Politica

San Marino. RF: non sappiamo se sia in atto un colpo di Stato, certo è che siamo molto preoccupati

Martedì 10 febbraio 2026 si è riunito il Coordinamento di Repubblica Futura per analizzare la gravissima situazione determinata dai più recenti fatti.
Il clima di tensione, sospetto e paura che si è instaurato negli ultimi giorni è al massimo grado e, se continuerà ad essere ammantato da segreti, sospetti ed illazioni, temiamo diventerà fatale per il Paese.
Sarebbe in atto un cosiddetto “piano parallelo” per destabilizzare lo Stato. Dopo solo pochi anni, la scena si ripete. Una Banca in vendita, un esotico compratore che si affaccia alla ribalta del Titano, la Banca Centrale che inizia una infinita istruttoria per capire di chi si tratti, il Tribunale che compie arresti legati al passaggio di proprietà della banca. La cessione sfuma, la banca non ne trae profitto, si grida al colpo di Stato ed al complotto. Questa volta per la verità con l’aggravante che il gruppo acquirente pare un tantino più aggressivo della volta passata.
Non sappiamo se sia in atto o meno un colpo di Stato. A ben guardare le pagine social delle varie Segreterie di Stato ed i connessi comunicati viene un po’ da sorridere. Mentre sarebbe in atto il piano più sovversivo mai esistito dai tempi dell’Alberoni, i nostri membri di Governo si divertono via social a fare “ciuf ciuf” sul treno dei 100 metri, alla modica spesa di poco meno di un milione di euro, oppure si dividono, sollazzandosi, fra le Olimpiadi, Dubai, Detroit e la Liguria.
Il Coordinamento di Repubblica Futura raccoglie le forti preoccupazioni di tanti cittadini che in questi giorni ci hanno chiamato.
Purtroppo non abbiamo risposte e ci limitiamo ad apprendere le scarne notizie dagli organi di informazione rispetto alle quali la chiamata a fare squadra del Governo è purtroppo tardiva ed inutile, così come il comunicato di qualche giorno fa della maggioranza è un segnale di totale inerzia.
A noi premono solo alcune cose fondamentali: 1) la stabilità del nostro sistema finanziario e della banca, troppo spesso tirata in ballo in questioni gravissime, fino ad essere addirittura oggetto di una effrazione che desta enormi preoccupazioni. 2) la definizione immediata ed irrimandabile dell’accordo di associazione con l’Unione europea. Siamo stufi di sentire le solite litanie o di dover scoprire dalle (speriamo!) millanterie di qualche presunto investitore estero che, oltre alla Bulgaria, anche altri quattro Paesi si schiereranno contro la firma dell’accordo. Non è tollerabile! Pretendiamo che si interpellino immediatamente le autorità diplomatiche bulgare, dalle quali è necessario avere conferma del pieno supporto al percorso di associazione sammarinese così come quelle della UE, per avvertirle di cosa sta succedendo. 3) Ci preme infine che le responsabilità siano accertate in maniera limpida e chiara. Esse probabilmente sono di due tipi: penali e politiche. Quelle penali le accerterà la magistratura, speriamo in silenzio e con precisione. Quelle politiche, che ci paiono sempre più grandi, devono essere accertate dalla politica stessa, con tutti gli strumenti consentiti e previsti dall’ordinamento, come già fatto nel caso di banca CIS. O forse questa volta qualcuno vorrà tirarsi indietro?
Di cose da chiarire ce ne sono molte. La Legge 3 marzo 2025 n.30 “Misure per il consolidamento, lo sviluppo economico, il contenimento dei costi e disposizioni in materia fiscale”, e in particolare l’articolo 37 “Abrogazione Legge 29 novembre 1995 n.130 “Norme per la modificazione degli enti bancari e la costituzione di società per azioni e altre disposizioni in materia societaria e creditizia”, è un punto su cui Governo e Maggioranza devono dare delle spiegazioni.
Perché la Legge 1995/130 e’ stata abrogata lo scorso marzo 2025, lasciando un pericoloso vuoto normativo? Perché a distanza di mesi il Governo non ha reintrodotto una norma che dia la possibilità a una fondazione di detenere partecipazioni bancarie?
Perché il Segretario politico del PSD, Luca Lazzari, evocò a dicembre la questione morale seguito poi da vari membri di Governo? Sapeva qualcosa di ignoto a tutti noi?
Perché è calato un silenzio assordante su tutta la vicenda per lasciare spazio, dopo una terribile conferenza stampa bruxellese, alla pubblicità di dichiarazioni su attività giudiziarie con un sibillino richiamo ai politici? Chi ha portato i Bulgari a San Marino? Chi ha scritto lettere, mai smentite, in cui si citava il parere favorevole alla cessione espresso da CCR e Banca Centrale?
Repubblica Futura reclama chiarezza, poiché stiamo rilevando come qualcuno ha già acceso i soliti sicari nell’ombra per alzare polveroni, distogliere l’opinione pubblica e sviare l’attenzione dai fatti.
Riteniamo infine che in un clima così concitato non sia tollerabile che Governo e maggioranza abbiano accesso ad informazioni o informative precluse alle opposizioni. Se così fosse sarebbe gravissimo.
Siamo seri, quindi, tutti quanti. Difendiamo quel poco di credibilità rimasta al nostro sistema-paese ed individuiamo con precisione le responsabilità di chi ancora la sta minando.

Coordinamento RF