Consiglio Grande e Generale: in Aula inizia l’esame del progetto di legge sull’ICEE. Domani il voto prosegue
Consiglio Grande e Generale, sessione 19,20,21,22,23,26 gennaio 2026
Martedì 20 gennaio 2026, pomeriggio
Il Consiglio Grande e Generale è ripartito dal Comma Comunicazioni con gli ultimi due interventi prima di procedere con la discussione sull’ICEE in seconda lettura. In avvio, Giovanni Francesco Ugolini (Pdcs) ha rivendicato i risultati del governo sul fronte economico e internazionale, sostenendo che l’opposizione “senza dati oggettivi non è credibile” e invitando a un confronto più costruttivo su dossier come denatalità, costo della vita e welfare. Ugolini ha richiamato indicatori di crescita, la dinamica occupazionale e la prospettiva di riforme in campo territoriale, culturale e sanitario, ribadendo la centralità del progetto del nuovo ospedale e annunciando l’arrivo in Aula di una legge sulla cittadinanza. Il collega di partito Manuel Ciavatta ha puntato l’attenzione sul tema dell’adeguatezza istituzionale e sulle polemiche recenti. Rivolgendosi al Segretario Ciacci, ha detto che ha fatto bene a scusarsi per un comportamento ritenuto inadeguato, avvertendo che “se dovesse riaccadere sarò io a dire a lui che non è più adeguato al ruolo”. Ciavatta ha poi espresso perplessità per l’annuncio del Segretario al Turismo di non voler organizzare le Giornate Medievali per questioni di budget. “Penso che la maggioranza abbia diritto prima di avere la lista di tutte le attività che quella Segreteria vuole fare – ha detto – e poi decideremo se fare le Giornate Medievali o se togliere qualche altro evento”.
Cuore della seduta è stato l’ICEE. I lavori sono ripresi dalle dichiarazioni dei consiglieri dopo che nella passata sessione avevano espresso le proprie dichiarazioni il Segretario agli Interni e i due relatori. La maggioranza ha presentato la riforma come uno strumento di equità e razionalizzazione della spesa, superando la logica dei contributi “a pioggia”. Marinella Loredana Chiaruzzi (Pdcs) ha definito l’ICEE “un passo concreto verso un sistema più giusto e solidale”, valorizzando la fase sperimentale di 12 mesi, i controlli e l’istituzione di un osservatorio con parti sociali e categorie. Iro Belluzzi (Libera) ha rimarcato la necessità di “spendere soldi pubblici con grande parsimonia”, ricordando che il percorso è iniziato nel 2012 anni fa e che la sfida ora è far funzionare i controlli e l’incrocio dati. Il collega di partito Guerrino Zanotti ha espresso “profondo rammarico per il tempo perso” visto che una base normativa esisteva già dal 2019. “Chiedo – ha aggiunto – perché non siano state apportate correzioni durante la scorsa legislatura anziché attendere oggi. Sono moderatamente ottimista sull’applicazione dell’ICEE se verrà affiancata da verifiche rigorose sulla veridicità delle dichiarazioni delle famiglie, anche grazie al potenziamento dei controlli previsto dalla recente riforma IGR”. Per Paolo Crescentini (Psd) l’ICEE è la “chiave di accesso” a politiche sociali più mirate e digitali. Il consigliere di Ar Gian Nicola Berti ha spiegato che nella scorsa legislatura “abbiamo cercato di risolvere i problemi di applicazione emersi nei tavoli tecnici e di mettere a regime un sistema informatico che permetta al cittadino di connotare la sua situazione ICEE”. Ha quindi auspicato un aggiornamento delle rendite catastali che attualmente “si basa su un sistema antiquato e arretrato con valori non corrispondenti a quelli attuali”.
Dall’opposizione è arrivato un sostegno di principio, accompagnato da riserve sull’operatività e sul rischio di utilizzi “per fare cassa”. Maria Katia Savoretti (Rf) ha apprezzato il dialogo in Commissione e l’accoglimento di alcuni emendamenti, chiedendo una procedura snella. Nicola Renzi (Rf) ha avvertito che l’ICEE è “per sua natura uno strumento invasivo” e ha chiesto tutela del ceto medio sollecitando l’aula ad affrontare il tema della difesa del potere d’acquisto. Antonella Mularoni (Rf) ha sollecitato una relazione in Aula al termine della sperimentazione. Giovanni Maria Zonzini (Rete) ha criticato l’impianto, temendo una legge “guscio vuoto” perché rimandata a numerosi decreti attuativi. Concorde il collega di partito Emanuele Santi secondo cui “se non emergono davvero redditi e patrimoni, soprattutto quelli schermati da società o trust, l’ICEE rischia di colpire solo chi ha redditi certi, lasciando indenni i più furbi”. Fabio Righi (Domani–Motus Liberi) ha espresso forti perplessità sull’impatto burocratico per le fasce più fragili e sulla capacità dell’amministrazione di gestire incroci di dati complessi, sottolineando che “i controlli potevano essere fatti anche prima, ma spesso è mancata la volontà politica”. Per il collega di partito Gaetano Troina “sarebbe stato meglio introdurre l’ICEE prima della riforma IGR per colpire davvero chi guadagna di più”.
In replica alle critiche, il Segretario di Stato Andrea Belluzzi ha rivendicato la scelta dello strumento legislativo per garantire maggiore coinvolgimento dell’Aula e ha assicurato “piena disponibilità a un confronto preventivo” sui decreti attuativi. Ha spiegato che l’obiettivo è arrivare a un applicativo digitale quasi automatizzato e che, una volta approvata la legge, il Governo inizierà a rivedere tutte le normative collegate per redistribuire le provvidenze in modo più equo.
Il Consiglio è quindi entrato nell’esame dell’articolato, approvando gli articoli dal 1 al 14 con pochissimi voti contrari. La votazione riprenderà domattina.
Comma 1 – Comunicazioni
Giovanni Francesco Ugolini (Pdcs): Mi rivolgo ai colleghi consiglieri notando come dal dibattito di ieri sera emerga l’attesa per un regolamento dei lavori consiliari che li renda più utili, meno dispersivi e più efficaci in ambito legislativo. Desidero ringraziare sentitamente i colleghi dell’opposizione per le loro recenti affermazioni e interviste perché, lungi dal vederle come una provocazione, le considero un’occasione preziosa per ricordare i risultati ottenuti. Mentre il governo e la maggioranza sono impegnati per l’agognata firma dell’accordo di associazione dopo anni di rimandi, ci siamo forse dimenticati di propagandare che l’ultimo report del Fondo Monetario Internazionale descrive la nostra economia con uno slancio positivo e una crescita sostenuta da una domanda interna solida e un mercato del lavoro forte. Abbiamo trascurato di dire che l’agenzia Fitch ha alzato il rating di San Marino a tripla B con prospettiva positiva e che la raccolta bancaria, dopo il crollo del 2017-2019, è tornata a crescere in maniera credibile. Le forze lavoro sono aumentate dai 21.630 del 2020 ai 24.044 del 2025, con una disoccupazione ai minimi storici. Siamo in una fase decisiva per la pianificazione territoriale, come illustrato dal segretario Ciacci ieri sera in una serata pubblica, e presto avremo una legge di valorizzazione dei beni culturali e nuove iniziative sulla medicina, mantenendo come obiettivo primario il nuovo ospedale. In questo Consiglio porteremo inoltre in aula una legge sulla cittadinanza che testimonia una profonda sensibilità verso i diritti delle persone. Questi dati segnano un netto distacco dai tempi del governo Adesso.sm, definiti da un buio totale con fiducia dei mercati sotto zero e crollo dei depositi. Senza dati oggettivi, l’opposizione non è credibile quando ci definisce incapaci o chiede di andare a casa, limitandosi a strumentalizzare fatti come la questione palestinese. Credo però che tra le fila dell’opposizione ci siano persone capaci che potrebbero collaborare su temi fondamentali come denatalità, costo della vita e welfare. Noi della Democrazia Cristiana auspichiamo che il Paese trovi la strada affinché le forze migliori possano collaborare per affrontare le sfide che i tempi ci imporranno.
Manuel Ciavatta (Pdcs): Ho preparato alcuni appunti per proporre un intervento ponderato ma chiaro. Mi rivolgo al segretario Ciacci dicendogli che ha fatto bene a chiedere scusa per il suo comportamento inadeguato. Mi permetto di dire, gliel’ho già detto a voce, che se dovesse riaccadere sarò io a dire a lui che non è più adeguato al ruolo che ricopre. Anche se ritengo che stia svolgendo un ottimo lavoro nella pianificazione del territorio grazie alla sua capacità di mediazione. Sottolineo che nelle istituzioni la forma è sostanza e ringrazio Repubblica Futura per il richiamo all’adeguatezza, ma mi chiedo perché lo stesso partito sia rimasto in silenzio sulle vicende del commissario Buriani, che ha coinvolto membri di questo Consiglio in indagini eclatanti finite poi in assoluzioni. Non si possono usare due pesi e due misure a seconda della convenienza politica. Riguardo all’intervista di Marco Podeschi, contesto l’idea di aver trovato un cumulo di macerie: i governi precedenti hanno portato San Marino fuori dalla black-list e tenuto in ordine i conti nonostante gli scudi fiscali. Anche sulla legge di bilancio, il governo non ha capitolato; chiudere con un passivo di 12 milioni in previsionale è normale e spesso porta a un consuntivo in attivo. Leggendo l’articolo di Repubblica Futura dal titolo “Siamo diversi”, mi è venuta in mente la parabola del fariseo e del pubblicano: sarebbe meglio per tutti assumersi le proprie responsabilità invece di pensare di essere sempre i primi della classe, un atteggiamento che rende difficile trovare alleati per governare. Nonostante la mia vicinanza personale e di fede con alcuni di loro, mi sembra di sentire che non sono in molti a voler fare alleanze con loro. Vorrei parlare ancora di due aspetti. Il primo riguarda l’ultima affermazione nella conferenza stampa del Congresso di Stato del Segretario di Stato al Turismo. Io non so come il Segretario Pedini possa dire che non debbano essere fatte le Giornate Medievali. Credo che, se gli stanziamenti che abbiamo dato al governo e alla sua Segreteria, che sono gli stessi che abbiamo dato prima dell’Expo, portano la scelta di non fare le Giornate Medievali, penso che la maggioranza abbia diritto prima di avere la lista di tutte le attività che quella Segreteria vuole fare e poi decideremo se fare o no le Giornate Medievali o se togliere qualche altro evento. Infine, sulla politica internazionale, noto che molti difendono il diritto del più forte sul più debole, ma trovo inevitabile che questo accada quando a livello nazionale il diritto del più debole, ovvero il concepito, viene annichilito. Anche se questa riflessione mi renderà politicamente scorretto, credo sia una conseguenza inevitabile.
