Numeri, non slogan: il PDCS rivendica crescita, rating investment grade e occupazione ai minimi storici
Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese interviene nel dibattito politico degli ultimi giorni con un comunicato nel quale afferma di voler rispondere “con l’oggettività dei dati” alle valutazioni diffuse dall’opposizione, che descrivono San Marino come un Paese segnato da difficoltà strutturali. Una lettura che il PDCS giudica allarmistica e basata su interpretazioni parziali.
Nel testo si sottolinea che “il Partito Democratico Cristiano Sammarinese ritiene doveroso rispondere con l’oggettività dei dati ai comunicati che l’opposizione ha diffuso negli ultimi giorni, che descrivono San Marino come un Paese in difficoltà strutturale, con toni allarmistici e letture selettive”. A supporto di questa posizione, il partito spiega di avere allegato al comunicato “due tabelle presenti sulla homepage dell’Ufficio Statistica che fotografano l’andamento del PIL e dell’occupazione di San Marino: dati che parlano più di qualsiasi slogan”.
Sul tema della crescita economica, il PDCS richiama l’ultimo Articolo IV 2025 del Fondo Monetario Internazionale, che descrive un’economia ancora caratterizzata da un andamento positivo. Nel comunicato si legge che il report “descrive un’economia che mantiene slancio positivo e stima crescita reale 1,0% nel 2024 con rafforzamento a 1,2% nel 2025, sostenuta da domanda interna robusta, condizioni finanziarie in miglioramento e mercato del lavoro forte”. Un quadro che, viene precisato, “non significa assenza di sfide, ma smentisce la narrazione di un Paese in declino strutturale”.
Un altro passaggio centrale riguarda la credibilità internazionale della Repubblica. Il PDCS richiama la valutazione dell’agenzia Fitch, che nel dicembre 2025 ha rivisto al rialzo il rating sovrano di San Marino. Nel testo si afferma che “le valutazioni indipendenti contano più delle polemiche” e che “nel dicembre 2025 Fitch ha alzato il rating sovrano di San Marino a ‘BBB-’ con outlook positivo”. Viene inoltre sottolineato che “‘BBB-’ è fascia investment grade: San Marino rientra tra i Paesi che il mercato internazionale considera a rischio contenuto ed investimento sicuro”, ricordando come Fitch abbia motivato la decisione con “la riduzione dei rischi del settore bancario e il miglioramento degli indicatori di qualità degli attivi”.
Il comunicato affronta poi il tema della raccolta bancaria, indicata come un segnale diretto del livello di fiducia nel sistema. Secondo quanto riportato, “la raccolta complessiva è un indicatore immediato della fiducia nel sistema” e i dati della BCSM mostrano “un calo profondo tra 2017 e 2019: da circa 6,37 miliardi di euro a 5,254 miliardi, con una perdita di oltre 1,1 miliardi”. Una fase che il PDCS collega alle scelte politiche della XXIX Legislatura e del governo Adesso.sm, che avrebbero “tolto credibilità e fiducia nel sistema, aggravando un trend ancora fragile”. Il quadro attuale viene invece descritto come in recupero: “all’ultimo dato ufficiale disponibile la raccolta risale a 6,779 miliardi di euro (30/06/2025)” e, prosegue il comunicato, “la chiusura 2025 può collocarsi in area prossima ai 7 miliardi, segnale chiaro di stabilizzazione e recupero di fiducia”.
Anche il mercato del lavoro viene indicato come un ambito di particolare solidità. Nel testo si legge che “i dati statistici confermano la fiducia nel sistema e anche il mercato del lavoro continua la propria espansione”, con gli occupati passati “da 21.630 (gennaio 2020) a 24.044 (gennaio 2025)”. Il Bollettino statistico del terzo trimestre 2025 evidenzia inoltre che “la disoccupazione è ai minimi storici”: al 30 settembre 2025 i disoccupati risultano essere 733, pari al 2,9% delle forze di lavoro. “Sono numeri che parlano da soli ed impongono serietà”, si afferma nel comunicato.
Sul piano politico, il PDCS rivendica l’azione svolta negli ultimi cinque anni di governo, affermando che “in questi ultimi 5 anni al governo, la Democrazia Cristiana ha risposto ai bisogni del Paese con responsabilità e competenza conferendo stabilità istituzionale e concretezza all’azione dei governi che si sono succeduti”. Viene inoltre sottolineato il lavoro di coordinamento tra le diverse forze di maggioranza, “favorendone la coesione e la collaborazione per il bene della cittadinanza”, con risultati che, secondo il partito, “sono evidenti, a prescindere da ogni narrazione politica”.
Il comunicato si chiude con il richiamo alle sfide ancora aperte. Denatalità, costo della vita, welfare, competitività, ambiente, energia e consolidamento del sistema bancario e finanziario sono indicati come ambiti che “richiedono ancora interventi puntuali e soluzioni strutturali”. Su questi temi il PDCS conferma “di volere attuare responsabilmente nei tempi e nei modi che sono stati già indicato nel programma di Governo, per fare crescere la nostra Repubblica e dare alla cittadinanza un futuro sempre più sicuro”.


