanziamenti forniti a una banca, c’è il Segreto di Stato punibile per una violazione del codice penale.
E’ normale? Cui prodest? All’Unione europea? A Banca Centrale? Al governo? Alle banche?
Repubblica Futura pensa che sia una scelta pericolosa, soprattutto considerando come il provvedimento sia stato emesso alla chetichella senza nessuna apparente motivazione. In più è evidente come il segreto riguardi solo i membri del Consiglio Grande e Generale e non il governo che ha mani libere sulle banche e continuerà a rimestare nel torbido.
Repubblica Futura chiede di ritirare il decreto.
Il contenuto è gravemente lesivo dei diritti dei membri del Consiglio Grande e Generale, dal punto di vista del principio e non solo. Grave che con un decreto delegato si intervenga senza alcun confronto sullo statuto di Banca Centrale e sul Regolamento del Consiglio Grande e Generale.
Se ci sono problemi o interessi statuali da difendere, anche in vista di quanto può accadere nei prossimi mesi, il governo deve avere la serietà di parlare chiaro e a carte scoperte, ai consiglieri e a tutti i cittadini della Repubblica.
Se invece, come pare, è in atto un goffo tentativo di nascondere i disastri che in questi anni di governo l’inquilino del piano terra di Palazzo Begni sta portando avanti, allora siamo pronti a dare battaglia perché la trasparenza vale sempre, soprattutto quando si governa.
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Repubblica Futura