Comma 2: Nomina di un membro in seno alla Commissione per le Politiche Giovanili a seguito di richiesta di sostituzione
Nomina rinviata
Comma 3: Nomina di un membro supplente designato dalle Associazioni rappresentative dei datori di lavoro in seno al Comitato per i Progetti di Sviluppo ai sensi dell’articolo 3 del Decreto Delegato 13 giugno 2019 n.100
Nomina rinviata
Comma 4: Prosecuzione esame progetto di legge “Indicatore della Condizione Economica per l’Equità – ICEE” (presentato dalla Segreteria di Stato per gli Affari Interni) (II lettura)
Marinella Loredana Chiaruzzi (Pdcs): Ringrazio il Segretario Belluzzi e i commissari Cesarini e Santi per le relazioni esaustive che descrivono un tema estremamente delicato per la nostra Repubblica, un argomento che lo Stato ha cercato più volte di affrontare in passato per vari servizi senza mai però riuscire a definire parametri stringenti. Dopo un dibattito durato due legislature, arriviamo finalmente a una riforma necessaria che introduce criteri di valutazione trasparenti e uniformi per conoscere la reale condizione economica dei nuclei familiari sammarinesi. Con questa legge compiamo un passo concreto verso un sistema più giusto e solidale che non lascia indietro nessuno, chiedendo responsabilità a chi ha risorse e offrendo sostegno a chi deve affrontare un costo della vita sempre più oneroso. Il provvedimento non considera solo il reddito ma tiene conto del patrimonio, della composizione familiare e delle spese sostenute, cercando di rendere la valutazione economica più realistica e vicina alle condizioni attuali delle famiglie. L’articolato mira a equilibrare le risorse mettendo in fila dati oggettivi per dare qualcosa in più a chi ha meno rispetto a chi ha le spalle più solide. Ritengo di particolare importanza l’introduzione di un organo consultivo, un osservatorio per il monitoraggio dell’ICEE, dove troveranno spazio le realtà sindacali e le categorie economiche per suggerire correttivi e analizzare gli effetti della norma. Valuto inoltre con favore la scelta di una fase sperimentale di dodici mesi per permettere alla cittadinanza di familiarizzare con lo strumento e l’introduzione di un sistema di controlli indispensabile per garantire tutela contro eventuali abusi. L’ICEE non è un semplice indicatore ma un passo verso uno Stato più vicino alle persone e attento alla giustizia sociale, capace di fissare scaglioni precisi per rendere le politiche di sostegno più efficaci. Anche se restano alcune distanze, riconosco che il confronto con le opposizioni è stato costruttivo.
Iro Belluzzi (Libera): Vedo con soddisfazione giungere in aula questo progetto di legge perché introduce un elemento fondamentale per ridistribuire la ricchezza e il sostegno in maniera più giusta e corretta, garantendo un’attenta amministrazione del denaro pubblico. Ritengo che il denaro pubblico debba essere sempre speso con grande parsimonia e attenzione perché lo spreco o una finalizzazione errata rappresentano sempre un errore per chi amministra un paese. Mi preme sottolineare che i tempi di attuazione sono stati troppo lunghi rispetto alle necessità nate intorno al 2012, quando all’interno della Segreteria di cui ero responsabile iniziammo a interrogarci su come erogare sostegni alle famiglie più bisognose. I primi passi di questo progetto furono mossi grazie al supporto di funzionari provenienti dal mondo sindacale e poi concretizzati durante il governo Adesso.sm con il collega Zanotti. Oggi, dopo tredici anni, la norma appare però depotenziata dal fatto di arrivare dopo la riforma IGR. Avendo investito molto sui controlli con la riforma fiscale di novembre e dicembre, la vera scommessa sarà far funzionare quel sistema per contare al centesimo la ricchezza di ogni soggetto. Questa struttura normativa, affiancata all’ICEE, permetterà di investire correttamente le risorse per il sostegno dei meno abbienti e di garantire al contempo la crescita del paese e il rimborso dei debiti internazionali. Grazie a questo provvedimento avremo la contezza reale della ricchezza del gruppo familiare per calibrare l’aiuto dello Stato in ambiti come il diritto allo studio, la sanità e l’edilizia sociale. Ringrazio il Segretario Belluzzi per aver portato in porto questo provvedimento importante, anche se dobbiamo ricordarci di essere più celeri in futuro perché la lentezza delle scelte fa perdere grandi occasioni al paese.
Paolo Crescentini (Psd): Discutiamo oggi un progetto di legge che guarda avanti con l’obiettivo di costruire un sistema di welfare moderno e dinamico, capace di rispondere alle esigenze reali delle famiglie sammarinesi. L’ICEE rappresenta uno strumento innovativo, preciso e trasparente che diventerà la chiave di accesso a politiche sociali più mirate, basate su dati integrati che dialogano con le banche pubbliche per una fotografia affidabile della condizione familiare. Grazie a questo indicatore più raffinato potremo personalizzare gli interventi, calibrando bonus e agevolazioni in base ai carichi e alle responsabilità reali, aumentando la capacità dello Stato di rispondere ai bisogni emergenti. Puntiamo su una semplificazione intelligente per rendere l’interazione tra cittadini e pubblica amministrazione più rapida e digitale, investendo sulla fiducia nelle istituzioni attraverso processi chiari e tempi certi. L’ICEE diventerà un punto di riferimento unico per la programmazione sociale e la gestione sostenibile delle risorse, con una proiezione verso il futuro che gli permetterà di adattarsi ai cambiamenti economici dei prossimi anni. Ringrazio il Segretario Belluzzi e la maggioranza per aver presentato questa riforma che parla di innovazione e responsabilità, auspicando che possa vedere la luce già oggi.
Maria Katia Savoretti (Rf): Desidero ringraziare i relatori e sottolineare come in commissione si sia respirato un clima di dialogo e confronto reciproco tra maggioranza e opposizione. Come opposizione abbiamo presentato diversi emendamenti e alcuni sono stati accolti, in particolare quello che ha sostituito il regolamento del Congresso di Stato con il decreto delegato, garantendo così che le scelte non restino solo in mano al governo ma possano essere discusse e ratificate in quest’aula. Pur essendoci astenuti in Commissione, riconosciamo lo sforzo fatto dal governo su uno strumento che noi di Repubblica Futura abbiamo più volte sollecitato, anche se riteniamo che l’iter corretto avrebbe dovuto prevedere l’approvazione definitiva dell’IGR prima dell’ICEE. Questo deve essere uno strumento al servizio di chi ha bisogno, fornendo sostegni mirati e non più a pioggia come avvenuto finora. Mi auguro che l’applicazione della norma non risulti troppo burocratica e che la procedura sia snella e veloce per essere davvero efficace nell’aiutare le famiglie che ne hanno necessità.
Gaetano Troina (D-ML): Considero questo provvedimento essenziale e ritengo anacronistico non aver avuto finora un sistema funzionante per determinare la condizione economica delle famiglie e parametrare gli aiuti di Stato in un momento di estrema difficoltà. Sono convinto che lo Stato debba prelevare in base alle effettive condizioni dei cittadini; in mancanza di trasparenza, la sensazione è che vincano sempre i furbetti che dichiarano meno della realtà. Avrei preferito che questo sistema fosse operativo prima della riforma IGR per renderla più equa, colpendo chi guadagna di più, mentre l’inversione dei tempi porterà inevitabilmente a delle distorsioni. Spero che esista la volontà politica di rendere l’ICEE concretamente operativo e che non diventi l’ennesima norma inapplicata perché gli uffici non dispongono degli strumenti necessari. L’incrocio dei dati pubblici non è un’impresa impossibile con le tecnologie odierne e permetterebbe di risolvere molte distorsioni fiscali e contributive. Se la maggioranza sarà coerente e andrà fino in fondo, dimostreremo di poter agire proporzionalmente alle capacità dei cittadini, intervenendo velocemente su bollette, incentivi alla natalità e aiuti a chi si rivolge alla Caritas. Non possiamo più accettare la scusa dell’impossibilità di verifica per non adottare norme di sostegno; questo strumento ha le potenzialità per risolvere molti problemi e mi aspetto che venga applicato con efficacia.
Maria Luisa Berti (Ar): Intendo tranquillizzare il consigliere Troina sottolineando che la maggioranza vuole assicurare una gestione equa ed efficiente delle prestazioni statali basata sulla reale capacità di ciascun contribuente e non vogliamo assolutamente che questo progetto di legge rimanga solo sulla carta. La fase sperimentale prevista servirà proprio a valutare eventuali modifiche per rendere il provvedimento più efficace nel tempo, considerando che è un testo molto tecnico frutto del lavoro di diverse legislature e di vari Segretari di Stato come Zanotti e Gian Nicola Berti. Anche se abbiamo perso tempo prezioso in passato, apprezzo il confronto utile avvenuto in commissione consiliare che ha permesso di licenziare il progetto di legge.
