Politica

San Marino. RF sui trasporti scolastici: alla fine paga sempre Pantalone. In certi, anche due volte…

La delibera del Congresso di Stato del 01/09/26 n. 14 con oggetto: “Autorizzazione di spesa per il servizio di trasporto scolastico relativo agli Istituti di Scuola Secondaria Superiore di Urbino, anno scolastico 2026/2027”, è piuttosto interessante rispetto alle politiche che il governo porta avanti nel settore dei trasporti.
Con l’avvio sperimentale dell’ICEE dall’autunno 2026 e la sua applicazione potenziale alla legge per il diritto allo studio dall’anno scolastico 2027/2028, il governo – come ormai accade da più di un decennio – ha autorizzato la “sottoscrizione dell’Accordo fra l’Ecc.ma Camera e la Bonelli Bus S.a.s… relativo al servizio di linea regolare Rimini-San Marino-Urbino per trasporto studenti per l’anno scolastico 2026/2027, a fronte della corresponsione di un contributo complessivo fino alla concorrenza di euro 45.000,00 (quarantacinquemila).”
Per carità nulla di nuovo. Abbiamo studenti che frequentano gli istituti scolastici di Urbino e la ditta italiana Bonelli Bus, titolare della linea internazionale Rimini-San Marino-Urbino, svolge il trasporto. Gli abbonamenti, divisi in tre fasce di prezzo, oscillano da euro 1.066,00 a euro 1.492,00 a euro 1.988,00, con i ragazzi sammarinesi che rientrano per la quasi totalità nelle fasce più costose.
Ora ci sia consentita una riflessione: per un governo che si dichiara innovatore nel solco della discontinuità, rileviamo come questa delibera sia immutata da oltre un decennio.
“Considerato che in base alla prassi in vigore il costo degli abbonamenti viene anticipato dagli studenti e successivamente rimborsato dallo Stato e valutato che tale costo deve essere mantenuto entro limiti sostenibili dalle famiglie sammarinesi…”, è l’incipit della delibera del governo che oggi stride di fronte ai 1.988,00 euro dell’abbonamento più elevato.
Duemila euro sono un costo sostenibile per una famiglia anche se rimborsato dallo Stato dopo un anno? I 45.000 euro erogati alla ditta italiana in quale misura sono da calmiere sul costo dell’abbonamento? Perché il governo fa un accordo annuale rispetto al quale ogni anno nell’imminenza dell’avvio delle scuole si trova in condizione sfavorevole rispetto al vettore che esercita il trasporto?
Ultimo punto.
In un mondo sempre più complesso nel quale le aziende sammarinesi sono sfavorite, in alcuni ambiti, rispetto alle aziende italiane, lo Stato (il nostro) eroga direttamente denaro a un’azienda italiana che sicuramente beneficia, per la sua attività, anche di contributi dello Stato italiano, e gode di condizioni fiscali particolari come la detraibilità dell’IVA per il carburante. Nonostante questo, come detto, beneficia di denaro pubblico sammarinese per trasportare passeggeri italiani che da Rimini, da Cerasolo e da Montelicciano raggiungono Urbino.
Il finale è il solito. Pantalone paga due volte. Soldi alla ditta italiana prima, rimborso degli abbonamenti alla famiglia poi.
Con i soldi sammarinesi si regge un servizio di cui beneficiano anche utenti del circondario ma soprattutto la frase “il costo deve essere mantenuto entro limiti sostenibili dalle famiglie sammarinesi” che senso ha?? 
L’impressione è che alla fine non cambia mai niente…

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Repubblica Futura