San Marino. Rete: quella “tagliola” dentro al Regolamento Consiliare, è una grande vergogna
Il testo di modifica al Regolamento Consiliare approdato in Aula per la seconda lettura contiene un passaggio che rappresenta un vero e proprio attentato alla democrazia parlamentare.
Evidentemente, il lavoro svolto dalla maggioranza — fortunatamente divisa sul tema delle garanzie democratiche e sollecitata dalla veemente reazione dell’opposizione alla prima stesura — non si è ancora concluso.
Se da un lato riconosciamo che dall’impianto legislativo originario sono state cancellate le norme più odiose, quelle che tagliavano i tempi di intervento e arrivavano perfino a prevedere un vaglio preventivo sugli emendamenti, dall’altro resta da rimuovere la vergogna della cosiddetta “Tagliola”.
Di cosa si tratta? In sintesi, dopo un certo lasso di tempo, la discussione degli articoli di una legge può essere chiusa e gli emendamenti ancora da dibattere possono essere accorpati in un’unica votazione.
In altre parole, per malintese ragioni di efficienza dei lavori, si “taglia corto”, limitando drasticamente uno strumento democratico a disposizione dell’opposizione — qualunque essa sia — e, talvolta, anche della maggioranza, che allo scadere del tempo imposto verrebbe privata dello spazio politico necessario per qualunque genere di contributo.
Oggi questa scorciatoia può sembrare comoda a chi governa, ma in politica, prima o poi, all’opposizione ci si va tutti. Limitare le prerogative democratiche del dibattito parlamentare è, a nostro giudizio, un grave errore.
La dilatazione dei tempi è sempre stata uno strumento a disposizione delle opposizioni per costringere al confronto governi e maggioranze spesso non inclini a discutere le posizioni politiche e le proposte dell’opposizione.
La storia recente di San Marino avrebbe dovuto insegnare qualcosa e dovrebbe consigliare prudenza. In più occasioni, negli anni, è stato proprio il lavoro dell’opposizione, attraverso il dibattito e la presentazione degli emendamenti, a scoperchiare altarini, far emergere criticità e mettere in luce forzature e scelte che dovevano essere fermate o radicalmente corrette.
È successo nelle Leggi finanziarie, è successo per il DES, è successo quando il Paese era in balia del finanziere Confuorti e dei suoi sodali.
Il fatto che nel testo siano stati eliminati alcuni bavagli non ci rassicura affatto, se non si chiude il cerchio eliminando dall’impianto anche questa vergognosa “Tagliola”.
Prima di inserire nel Regolamento uno strumento che impedisce la discussione e limita il confronto democratico, bisogna riflettere a fondo. Il confronto non è tempo perso. Non si può mettere un timer alla democrazia, pena il rischio di provocare gravi sconquassi nel sistema delle garanzie democratiche.
RETE non ci sta e continuerà a gridarlo in Aula, con l’auspicio che anche le forze politiche di maggioranza, o singoli consiglieri, si schierino a difesa del diritto di espressione e della democrazia parlamentare.
RETE