Giovanni Maria Zonzini (Rete): L’ICEE è uno strumento necessario allo sviluppo dello Stato sociale su cui lavoriamo da tempo, ma ravviso un problema nel metodo politico che utilizza lo strumento legislativo come uno spot pubblicitario per fare propaganda sui giornali e in televisione. Temo che queste leggi siano gusci vuoti perché per essere applicabili richiederanno ben quindici decreti delegati, rendendo la norma non operativa al momento della sua approvazione. Questo modo di procedere svuota di significato l’azione legislativa del Parlamento e delega tutto al governo con l’obiettivo di farsi belli sui media, mentre l’ICEE di fatto non ci sarà finché non interverranno altri atti normativi. Siamo di fronte a una spettacolarizzazione della politica alimentata dai social network dove conta più il titolo della sostanza e dei problemi sottostanti. Non affrontiamo temi cruciali come la certificazione reale dei patrimoni o la capacità dello Stato di ricondurre società estere e trust ai reali beneficiari, rischiando che chi possiede milioni in un trust risulti avere un reddito basso e ottenga servizi sociali. Sarebbero servite misure più stringenti nella riforma fiscale per accertare i redditi e i patrimoni, invece questo provvedimento mi pare un esempio plastico di un’attività di governo volta più alla propaganda che a incidere realmente sui meccanismi della società attraverso i quindici decreti delegati previsti.
Gemma Cesarini (Libera): Siamo molto soddisfatti per il dibattito su questo progetto di legge che affonda le sue radici in almeno due legislature precedenti ed è l’esito del lavoro di tante persone. Rispondo al consigliere Zonzini sul numero delle deleghe spiegando che durante i lavori della Commissione c’è stato un buon confronto che ha portato a sostituire i regolamenti con decreti delegati per i tre pilastri del progetto: l’indicatore reddituale, quello patrimoniale e la scala di equivalenza. Riguardo ai trust, non sono contenitori fiscalmente inattaccabili a priori e la nostra normativa prevede già il principio sostanziale per cui la tassazione viene ricondotta al beneficiario reale se il reddito gli è riconducibile, quindi non dobbiamo demonizzare tutto. Il progetto prevede il monitoraggio tramite un osservatorio e una fase sperimentale che considero positiva per testare la normativa e correggere le criticità operative emerse in passato, con l’obiettivo di misurare e razionalizzare le politiche di sostegno affinché siano mirate ed efficaci per chi ha realmente bisogno.
Matteo Casali (Rf): Considero bene l’introduzione di uno strumento che verifichi l’effettivo stato di bisogno dei nuclei familiari basandosi sul patrimonio e sulla numerosità del nucleo, come richiesto più volte dalla minoranza. Tuttavia, evidenzio che questo provvedimento arriva in modo asincrono rispetto alla riforma IGR e deve essere uno strumento di equità e non di risparmio per fare cassa da parte dello Stato. Sottolineo che nessuna norma funziona senza la volontà politica e spero che questa legge quadro non sia solo un paravento propagandistico o un aggravio burocratico privo di gambe senza i decreti applicativi. Auspico che l’applicazione pratica sia snella e semiautomatica grazie all’interazione con i dati IGR per non gravare sui nuclei più fragili. Non condivido che la presentazione dell’ICEE sia a carico dell’utente e avvenga esclusivamente in modalità telematica, poiché la pubblica amministrazione dovrebbe puntare alla semplificazione per l’utenza e non solo al proprio minore aggravio. Anche l’osservatorio mi sembra depotenziato, avendo poteri solo consultivi e non prevedendo alcun emolumento simbolico per i partecipanti, il che ne diminuisce la dignità. Valuteremo la reale volontà politica dalla rapidità con cui verranno prodotti gli strumenti normativi per dare attuazione a questa legge e dalla sua capacità di produrre una reale ridistribuzione senza gravare burocraticamente sulle famiglie.
Vladimiro Selva (Libera): Di questo strumento si parla da tantissimi anni e siamo finalmente alla seconda lettura, anche se mancano ancora i decreti delegati con i valori effettivi per calcolarlo. Credo che il ritardo sia dovuto al timore di appesantire l’amministrazione, ma dobbiamo convenire sul principio che lo Stato non può dare a tutti in modo uguale e chi ha di più dovrebbe ricevere meno per sostenere chi ha molto meno. Purtroppo esiste il malcostume politico di buttare via il lavoro dei predecessori, mentre noi di Libera abbiamo suggerito ai nostri Segretari di Stato di non scartare ciò che di buono era stato fatto, come il decreto del 2019 che era molto simile a questo testo. Riguardo alla critica sui decreti delegati, ritengo che i commissari abbiano fatto bene ad accettare le sollecitazioni delle opposizioni perché questo garantisce un maggior coinvolgimento dell’Aula e dell’opposizione nelle valutazioni specifiche, evitando che il potere resti esclusivo del Congresso di Stato. Visto che c’è un accordo sostanziale e trasversale su questo provvedimento, spero che si possa essere agili nell’approvazione per farlo diventare finalmente legge dello Stato.
Nicola Renzi (Rf): Cercherò di essere il più celere possibile in questa analisi su un tema di cui si parla da tanto tempo e che è nato nella legislatura del governo Adesso.sm grazie all’impegno dei segretari Santi e Zanotti, ai quali va riconosciuto il merito insieme agli uffici che hanno svolto un lavoro enorme. L’ICEE è per sua natura uno strumento invasivo che tocca ramificazioni dell’amministrazione e interessi personali, quindi dobbiamo essere chiari con i cittadini: l’approvazione di questa legge non significa l’entrata in vigore immediata dello strumento, poiché servono ulteriori passi che speriamo siano compiuti con giudizio. La mia preoccupazione è che l’ICEE non sia un mezzo di equilibrio e ridistribuzione, ma diventi un nuovo strumento di accumulo o un raddoppio dell’IGR per fare cassa. In un paese come il nostro è difficile definire la ricchezza o l’indigenza, ma vedo famiglie che devono rimettere in discussione le proprie abitudini, arrivando a tagliare spese normali come la pizza mensile o piccoli extra per i ragazzi. Dobbiamo proteggere il ceto medio che ha subito colpi pesanti, perché senza di esso la coesione sociale è a rischio. Infine, mi chiedo quando la politica inizierà a riflettere seriamente sulla difesa del potere d’acquisto, dato che, come riportato dai giornali, l’erosione per le famiglie nell’ultimo anno è stata di circa 700 euro, un tema che a San Marino sembra ancora sconosciuto.
Tomaso Rossini (Psd): Finalmente siamo arrivati a questo Indicatore di condizione economica per l’equità che aspettavamo da tempo per introdurre un sistema unico di valutazione dei redditi e dei patrimoni delle famiglie sammarinesi. Questo strumento monitora la composizione del nucleo familiare, inclusi figli minori o persone con disabilità, per identificare la reale capacità contributiva, che è un criterio fondamentale della nostra carta dei diritti. La legge vuole unificare e rendere trasparente la valutazione contrastando gli abusi attraverso l’incrocio dei dati bancari e finanziari e un osservatorio per un periodo sperimentale di dodici mesi che permetterà di migliorare il sistema con gli attori sociali. Un aspetto molto interessante è l’ICEE corrente, che garantisce flessibilità per intervenire tempestivamente in caso di eventi straordinari come la perdita del lavoro. Con questa legge la maggioranza vuole lanciare un messaggio di legalità e contrastare le dichiarazioni mendaci viste in passato. Mi sentivo quasi una mosca bianca nel mondo occidentale a non avere questo strumento; se un tempo si poteva pensare che a San Marino stessimo tutti bene e non servissero distinzioni negli aiuti, la crisi degli ultimi vent’anni rende l’ICEE fondamentale per garantire sussidi a chi ha realmente bisogno e fatica ad arrivare a fine mese con il conto in verde.
Fabio Righi (D-ML): Intervengo su questo progetto di legge non per contestare lo strumento, ma per evidenziare le criticità del testo e la mancanza di confronto con la maggioranza. Nella pratica, questo progetto manca della parte operativa e rimanda a provvedimenti successivi scelte politiche importanti, come i criteri metrici e le tabelle di calcolo, rendendo lo strumento attualmente inutilizzabile e poco trasparente. Senza questi parametri il rischio è di creare uno scontro sociale invece di costruire fiducia. Mi preoccupa inoltre che la richiesta di documentazione eccessiva diventi una corsa a ostacoli per le fasce più fragili e meno digitalizzate, specialmente se lo Stato richiede atti che già possiede. La nostra infrastruttura digitale nazionale non garantisce ancora un quadro in tempo reale e spesso gli uffici non riescono a scambiarsi gli atti. I controlli tributari potevano essere fatti anche prima con le normative esistenti, ma spesso è mancata la volontà politica o la strumentazione adeguata. Le rassicurazioni non mi tranquillizzano perché la storia del nostro paese mostra che i furbetti l’hanno sempre fatta franca e mancano ancora dettagli chiari sull’applicazione della normativa privacy e sul tracciamento degli accessi alle banche dati.
