Dall'Italia e dal Mondo

Brexit, Johnson: ‘La strada dell’Ue non era più la nostra’

La Gran Bretagna saluta l’Ue e la Manica torna a essere un confine europeo, fra il continente e l’isola. E’ bastato lo scoccare di un minuto a chiudere una pagina di storia durata quasi mezzo secolo, dal 1973 a oggi: quella del matrimonio, d’interesse eppure non privo di frutti, tra Londra e Bruxelles. La Brexit diventa realtà nella notte, l’Union Jack e la bandiera azzurra con le stelle europee si separano, fra i festeggiamenti colorati, ma non proprio oceanici del popolo euroscettico, le recriminazioni di gruppi ancor più sparpagliati d’irriducibili del fronte pro Remain e il rammarico di molti: nel Regno come in altri Paesi, Italia compresa.

“Stanotte lasciamo l’Ue: per molte persone è un momento di meravigliosa speranza”. Così Boris Johnson, aprendo il suo discorso alla nazione nel Brexit Day, non senza ricordare tuttavia come molti altri avvertano invece “un senso di ansietà e di smarrimento”. E come “un terzo gruppo, forse il più grande”, sia soprattutto sollevato dalla fine di “lotta politica” sulla Brexit. Tutti sentimenti che il premier Tory afferma di “comprendere”, impegnando ora il suo governo a “riportare il Paese insieme per andare avanti” uniti.
“L’Unione Europea, nonostante tutti i suoi punti di forza e le ammirevoli qualità, è evoluta negli ultimi 50 anni verso una direzione che non si addice più” al Regno Unito, ha affermato Johnson in una dichiarazione rilasciata nel Brexit Day definendo “sana e democratica” la scelta del divorzio per restituire “sovranità” al Paese su temi quali “controllo dell’immigrazione”, commerci, legislazione. Una scelta che “il popolo ha confermato alle urne non una, ma due volte”: al referendum del 2016 e alle elezioni di dicembre.

“E’ un giorno particolare per l’Europa. Inizia una stagione nuova. A mezzanotte il Regno Unito esce e dopo tre anni di discussioni facciamo un bilancio delle discussioni con gli amici britannici. L’Unione europea ha tratto vantaggi, perché si è confermata molto più unita”. Così il presidente dell’Europarlamento David Sassoli in una dichiarazione.

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea è uno “shock” e uno “storico segnale d’allarme” per “l’intera Europa”: lo dice il presidente francese, Emmanuel Macron, a poche ore dalla Brexit.

Un uomo a Londra ha dato fuoco a una bandiera dell’Unione europea. Lo riporta la Bbc pubblicando la foto dell’uomo circondato da un gruppo di ‘brexiteers’, sostenitori della Brexit. Uno di loro ha al collo un megafono, un altro indossa una maglietta con la Union Jack stampata sopra. Tutti riprendono la scena con i loro smartphone.

“Vogliamo il miglior partenariato possibile col Regno Unito ma non sarà buono come la membership. Appartenere all’Ue conta. L’esperienza ci insegna che la forza non sta nello splendido isolamento, ma nella nostra unica unione”. Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha evidenziato: “Oggi non è la fine è un inizio”.

Martedì mattina il premier Giuseppe Conte, a quanto si apprende, sarà a Londra per un evento legato all’organizzazione di Cop 26, che si terrà a Glasgow a novembre. In quell’occasione per il premier è previsto un bilaterale con il britannico Boris Johnson, il primo dopo l’ufficializzazione della Brexit. Sempre martedì Conte volerà a Bruxelles dove incontrerà, rispettivamente, la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il presidente del Parlamento Ue David Sassoli.
“Dobbiamo fare in modo che il Regno Unito resti un nostro partner privilegiato e strategico. E dobbiamo lavorare a livello europeo, abbiamo bisogno di un accordo commerciale con zero quote, zero tariffe. Non sarà facile, dobbiamo trovare un equilibrio tra la tutela della nostra produzione e la promozione della vendita nel Regno Unito. E chiederemo conto di questa tradizionale amicizia” a Londra, “chiederemo che alle parole seguano i fatti”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte intervenendo all’evento Identità e futuro, per i 100 di Confagricoltura.

“A mezzanotte la Gran Bretagna lascia l’Ue. Sarà una notte storica e triste. Che il risveglio porti più forza e fiducia a chi vuol bene all’Europa”. Così su Twitter il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni.

“L’euro era e resta il ‘cuore’ del nostro comune progetto dell’Europa”. Lo ha detto Mario Draghi a Bellevue, a Berlino. Draghi ha citato la centralità della “cultura della stabilità” in questo progetto e il rispetto delle regole, come “dna dell’euro”.

Fonte ANSA