Politica

Commissione d’inchiesta, Repubblica Futura all’attacco: “Canti oltrepassa il suo ruolo istituzionale”

Nuovo affondo di Repubblica Futura nei confronti del Segretario di Stato per la Giustizia Stefano Canti. In un comunicato il movimento prende posizione sulle dichiarazioni rilasciate dal Segretario in merito alla Commissione d’inchiesta sul “piano parallelo”, sostenendo che il suo intervento rappresenti un’ingerenza nei confronti di un organismo che, per legge, opera in piena autonomia.

Per Repubblica Futura, “i paletti piantati da Stefano Canti sul perimetro delle attività consentite alla Commissione d’inchiesta sono un atto grave, inconsueto, fuori da ogni prassi istituzionale“, oltre a rappresentare una violazione dei rapporti tra i poteri dello Stato. Il movimento aggiunge che il Segretario di Stato “ha perso l’ennesima occasione per stare zitto e limitarsi a gestire un settore che mostra sempre maggiori fratture e che i cittadini iniziano a pagare con risorse pubbliche“.

La nota allarga poi il campo ad altri temi legati all’amministrazione della giustizia. RF richiama l’attenzione sull’anticipo di due milioni di euro per l’arbitrato internazionale, chiedendo al Governo di chiarire “se qualcuno risponderà di questi soldi per spese legali“. Vengono inoltre contestate le scelte relative alla Corte europea dei diritti dell’uomo, giudicando preoccupante l’intenzione di indicare “uno straniero” come futuro giudice sammarinese e sostenendo che l’Avvocatura dello Stato disponga già delle professionalità necessarie per rappresentare la Repubblica.

Secondo il movimento, il Segretario di Stato dovrebbe concentrarsi sulle criticità del sistema giudiziario anziché intervenire sull’attività della Commissione. “Repubblica Futura è allibita dell’atteggiamento del Segretario di Stato per la Giustizia, che anziché lavorare seriamente ai rimedi per sanare la situazione alla base delle decisioni sui casi Simoncini avanti alla Corte Europea, si avventura in considerazioni che esulano dalle sue prerogative istituzionali“, si legge nel comunicato.

RF ribadisce inoltre che “ogni Commissione d’inchiesta nasce nel rispetto del mandato della legge istitutiva e delle norme già esistenti” e che “la Commissione d’inchiesta ha i poteri stabiliti dalla legge“, sottolineando come essa risponda esclusivamente al Consiglio Grande e Generale.

Nella parte conclusiva, il movimento collega la vicenda anche al percorso europeo della Repubblica, sostenendo che “se Canti e la sua maggioranza sperano di potere continuare a praticare la politica dello struzzo a fronte dei pronunciamenti della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, temiamo che il Paese andrà incontro a gravi problemi quanto all’assetto del settore giudiziario e alla credibilità delle sue istituzioni, anche rispetto al processo di associazione con l’Unione europea“.

Il comunicato si chiude con un’ulteriore critica al Segretario di Stato e una difesa dell’autonomia della Commissione d’inchiesta: “non serva un valletto per dire cosa deve fare una Commissione d’inchiesta, che risponde solo al Consiglio Grande e Generale e non a Stefano Canti o ad altre istituzioni“.