Antonella Mularoni (Rf): Come evidenziato dal mio gruppo, siamo assolutamente favorevoli all’introduzione di questo strumento necessario per il paese, ma temiamo che possa essere usato per fare cassa invece di favorire una reale ridistribuzione per le famiglie bisognose. Oggi il ceto medio vive una situazione preoccupante con l’erosione del potere d’acquisto e anche nuclei con reddito medio si trovano in difficoltà a causa di separazioni o perdite di lavoro. Mi rammarica che la legge sia ancora incompleta e rimandi aspetti fondamentali a decreti futuri, nonostante il previsto periodo sperimentale avrebbe permesso di formulare norme più esaustive. Dobbiamo essere chiari su quali servizi restino universali e quali siano soggetti all’ICEE per evitare interventi spot confusi. Ritengo urgente intervenire anche sulla legge per il diritto allo studio, poiché le provvidenze attuali non sono più sufficienti a coprire i costi universitari, che sono un diritto fondamentale per competere nella vita. La politica deve dare il buon esempio e chi dichiara il falso per ottenere servizi deve essere severamente punito, specialmente dopo anni di sanatorie concesse agli amici dei politici. Mi inquieta l’abitudine di inserire deleghe che permettono di modificare qualsiasi aspetto della normativa tramite decreto delegato all’infinito, come previsto dall’articolo 19. Se scegliamo lo strumento legislativo, la delega dovrebbe essere limitata nel tempo, ad esempio al solo periodo sperimentale. Riguardo all’osservatorio, è importante che sia messo in condizione di operare realmente. Chiedo formalmente al Segretario e al Governo che, al termine della fase sperimentale, venga presentata una relazione dettagliata all’intero Consiglio Grande e Generale, e non solo all’osservatorio, affinché noi legislatori possiamo capire cosa ha funzionato e cosa deve essere corretto per rendere lo strumento davvero efficace.
Giovanna Cecchetti (Indipendente): Siamo in fase di seconda lettura del progetto ICEE, uno strumento centrale per il rinnovamento delle politiche sociali e una distribuzione più giusta delle risorse pubbliche. La maggioranza si assume la responsabilità di superare un sistema frammentato che in passato ha distribuito contributi a pioggia. L’obiettivo è rendere l’accesso alle prestazioni agevolate più equo e sostenibile, indirizzando le risorse verso chi ne ha realmente bisogno. L’ICEE rappresenta un cambio di paradigma, valutando non solo il reddito ma anche il patrimonio e la composizione familiare secondo un principio di giustizia sociale. Il percorso è stato lungo, circa dieci anni, ma nel 2025 abbiamo finalmente riattivato un dialogo costruttivo tra governo, parlamento e parti sociali. Prevediamo una fase transitoria di sperimentazione e un osservatorio dedicato per analizzare gli effetti concreti su ambiti come il diritto allo studio e il reddito minimo. Non è un approccio punitivo, ma di responsabilità per garantire che le risorse non vadano disperse. Prestiamo attenzione alle famiglie e ai disabili, pur consapevoli delle criticità sulle società immobiliari. Condivido le preoccupazioni delle opposizioni sulle fasce medie e il loro potere economico; per questo monitoreremo l’impatto e presenteremo una relazione in Consiglio tra un anno.
Dalibor Riccardi (Libera): Siamo nella seconda lettura del provvedimento ICEE e mi preme ringraziare il Segretario per il lavoro svolto e per la relazione presentata. Questo è un passo importante per il Paese perché consentirà un rinnovamento delle politiche sociali, armonizzando le risorse per sostenere chi ne ha più bisogno in modo puntuale. È uno sforzo necessario specialmente nella situazione economica e sociale attuale, con un’inflazione che attanaglia molte famiglie e aumenta le divergenze. Evidenzio due situazioni fondamentali nel provvedimento: l’istituzione di un osservatorio per monitorare come la norma si amalgamerà nel tessuto del Paese e la fase sperimentale di un anno per verificare la qualità del prodotto normativo tramite dati statistici. Mi associo alla richiesta che al termine di questo periodo arrivi una relazione in Aula per fare le dovute valutazioni e implementare eventuali modifiche. La bontà del progetto risiede non solo nel raggiungimento di un obiettivo politico di governo e maggioranza, ma soprattutto nel rappresentare un ulteriore passo di aiuto e sostegno concreto per i nostri concittadini.
Donatella Merlini (Psd): Finalmente facciamo un passo importante con un provvedimento tecnico che rappresenta un atto di equità. L’ICEE va al cuore del rapporto tra Stato e cittadino, definendo chi ha diritto a prestazioni agevolate o sostegni. Se la riforma delle imposte dirette ha agito a monte sulla contribuzione, l’ICEE chiude il cerchio definendo come lo Stato restituisce risorse in modo mirato e oggettivo a chi ne ha bisogno. In un Paese piccolo, questo indicatore riduce la discrezionalità e l’iniquità che a volte sostituiscono i criteri oggettivi. Misuriamo la condizione reale delle famiglie, includendo patrimonio, spese rilevanti e disabilità, perché non è giustizia sociale trattare allo stesso modo chi ha redditi simili ma situazioni diverse. Non è assistenzialismo, ma razionalità ed efficienza della spesa pubblica per rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Introduciamo trasparenza con procedure chiare e precompilazione, responsabilizzando chi accede ai contributi. Pur essendo una norma migliorabile, è necessaria e figlia di un dialogo costruttivo con le opposizioni e le parti sociali. Vogliamo un Paese moderno che non lasci indietro nessuno e non accetti furberie. L’ICEE non è solo una formula matematica, è un principio morale applicato, una bussola.
Giuseppe Maria Morganti (Libera): Finalmente il Consiglio discute provvedimenti che portano il Paese in una prospettiva equa e solidale, seguendo il principio costituzionale per cui chi più ha più deve pagare. Questo progetto definisce le modalità con cui lo Stato opererà selezioni negli aiuti sociali affinché le risorse siano messe a disposizione di chi ne ha reale necessità. Ricordo che cinquant’anni fa, per il diritto allo studio, si distribuivano risorse a pioggia spesso usate impropriamente; l’ICEE corregge questa iniquità. È un passo innovativo che giunge con ritardo. Respingo le critiche di chi dice che non sarà applicativo: è una legge quadro necessaria per introdurre la strumentazione tecnica. Sarebbe stato un marasma modificare contemporaneamente tutte le leggi specifiche; è più saggio procedere con decreti tecnici e sperimentali per definire i livelli di reddito. Penso agli assegni familiari integrativi, oggi erogati spesso a chi non ne ha bisogno, o alle tariffe per asili, RSA e mense. Dobbiamo evitare gli interventi a pioggia per rendere efficaci quelli destinati alla solidarietà sociale. Rendo merito a Zanotti, ideatore del progetto anni fa, il cui lavoro vede oggi compimento. Gli strumenti applicativi originari possono essere resi operativi nell’immediatezza.
Barbara Bollini (Pdcs): Oggi discutiamo in seconda lettura il progetto di legge sull’ICEE, che rappresenta un pilastro del welfare moderno per valutare correttamente la condizione economica dei nuclei familiari e garantire l’accesso alle prestazioni sociali. L’ICEE serve ad assicurare equità e trasparenza, affinché le risorse pubbliche vadano prioritariamente a chi ne ha effettivo bisogno, basandosi su una definizione di nucleo familiare che sia aggiornata e aderente alla realtà sociale attuale. Dobbiamo considerare che le famiglie non sono tutte uguali ed esistono situazioni di convivenza complessa che non possono essere trattate con parametri rigidi per non produrre ingiustizie e disuguaglianze. Una particolare attenzione deve essere rivolta agli anziani che vivono soli, affinché abbiano garanzia di dignità e sicurezza, e alle persone con disabilità, riconoscendo che la loro condizione comporta costi strutturali aggiuntivi che devono essere ponderati nel calcolo dell’indicatore. La credibilità del sistema dipende dalla sua capacità di fotografare la reale situazione economica, includendo i patrimoni detenuti all’estero affinché chi vive di solo reddito da lavoro o pensione non venga penalizzato. Il ruolo dell’ufficio tributario diventa quindi strategico per garantire controllo e trasparenza attraverso procedure chiare per i cittadini. Questo sistema non mira solo al contenimento della spesa, ma alla corretta allocazione delle risorse, riducendo sprechi e potenzialmente aumentando le entrate dello Stato grazie all’emersione dei patrimoni. L’istituzione di un osservatorio, composto dalle istituzioni e dalle parti sociali, sarà uno strumento essenziale di governance per analizzare l’impatto e formulare proposte di adeguamento tecnico. Inizieremo con una fase sperimentale di dodici mesi per testare l’ICEE in ambiti sensibili come il diritto allo studio, gli assegni familiari e il reddito minimo familiare. Ringrazio il segretario Belluzzi e tutti i segretari che hanno contribuito a far sì che oggi si presentasse questo progetto in seconda lettura.
Miriam Farinelli (Rf): L’ICEE, rappresenta uno strumento importante per il nostro sistema di welfare. La sua finalità prioritaria è misurare la condizione economica dei nuclei familiari incrociando dati reddituali, patrimoniali e anagrafici. Oltre al reddito, dobbiamo considerare la composizione della famiglia, prestando attenzione al numero dei figli e alla presenza di persone disabili conviventi. L’idea di fondo è che grazie a questo strumento lo Stato possa distribuire meglio le prestazioni sociali e le agevolazioni a chi ne ha bisogno, evitando finalmente i benefici distribuiti a pioggia in maniera indiscriminata. Intendiamo l’ICEE come uno strumento oggettivo e trasparente di valutazione, e per questo supportiamo l’istituzione di un osservatorio che verifichi il corretto funzionamento e monitori eventuali anomalie nelle dichiarazioni. È necessario dotare questo organismo di elevate competenze tecniche per evitare effetti indesiderati che potrebbero penalizzare le famiglie veramente fragili. La fase sperimentale ipotizzata servirà proprio a definire se siamo sul pezzo o se siano necessarie modifiche immediate. Esprimo una preoccupazione specifica per le famiglie con disabili, poiché un calcolo troppo standardizzato potrebbe non riflettere i costi reali per farmaci, integratori, trasporti speciali e le limitazioni lavorative dei caregiver, che i pazienti hanno bisogno come dell’aria che respirano. La disabilità grave non può essere ridotta a una semplice variabile numerica senza considerare la capacità di spesa reale del nucleo familiare e i costi obbligati. L’ICEE non deve essere uno strumento per tagliare la spesa sociale, ma per ridistribuire le risorse in modo mirato e trasparente. Le sfide future riguarderanno la definizione di parametri di controllo efficaci per evitare ogni tipo di abuso.
