San Marino. PSD, dall’Assemblea congressuale una direzione chiara. Ci vuole una scossa
Una data che richiama una responsabilità
L’Assemblea congressuale del PSD si è svolta lo scorso 25 marzo, a 120 anni dall’Arengo. Una data che non è solo memoria, ma richiama il contributo del movimento socialista alla costruzione della democrazia e misura la responsabilità politica che il PSD continua ad assumere dentro questa storia.
Il progetto politico è il PSD
Il punto di partenza è stato chiarito senza ambiguità. Il PSD non è un passaggio, non è uno strumento per altre operazioni. Il progetto politico del PSD è il PSD. È qui che si tiene insieme una cultura riformista, di governo, europea. È su questa base che il Partito ha ricostruito la propria presenza e intende continuare a rafforzarla.
L’Assemblea ha espresso un riconoscimento particolare al contributo dei gruppi di progetto e alla ricostruzione del giovanile GENSM: un impegno importante, che ha consentito di riattivare elaborazione politica e coinvolgere nuove energie.
Ritorno nei territori
L’Assemblea ha segnato anche un passaggio organizzativo con un valore politico preciso: la ricostruzione dei circoli, come ritorno nei territori. Cristian Casali seguirà Città e Acquaviva, Alan Gasperoni Montegiardino, Faetano, Fiorentino e Chiesanuova, Geremia Maroni Borgo Maggiore e Domagnano, Mauro Stefanelli Serravalle e Dogana.
Una legislatura in sospensione
La lettura del momento politico è partita da un dato di realtà. Negli ultimi mesi la legislatura ha progressivamente assunto i tratti di una condizione sospesa, segnata da una attesa legata all’accordo con l’Unione Europea che ha finito per ridurre la capacità di iniziativa politica.
A questa dinamica si sono aggiunte vicende che hanno inciso sul clima del Paese, a partire da quanto accaduto sul fronte bancario. Si tratta di segnali che richiamano un tema politico preciso: la credibilità del Paese, proprio nel momento in cui è chiamato a rafforzare il proprio posizionamento internazionale.
Ci vuole una scossa
In una situazione così, limitarsi ad aspettare o a commentare non basta. Serve una direzione. Da qui la parola che ha attraversato tutta l’Assemblea: ci vuole una scossa.
Una scossa significa rimettere in movimento il Paese su alcuni passaggi precisi. Prepararsi al percorso europeo, senza aspettarne passivamente i tempi.
Rafforzare la vigilanza e la credibilità del sistema bancario, attraverso un rapporto più solido e strutturato con l’Italia e con le autorità di riferimento.
Introdurre l’IVA come riforma che chiude il cerchio dell’integrazione nel mercato unico e supera definitivamente le aree di opacità.
Tornare a parlare di sviluppo in modo concreto, perché senza sviluppo non regge nulla: né il welfare, né le prospettive per i giovani, né il percorso europeo stesso. Restano centrali le priorità identitarie del PSD: la qualità del welfare, della sanità pubblica, dell’istruzione, il lavoro, le opportunità per i giovani, la coesione sociale. Priorità che si sostengono solo se il sistema Paese torna a funzionare e a crescere.
Coalizione e responsabilità di governo
Il funzionamento della coalizione di governo è stato indicato come un passaggio politico rilevante. Le difficoltà emerse non riguardano solo i singoli dossier, ma anche il livello del confronto tra le forze di maggioranza.
Il PSD non intende mettere in discussione l’assetto attuale, ma farlo funzionare meglio: più coordinamento, più condivisione degli obiettivi, più qualità nell’azione politica.
Un asse politico con il Partito Democratico e l’Emilia-Romagna
Il confronto con Michele De Pascale e Andrea Gnassi ha aggiunto un elemento concreto. Non solo la conferma di un rapporto politico solido con il Partito Democratico e con l’Emilia-Romagna, ma l’indicazione di un terreno di lavoro: costruire una piattaforma politica e programmatica comune per accompagnare il percorso europeo e tradurlo in opportunità reali, a partire da infrastrutture, accesso ai fondi europei, innovazione, sanità e servizi.
La direzione indicata
Il PSD si colloca con una linea chiara: stare dentro la responsabilità di governo, contribuire alla stabilità, ma al tempo stesso alzare il livello dell’azione politica. Rafforzare il Partito, rafforzare il rapporto con gli alleati, rafforzare la capacità di proposta.
L’Assemblea congressuale ha indicato una direzione precisa: far avanzare il Paese.