Michela Pelliccioni (D-ML): Oggi discutiamo il testo sull’ICEE e siamo tutti d’accordo sulla necessità di questo strumento per rendere il paese all’avanguardia nell’equità sociale. L’obiettivo è dirottare le risorse verso quelle posizioni in cui c’è veramente bisogno di un intervento statale, correggendo il dispendio di risorse avvenuto finora. Questo progetto è il frutto di un lavoro sinergico che ha visto la partecipazione coesa della politica e il contributo fondamentale delle parti sociali. Tuttavia, l’alto numero di rimandi ai decreti delegati per definire la sostanza del testo mi spinge a chiedere se ci sia davvero la volontà del governo di portare fino in fondo questo progetto. Uno degli obiettivi del testo è la ricostruzione dettagliata dei patrimoni personali per l’accesso ai benefici pubblici, ma vorrei porre l’attenzione sul tema delle separazioni. È fondamentale verificare che i contributi riconosciuti per i figli o per il coniuge separato vengano effettivamente versati, affinché non si verifichi la situazione di chi è cornuto e mazziato con un reddito che risulta fittiziamente più alto di quello reale. Riguardo ai controlli, noi deleghiamo l’attività all’ufficio tributario, che è un apparato amministrativo diverso dalla Guardia di Finanza italiana, pertanto sarà essenziale formare adeguatamente le risorse umane e utilizzare applicativi tecnologici efficaci. Il focus principale deve restare la tutela dei giovani e il diritto allo studio, rivedendo con urgenza la legge sui contributi scolastici e i rimborsi per i trasporti, i cui costi sono altissimi rispetto alla vicina Italia. Come dico spesso, repetita iuvant, l’accesso allo studio significa costruire il futuro del paese. Dobbiamo anche garantire la reciprocità internazionale affinché i nostri studenti all’estero possano competere alla pari senza essere penalizzati da fasce ISEE troppo alte. Infine, la dignità delle persone disabili passa per il diritto al lavoro; non possiamo limitare la loro ricchezza alla sola pensione sociale, ma dobbiamo integrare le risorse per superare il gap fisico e psicologico grazie anche alle nuove tecnologie.
Emanuele Santi (Rete): In questo dibattito tutti rileviamo l’importanza dell’ICEE per superare l’attuale sistema di aiuti distribuiti a pioggia senza verificare le reali difficoltà dei beneficiari. Il concetto di dare di più a chi ha realmente bisogno è un principio di equità che noi abbiamo sempre portato avanti, ma il problema risiede in come viene fatto il provvedimento. Ci siamo astenuti perché riteniamo che questo testo sia ancora tutto da riscrivere e che il lavoro di fatto debba ancora iniziare. Ci troviamo davanti a una legge quadro che demanda la sua applicabilità a dodici regolamenti e tre decreti delegati, rendendola di fatto non pienamente applicabile da domani. Inizialmente il progetto prevedeva quindici regolamenti che non sarebbero mai passati in Consiglio. Bene che il Segretario abbia accettato di trasformarli in decreti delegati per garantirci un elemento di garanzia parlamentare. Il progetto è incompleto perché non affronta nodi rilevanti come l’emersione dei redditi certi, in un sistema dove molti possono ancora eludere o occultare le proprie entrate. Anche sui patrimoni esteri o su quelli intestati a società, trust o altri veicoli giuridici, non abbiamo ancora strumenti di rilevazione completa. In commissione abbiamo mediato portando il peso del patrimonio nel calcolo dal 20% al 25%, ma per noi è ancora poco se non abbiamo la certezza che tutti dichiarino i redditi reali. Il rischio concreto è che chi occulta patrimoni continui ad accedere a provvidenze a cui non avrebbe diritto. Abbiamo aperto una linea di credito verso il Segretario sperando che nell’osservatorio si possano trattare i molti coni d’ombra rimasti risolti su patrimoni e redditi. Mi auguro che questo provvedimento, quando sarà applicato, non si presti a distorsioni a causa delle troppe questioni ancora in sospeso.
Gian Nicola Berti (AR): Rispondo al consigliere Santi sottolineando che l’ICEE è uno strumento di cui il paese ha assoluto bisogno per garantire che le provvidenze vadano nelle mani giuste, superando i casi in cui oggi finiscono a chi non le deve avere. Abbiamo bisogno di una fiscalità corretta e di una contribuzione adeguata da parte di tutti i cittadini, dove anche l’elemento del patrimonio sia rilevante. Questo indicatore potrà essere usato in tutte le salse, dalla sanità allo studio, permettendo allo Stato di attuare politiche di contenimento della spesa individuando le situazioni maggiormente meritevoli di intervento. I consiglieri di Rete dimenticano che, sebbene il percorso sia iniziato con il governo precedente, io stesso ho lavorato molto su questo progetto recependo quanto ereditato dall’esponente di Rete Elena Tonnini. Abbiamo cercato di risolvere i problemi di applicazione emersi nei tavoli tecnici e di mettere a regime un sistema informatico che permetta al cittadino di connotare la sua situazione ICEE. Questo sistema creerà dei mismatching che permetteranno di individuare false dichiarazioni e forniranno elementi utili per le indagini tributarie per l’emersione dell’evasione fiscale. Certamente lo strumento è migliorabile, specialmente per quanto riguarda la situazione catastale della Repubblica, che attualmente si basa su un sistema antiquato e arretrato con valori non corrispondenti a quelli attuali. Un intervento sul catasto è necessario per verificare l’effettiva condizione patrimoniale delle persone e migliorare la qualità dell’ICEE. Mi dispiace che il segretario Belluzzi non abbia portato subito in ratifica il decreto pronto a inizio legislatura, ma riconosco la complessità tecnica e la portata innovativa di questa normativa. Prima lo facciamo e meglio sarà per i nostri cittadini.
Enrico Carattoni (Rf): Intervengo in questo dibattito portando l’esperienza maturata all’interno della commissione consiliare che ha esaminato questo progetto in sede referente, notando con favore come l’opposizione abbia accolto positivamente un provvedimento atteso da almeno tre legislature. È fondamentale trovare un indicatore che vada oltre il semplice reddito per dare conto del reale stato economico del nucleo familiare, permettendo di calmierare i contributi e l’accesso ai servizi pubblici. Porto l’esempio degli asili nido: avevamo proposto di azzerare le rette, ma ci è stato risposto che avremmo dovuto attendere l’ICEE. Tuttavia, oggi questo tema non è ancora contemplato nel provvedimento, che si limita in via sperimentale ad alcune casistiche come gli assegni familiari e il diritto allo studio. Il mio rammarico nasce dal fatto che, dopo anni di lavoro, ci si aspettava un provvedimento immediatamente applicativo, mentre ci troviamo di fronte alla necessità di attendere numerosi decreti delegati senza i quali non è possibile calcolare materialmente l’indicatore per i singoli contribuenti. Questo rallentamento è difficile da accettare dato che bozze di decreti attuativi circolavano già nel 2018-2019. Pur astenendoci con spirito propositivo, abbiamo sollevato questioni cruciali che restano sotto il tappeto, come la valorizzazione delle quote societarie in base al patrimonio netto anziché al solo capitale sociale, per evitare che immobili conferiti restino esclusi dal calcolo. Dobbiamo evitare che i soliti furbetti, che risultano nullatenenti ma guidano macchine potentissime, eludano il sistema, pur senza penalizzare gli imprenditori onesti. L’ICEE deve essere uno strumento di equità e non un filtro per far cassa togliendo provvidenze, e la sua vera prova sarà l’estensione a tutte le prestazioni erogate dallo Stato oltre a quelle attuali.
Guerrino Zanotti (Libera): Esprimo soddisfazione per l’arrivo in Aula di questo progetto di legge, uno strumento utile per indirizzare in modo chirurgico le provvidenze del bilancio statale verso i soggetti più bisognosi, correggendo le distorsioni del passato dove le risorse venivano erogate senza individuare correttamente i destinatari. Tuttavia, provo un profondo rammarico per il tempo perso, dato che il nostro ordinamento disponeva già di un decreto del 2019 contenente norme che andavano semplicemente affinate. Nonostante le critiche sul numero dei decreti delegati, che non sono quindici ma circa sette argomenti, ritengo che si possa procedere velocemente con un unico intervento normativo per rendere lo strumento operativo. Chiedo perché non siano state apportate correzioni durante la scorsa legislatura anziché attendere oggi. Sono moderatamente ottimista sull’applicazione dell’ICEE se verrà affiancata da verifiche rigorose sulla veridicità delle dichiarazioni delle famiglie, anche grazie al potenziamento dei controlli previsto dalla recente riforma IGR. Chi chiede un sostegno economico allo Stato deve essere disposto a mettersi a nudo, accettando le conseguenze di eventuali dichiarazioni false. Partire con gli assegni familiari e il diritto allo studio permetterà di raccogliere dati utili per tarare gli interventi futuri, seguendo l’esempio dell’ISEE italiano che viene costantemente adeguato. L’ICEE non deve essere usato per risparmiare, ma per distribuire meglio risorse come i 600.000 euro destinati agli assegni familiari integrativi, che oggi sono troppo dispersi. Spero che il Governo porti rapidamente in Aula gli strumenti applicativi necessari affinché il banco di prova dei controlli possa finalmente dimostrare l’efficacia di questo intervento a favore di chi ha più bisogno.
Oscar Mina (Pdcs): Il mio intervento giunge a chiusura di un dibattito su un progetto di legge licenziato dalla commissione lo scorso ottobre, con l’obiettivo di unificare i criteri di misurazione della condizione economica per l’accesso alle prestazioni sociali. Questo iter legislativo è stato scelto per consentire un processo di revisione più mirato rispetto ai decreti del 2019, stabilendo uno strumento rivolto alle esigenze specifiche della realtà sammarinese e basato su principi di solidarietà, equità e giustizia sociale. La volontà della maggioranza, ma anche di diverse legislature precedenti, è quella di razionalizzare le risorse dello Stato verso la cittadinanza in modo stabile e trasparente. In commissione abbiamo lavorato con un confronto ampio e collaborativo, integrando proposte provenienti sia dalla maggioranza che dalla minoranza per riflettere sulle modalità applicative. L’ICEE si configura come uno strumento analogo a quelli di altri ordinamenti, volto a contrastare le false dichiarazioni e garantire coerenza nell’accesso ai servizi. Una novità assoluta è l’osservatorio per il monitoraggio, un organo consultivo composto da tutte le forze politiche, categorie economiche e sindacali, incaricato di analizzare gli effetti della legge. Respingo con forza le accuse di metodo propagandistico o di mancanza di volontà politica, poiché ritengo che la commissione sia stata il luogo istituzionale corretto per valutare le proposte in modo serio. Non credo si possa parlare di scontro sociale o di ritardi rispetto all’IGR. L’astensione dei commissari di minoranza rappresenta per me un gesto di apertura e fiducia verso l’attuazione di questo progetto equo ed efficiente.
Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e in particolare la maggioranza per il lavoro meticoloso svolto articolo per articolo sul provvedimento originale dei precedenti Segretari Gian Nicola Berti e Guerrino Zanotti. Abbiamo scelto la forma della legge per onorare l’impegno di ridurre la decretazione e garantire un maggiore confronto con l’Aula su temi così importanti, nonostante la natura tecnica della norma. Il progetto è stato concepito per diventare un applicativo digitale quasi automatizzato per i cittadini, grazie anche alla collaborazione dell’Associazione Bancaria Sammarinese per l’integrazione dei dati bancari. Nonostante i richiami alla decretazione delegata, sottolineo che questa scelta è stata fatta dall’Aula stessa per mantenere il potere decisionale in Parlamento. In ogni caso, potremo concludere l’iter con un unico decreto delegato e un regolamento. L’osservatorio sarà fondamentale per raccogliere suggerimenti e migliorare il progetto nel tempo attraverso l’esperienza pratica. La sfida tecnica più complessa riguarderà l’armonizzazione dei valori catastali tra gli immobili presenti a San Marino e quelli in Italia per garantire una vera equità. Dal giorno successivo all’approvazione, il Governo inizierà a rimettere mano a tutte le leggi che dipendono dall’ICEE per ridistribuire le provvidenze in maniera più equa di quanto fatto adesso. Accettiamo volentieri la sfida dell’opposizione di tenerci sotto pressione affinché arrivino risposte concrete su diritti come il diritto allo studio. Vedo nell’astensione e nel lavoro in Commissione la conferma che il confronto resta un valore fondamentale.
Emanuele Santi (Rete): Se nella scorsa legislatura lo strumento dell’ICEE non è stato completato, è perché è stato osteggiato da chi teme che si scatenino dinamiche legate all’equità reale. Siamo tutti d’accordo sullo strumento in astratto, ma le differenze emergono sul come realizzarlo concretamente. Ad oggi, il provvedimento presenta gravi lacune: se una villa di pregio è intestata a una persona fisica, essa viene conteggiata, ma se la stessa villa è intestata a un trust o a una società, tale bene non viene computato ai fini dell’indicatore. Senza far emergere la vera entità dei patrimoni e attribuirli alle persone fisiche, lo strumento rimane zoppo e soggetto a profonde storture. Accetto la sfida del Segretario, ma saremo pronti a stringervi la mano solo se i decreti attuativi includeranno controlli efficaci su ogni tipo di reddito ovunque prodotto e sulla reale entità patrimoniale. Finché non si parla seriamente di trust, mezzi a noleggio e beni societari, questo provvedimento rischia di essere solo una bandierina propagandistica senza effetti pratici. Il pericolo reale è che l’ICEE funzioni benissimo per chi ha redditi certi, mentre chi oggi riesce a occultare ricchezze continuerà ad accedere indebitamente ai benefici statali. Non possiamo permettere che a provvidenze destinate ai bisognosi accedano persone che non ne hanno alcun diritto grazie a queste zone d’ombra patrimoniali. Ribadisco che, senza questi interventi, l’ICEE rimane uno strumento zoppo.
Iro Belluzzi (Libera): Ritengo assolutamente necessario procedere con un riordino delle norme, data la sovrapposizione stratificata di decreti e leggi avvenuta nel tempo. Ricordo come, in passato, durante fasi di estrema difficoltà, il fondo straordinario di solidarietà richiedesse a chiunque domandasse un sostegno di mettersi completamente a nudo, permettendo verifiche approfondite sui redditi e sull’accesso ai conti bancari. Sono convinto che non vi sia alcuna mancanza di volontà da parte del Governo e della maggioranza nel prevedere che chiunque richieda provvidenze statali debba essere sottoposto ad accertamenti fiscali rigorosi nei decreti attuativi. Questo principio è già stato inserito nella recente riforma dell’IGR, dove chi dichiara redditi inferiori a 15.000 euro è automaticamente soggetto a controlli. Dobbiamo essere conseguenti con i fatti e assicurare che non vi siano elementi ostativi alla verifica della vera capacità reddituale e della ricchezza effettiva delle famiglie che chiedono aiuto all’amministrazione dello Stato. È una modalità corretta per gestire il denaro pubblico e garantire che il sostegno vada a chi ne ha realmente bisogno. Nonostante i dettagli non siano ancora nella norma principale, abbiamo la possibilità e il dovere di scriverli nei decreti per rendere il sistema trasparente e giusto.
Fabio Righi (D-ML): Ho ascoltato con molta attenzione quanto detto finora e mi auguro sinceramente che si possa proseguire nel lavoro con lo stesso spirito costruttivo. Tuttavia desidero porre una domanda fondamentale al governo dato che ci troviamo di fronte a una norma quadro, una sorta di scatola vuota che sposta in avanti le scelte politiche cruciali sulle metriche e sui controlli. Ritenete opportuno e auspicabile che vi sia un confronto preventivo con l’aula per capire il contenuto dei decreti attuativi prima che questi vengano emessi ufficialmente oppure intendete procedere in autonomia per poi metterci di fronte al fatto compiuto? Credo che coinvolgere il Consiglio darebbe un senso più profondo alla politica rispettando il ruolo di questa istituzione. Esprimo inoltre forti perplessità sulla composizione dell’osservatorio perché temo possa trasformarsi nell’ennesimo tavolo di scontro politico invece di essere un organo di analisi tecnica basato su criteri oggettivi, specialmente considerando che i suoi pareri non sono obbligatori e il governo non ha il dovere di rispondere in modo motivato. Memore di esperienze passate, temo che si possa ripetere il solito metodo di chi concede un piccolo passo formale per poi ostacolare la creazione degli strumenti operativi e delle risorse necessarie per far funzionare la legge. Se attivassimo l’ICEE oggi senza una capacità reale di rappresentare la ricchezza effettiva, rischieremmo di trasformare uno strumento di equità in un fattore di scontro sociale: non posso accettare l’idea che soggetti milionari, protetti da schermature societarie, accedano a benefici statali mentre i cittadini comuni, che faticano ma restano sopra la soglia minima, ne rimangano esclusi.
Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Manifesto la mia piena e totale disponibilità a un confronto preventivo prima dell’emissione dei decreti e dei regolamenti attuativi affinché possano essere sottoposti all’attenzione delle forze di opposizione e discussi insieme. Voglio rassicurare l’aula precisando che abbiamo già un punto di riferimento tecnico molto solido nel regolamento numero quindici del 22 agosto 2024, il quale, pur essendo decaduto insieme al precedente decreto, contiene norme e contenuti sostanzialmente simili a quelli originariamente previsti dal segretario Zanotti. Il nostro impegno è quello di prendere quel testo di massima e aggiornarlo fedelmente con i contributi e le modifiche che scaturiranno dai lavori di questa aula consiliare, confermando la nostra apertura a una mediazione che renda lo strumento il più efficace possibile.
Esame dell’articolato
Art. 1 (Finalità)
Emanuele Santi (Rete): Desidero ringraziare sentitamente il gruppo di lavoro interno di Rete per l’impegno profuso nella stesura degli emendamenti presentati in Commissione, molti dei quali sono stati accolti dalla maggioranza e dal Segretario Belluzzi. Abbiamo insistito particolarmente sull’aggiunta del secondo comma all’articolo uno perché ritenevamo essenziale inserire due concetti basilari: il richiamo esplicito alla capacità contributiva previsto dalla nostra dichiarazione dei diritti e la necessità di una reale emersione dei redditi e dei patrimoni in questo paese. Chiunque richieda l’aiuto dello Stato deve essere obbligato a dichiarare in modo trasparente tutta la sua ricchezza, un obiettivo che oggi purtroppo non è ancora pienamente attuato nonostante quanto scritto sulla carta in altre riforme come quella dell’IGR. Abbiamo concesso un’apertura di credito al governo, ma vogliamo vedere nei fatti e nei decreti attuativi quali strumenti di controllo verranno messi in campo per verificare la veridicità delle dichiarazioni. Inserire questi principi nelle finalità della legge è un passo avanti che apre la porta a verifiche caso per caso, evitando che lo strumento possa prestarsi a pericolose distorsioni che favorirebbero chi occulta i propri beni a scapito della collettività.
L’articolo 1 è approvato con 30 voti favorevoli e 10 astenuti.
Art. 2 (Ambito di applicazione)
Antonella Mularoni (Rf): Intervengo per chiedere un chiarimento puntuale al Segretario riguardo alla scelta di inserire il secondo comma dell’articolo due. Anche se concordo sul fatto che l’ICEE non debba necessariamente essere l’unico criterio per ogni tipo di prestazione e che possano esistere requisiti variabili a seconda del servizio richiesto, vorrei capire meglio la ragione tecnica o politica che vi ha spinto a formalizzare questa introduzione specifica nel testo.
Andrea Belluzzi Segretario di Stato: Rispondo alla consigliera Mularoni. Non abbiamo introdotto una novità assoluta ma abbiamo scelto di mantenere un comma già presente negli impianti normativi precedenti, sia nel decreto del 2018 sia in quello decaduto recentemente. La previsione di ulteriori criteri è necessaria perché molte provvidenze utilizzano l’ICEE come benchmark di riferimento per stabilire le fasce di reddito, ma richiedono anche altri requisiti di ammissione specifici che verranno definiti nelle singole riforme di settore. Sono d’accordo con le vostre considerazioni sulle prestazioni scolastiche, dove l’ICEE sarà un requisito fondamentale ma non necessariamente esclusivo per accedere ai sostegni.
L’articolo 2 è approvato con 32 voti favorevoli, 1 voto contrario e 10 astenuti.
Art. 3 (Definizioni)
Emanuele Santi (Rete): Rilevo con soddisfazione che su questo articolo siamo riusciti a ottenere un miglioramento significativo attraverso i nostri emendamenti, sostituendo il ricorso ai regolamenti del Congresso di Stato con il Decreto delegato per quanto riguarda la scala di equivalenza. Questo garantisce che parametri cruciali, come i coefficienti per le famiglie numerose o con disabilità, debbano passare per il Consiglio Grande e Generale permettendoci di vigilare sulla loro equità. Sebbene qualcuno minimizzi il numero dei rimandi normativi, io continuo a contarne circa quindici tra regolamenti e decreti, e credo che un testo pronto da così tanto tempo avrebbe potuto già includere molte di queste norme direttamente nell’articolato invece di delegare quasi tutto a fasi successive. La collaborazione tra maggioranza e opposizione in commissione è stata positiva, ma ora vogliamo vedere tradotto in pratica il principio che chi ha carichi familiari pesanti o situazioni di disabilità riceva un trattamento proporzionatamente migliore.
Antonella Mularoni (Rf): Esprimo una profonda preoccupazione per la decisione presa in Commissione di permettere che la dimora abituale possa essere semplicemente autodichiarata invece di richiedere obbligatoriamente la conferma della Gendarmeria. La storia della nostra Repubblica ci insegna che esistono numerose residenze anagrafiche fittizie mantenute da persone che non vivono realmente qui e temo che l’autodichiarazione non sia una garanzia sufficiente contro gli abusi. Le risorse dello Stato devono essere destinate solo a chi ha un reale bisogno ed è effettivamente presente in territorio; per questo motivo ritengo che la Gendarmeria, che ha il controllo capillare della situazione, dovrebbe sempre confermare tali dichiarazioni per evitare che vengano fabbricate testimonianze false come accaduto in passato per altre pratiche burocratiche. Mi auguro che ci sia un’attenzione estrema su questo punto per non sprecare fondi pubblici preziosi.
Maria Luisa Berti (Ar): Ritengo necessario precisare alla consigliera Mularoni che l’autodichiarazione non è l’unico strumento previsto ma si affianca alla possibilità di attestazione della Gendarmeria, seguendo un modello già ampiamente recepito nel nostro ordinamento per snellire i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Rivolgendomi invece al consigliere Santi, non credo ci sia molto da vantarsi per aver sostituito il regolamento con il Decreto delegato per la scala di equivalenza; al contrario, penso che il regolamento sarebbe stato molto più opportuno perché avrebbe garantito una redazione più semplice e una applicazione molto più tempestiva dello strumento. In Commissione abbiamo deciso di accogliere l’emendamento per spirito di mediazione, ma resto convinta che a volte non valutiamo correttamente quanto la scelta di strumenti legislativi più pesanti possa rallentare l’efficacia delle norme che approviamo.
Andrea Belluzzi Segretario di Stato: Gli interventi di oggi confermano che il lavoro in Commissione è stato caratterizzato da un dialogo reale e da una mediazione in cui entrambe le parti hanno dovuto fare dei passi avanti per trovare un punto di equilibrio. Abbiamo preferito demandare certi dettagli tecnici a decreti o regolamenti proprio per garantire alla legge quella elasticità necessaria per essere adeguata e corretta nel tempo senza dover tornare ogni volta in aula per modifiche minori. Voglio chiarire al consigliere Santi che i numerosi richiami ai decreti presenti nel testo non corrispondono necessariamente a quindici provvedimenti diversi, ma potranno essere accorpati in un unico decreto delegato e un regolamento coordinato. Questa struttura è stata pensata per rendere il testo di legge adattabile e duraturo nel tempo garantendo al contempo il passaggio parlamentare che avete richiesto.
L’articolo 3 è approvato con 32 voti favorevoli e 8 astenuti.
Art. 4 (Definizioni)
L’articolo 4 è approvato con 32 voti favorevoli, 6 astenuti e 1 non votante.
Art. 5 (Prestazioni agevolate rivolte a beneficiari minorenni)
L’articolo 5 è approvato con 32 voti favorevoli e 6 astenuti.
Art. 6 (Indicatore della Condizione Economica)
Emanuele Santi (Rete): Considero questo articolo il cuore del provvedimento perché definisce il rapporto tra reddito e patrimonio ai fini del calcolo finale. Esprimo la mia critica verso la scelta della maggioranza di pesare il patrimonio solo per il 25% e il reddito per il 75%, poiché come gruppo avevamo proposto una mediazione paritaria al 50% per entrambi i fattori. Ritengo infatti che il patrimonio debba ponderare quanto il reddito per evitare distorsioni inaccettabili, come il caso di chi dichiara redditi bassi ma possiede milioni di euro in banca e finisce per ottenere provvidenze pubbliche destinate ai bisognosi. Per noi è fondamentale che reddito e patrimonio siano pienamente tracciabili e pesino allo stesso modo sulla scala ICEE per garantire una vera equità sociale.
Andrea Belluzzi Segretario di Stato: Auspico che in futuro il rapporto tra reddito e patrimonio non sia più considerato un tabù e che possa essere aggiornato periodicamente tenendo conto della congiuntura economica del Paese. Abbiamo scelto di fare un primo passo di riequilibrio verso il rapporto 75/25, ma col tempo dovremmo considerare come i beni immobili possano incidere diversamente sulla capacità economica a seconda della presenza di bolle di mercato o della loro ubicazione. L’obiettivo resta l’armonizzazione tra i dati dei patrimoni presenti in Repubblica e quelli detenuti all’estero.
L’articolo 6 è approvato con 29 voti favorevoli e 9 astenuti.
Art. 7 (Indicatore della condizione reddituale)
Emanuele Santi (Rete): Rimarco con soddisfazione che in Commissione è stato accolto il nostro emendamento che specifica come debbano essere considerati tutti i redditi ovunque prodotti, anche per interposta persona. Nonostante l’ostilità iniziale incontrata su questo punto, ritengo che l’inserimento di tali concetti sia essenziale per garantire la trasparenza e l’equità, evitando che redditi intestati a società o a terzi sfuggano al calcolo. Credo che questa dicitura sia un atto di trasparenza necessario, sperando che i decreti attuativi e i regolamenti futuri rendano l’ICEE uno strumento capace di far emergere realmente ogni forma di ricchezza.
L’articolo 7 è approvato con 31 voti favorevoli e 9 astenuti.
Art. 8 (Indicatore della condizione patrimoniale)
Matteo Casali (Rf): Chiedo chiarimenti al Segretario sulla franchigia di 50.000 euro prevista per la casa di abitazione, poiché mi sembra un valore piuttosto basso rispetto ai correnti prezzi di mercato e mi domando se non debba essere previsto un meccanismo di aggiornamento. Sollevo inoltre un dubbio sull’articolo 19 relativo alle norme transitorie, notando come solo alcuni commi richiamino esplicitamente la transitorietà mentre altri sembrano fissare disposizioni definitive, creando a mio avviso una possibile incongruenza che andrebbe verificata.
Andrea Belluzzi Segretario di Stato: La scelta della franchigia di 50.000 euro, una soglia bassa, è in linea con i provvedimenti precedenti e rappresenta una decisione politica volta a stabilire scaglioni uniformi per tutti i cittadini. Riguardo all’articolo 19, chiarisco che esso tratta l’intero regime della transitorietà e della rivalutazione dei valori, includendo tutti i commi necessari per definire gli indicatori durante questa fase specifica.
L’articolo 8 è approvato con 29 voti favorevoli e 9 astenuti.
Art. 9 (Indicatore della Condizione Economica per l’Equità)
L’articolo 9 è approvato con 30 voti favorevoli e 10 astenuti.
Art. 10 (ICEE corrente)
Antonella Mularoni (Rf): Chiedo chiarimenti sul motivo per cui la validità dell’ICEE corrente sia stata fissata in soli tre mesi, costringendo chi è in difficoltà a continue e pesanti procedure burocratiche. Se una persona non trova lavoro, perché deve ripresentare tutto ogni novanta giorni? Non sarebbe stato meglio prevedere una validità annuale con l’obbligo di comunicare eventuali miglioramenti? Inoltre, noto che i commi disciplinano solo la documentazione per la variazione reddituale e non quella patrimoniale. Temo che questo limite trimestrale, unito a possibili balzelli come le marche da bollo, finisca per aggravare proprio i cittadini che hanno più bisogno di aiuto.
Fabio Righi (D-ML): Mi unisco alle perplessità sulla durata trimestrale dell’ICEE corrente, poiché costringere i cittadini a ripresentare costantemente i documenti appare come un appesantimento burocratico fine a se stesso. Lo strumento dovrebbe garantire velocità e risposte immediate, non trasformarsi in una corsa a ostacoli per chi è in emergenza. Chiedo se la nostra lettura sia corretta e se non sia possibile sfruttare i futuri decreti delegati per inserire un correttivo che semplifichi la procedura. La politica deve puntare a snellire i processi amministrativi, specialmente per le fasce più fragili, invece di creare nuovi oneri cartacei che non aggiungono valore.
Guerrino Zanotti (Libera): L’ICEE corrente non è un aggravio, ma un’opportunità preziosa per chi subisce un calo del reddito superiore al 25%. Normalmente la dichiarazione si basa sui dati dell’anno precedente, ma questo strumento permette un aggiornamento immediato. La validità di tre mesi serve a verificare se la difficoltà sia temporanea: chi perde il lavoro riceve la disoccupazione, ma potrebbe trovare presto una nuova occupazione. È giusto monitorare se la condizione di indigenza permanga prima di continuare a erogare aiuti. Non è burocrazia fine a sé stessa, ma un modo per garantire che lo Stato aiuti chi ne ha realmente bisogno nel momento esatto della necessità.
Andrea Belluzzi Segretario di Stato: Ringraziare il consigliere Zanotti perché non posso aggiungere nient’altro.
L’articolo 10 è approvato con 28 voti favorevoli e 10 astenuti.
Art. 11 (ICEE prestazioni residenziali)
L’articolo 11 è approvato con 31 voti favorevoli e 10 astenuti.
Art. 12 (Dichiarazione Reddituale e Patrimoniale)
Emanuele Santi (Rete): Quando si parla di dichiarazione reddituale patrimoniale, qui si fa riferimento a tutta una serie di dati che poi chi accede a questi benefici deve compilare. Noi abbiamo proposto anche in Commissione la necessità assoluta che la dichiarazione reddituale e patrimoniale sia effettivamente precompilata utilizzando i dati che sono già in possesso della pubblica amministrazione. Ritengo che questo aspetto non sia affatto secondario perché lo stato civile, i figli a carico e i mezzi già registrati presso il registro automezzi dovrebbero confluire automaticamente nella dichiarazione per agevolare chi desidera accedere ai benefici ICEE. Anche i dati storici della dichiarazione IGR dovrebbero essere riportati fedelmente in modo da semplificare la procedura di compilazione a carico del cittadino. Pongo inoltre un quesito cruciale sulla distorsione derivante dai beni intestati a società o trust: se una villa di lusso è intestata a una persona giuridica, rischia di non apparire nel calcolo dell’indicatore della persona fisica che ne gode effettivamente. Chiedo quindi al Segretario come intenda affrontare il problema dell’emersione dei redditi e dei patrimoni reali, dato che la consistenza delle quote societarie e dei beni immobiliari schermati rappresenta il vero nodo per garantire un sistema di equità sociale che sia trasparente ed efficace per l’intera comunità.
Matteo Casali (Rf): Rilevo la complessità potenziale di questo articolo per chiunque voglia godere di agevolazioni statali, notando che d’ora in poi sarà necessario compilare una dichiarazione reddituale e patrimoniale aggiuntiva rispetto alla normale dichiarazione dei redditi. Sebbene la complessità possa essere proporzionale alla consistenza del patrimonio, temo che l’obbligo della compilazione esclusivamente telematica possa mettere in difficoltà alcune fasce della popolazione meno digitalizzate che dovranno delegare terzi per la compilazione. Porto l’esempio di moduli difficilmente scaricabili sui siti istituzionali per sottolineare quanto la nostra amministrazione non eccella sempre nell’efficienza tecnologica. Ritengo che la precompilazione citata al comma 7 debba essere resa stringente e non lasciata come mera possibilità, seguendo quanto previsto dalla norma sulla documentazione amministrativa che impone all’amministrazione di reperire internamente i dati già in suo possesso. Solo agevolando realmente la cittadinanza potremo rendere questo strumento efficace, evitando che l’ICEE si trasformi in un nuovo e pesante onere burocratico a carico dei soggetti che si trovano in condizioni di maggiore fragilità e necessità economica all’interno del nostro ordinamento.
Antonella Mularoni (Rf): Mi unisco alle considerazioni del collega Casali chiedendo formalmente che si faccia ogni sforzo per rendere la vita facile alle persone in fase di attuazione delle fonti, specialmente per quelle fasce della popolazione anziana o con disabilità che hanno maggiori difficoltà informatiche. La nostra pubblica amministrazione deve produrre documenti facilmente fruibili, magari con il supporto delle Giunte di Castello, affinché la digitalizzazione sia un reale vantaggio per gli utenti e non un ostacolo insormontabile. Sottolineo inoltre la necessità di prestare un’attenzione particolare alle società immobiliari e ai trust, poiché esistono meccanismi legittimi che permettono a persone facoltose di non avere proprietà intestate personalmente pur detenendo quote significative in persone giuridiche che possiedono beni di grande valore. Dobbiamo assolutamente evitare che chi è formalmente nullatenente ma sostanzialmente ricco possa beneficiare indebitamente di prestazioni sociali destinate ai bisognosi. Chiedo dunque rigore nei controlli sui patrimoni indiretti e sulle partecipazioni societarie per garantire che l’indicatore della condizione economica rifletta fedelmente la realtà finanziaria di ogni richiedente, assicurando così che le risorse pubbliche siano distribuite secondo criteri di vera giustizia ed equità sociale.
Andrea Belluzzi Segretario di Stato: Assicuro che presteremo la massima attenzione a queste istanze e ricordo che circa un anno fa ho presentato ai gruppi consiliari una versione beta dell’applicativo ICEE, che stiamo alimentando progressivamente con tutte le banche dati pubbliche della Repubblica. Abbiamo scelto di non rendere obbligatoria esclusivamente la modalità telematica solitaria, ma di mantenere la possibilità per il cittadino di farsi assistere dai sindacati o dai professionisti delegati, proprio come avviene per la dichiarazione dei redditi. Grazie alla preziosa collaborazione con l’Associazione Bancaria Sammarinese, il cittadino potrà ottenere dalla propria banca un file che alimenterà automaticamente l’applicativo ICEE, riducendo drasticamente il margine di errore e la fatica della compilazione manuale. Questo sistema sarà dunque molto semplice ed esaustivo, permettendo anche agli anziani di essere supportati nel caricamento delle attestazioni bancarie necessarie per definire la propria posizione economica. Stiamo seguendo modalità operative già collaudate per il diritto allo studio e il trasporto scolastico sul portale della pubblica amministrazione, dimostrando che i cittadini sanno già utilizzare queste procedure per accedere ai servizi erogati dallo Stato.
L’articolo 12 è approvato con 33 voti favorevoli, 8 astenuti e 1 non votante.
Art. 13 (Sistema informativo e attestazione dell’ICEE)
Matteo Casali (Rf): Esprimo forti dubbi sul comma 4 dell’articolo 13. Non comprendo perché debba essere ancora una volta il cittadino, di propria iniziativa, a dover presentare l’attestazione ICEE all’ente erogatore della prestazione. Essendo un dato matematico derivante da dichiarazioni già in possesso dell’amministrazione, ritengo che questo parametro debba essere acquisito direttamente dagli uffici competenti, evitando di gravare l’utenza con un ulteriore onere burocratico che appare in contrasto con la legge sulla documentazione amministrativa. Chiedere al richiedente di occuparsi della trasmissione di un certificato che lo Stato ha già prodotto internamente mi sembra un paradosso che penalizza la snellezza e la rapidità dei servizi pubblici. Siamo di fronte a uno strumento nuovo e complesso, ma dovremmo puntare a una situazione favorevole al cittadino e non alla sola comodità degli apparati amministrativi, risparmiando almeno l’ultimo passaggio di consegna di documenti che dovrebbero viaggiare automaticamente tra le banche dati della pubblica amministrazione. Questo ulteriore aggravio a carico di chi richiede sussidi o provvidenze mi sembra superfluo dato che l’amministrazione è già titolare di tutte le informazioni necessarie per procedere all’erogazione delle prestazioni richieste
Guerrino Zanotti (Libera): Ritengo necessario chiarire che l’accesso a un sussidio o a una provvidenza, come gli assegni familiari integrativi o il diritto allo studio, nasce sempre da un atto volontario di richiesta che il cittadino deve porre in essere esplicitamente. Non è pensabile che l’amministrazione acceda indiscriminatamente ai dati riservati di tutti coloro che hanno compilato la DRP; l’accesso deve essere limitato esclusivamente a chi ha effettivamente presentato una domanda per una specifica agevolazione. Pertanto, la trasmissione dell’attestazione da parte dell’utente all’ente erogatore non è un inutile appesantimento, ma una garanzia di privacy e di controllo volontario della propria posizione economica di fronte allo Stato. Inoltre, ricordo che i dati già presenti nelle banche dati pubbliche confluiranno automaticamente nella dichiarazione, come previsto dalle norme vigenti che vietano di richiedere documenti già in possesso dell’amministrazione. La possibilità di delegare i sindacati per la compilazione della DRP, come già avviene per i redditi, rende la procedura assolutamente accessibile e priva di eccessiva burocrazia per i nostri concittadini. Credo che il principio della richiesta volontaria sia un pilastro corretto per gestire prestazioni che non sono destinate alla generalità ma solo a chi sceglie consapevolmente di richiedere un aiuto statale.
L’articolo 13 è approvato con 32 voti favorevoli, 1 voto contrario e 4 astenuti.
Art. 14 (Trattamento dei dati e misure di sicurezza)
L’articolo 14 è approvato con 30 voti favorevoli e 10 astenuti.
La seduta è sospesa verso le 19:30. I lavori ripartiranno domattina alle 9:00.



