“La lunghezza d’onda della felicità” il nuovo spettacolo di Gabriella Greison
Il nuovo spettacolo di Gabriella Greison, tratto dal nuovo libro Mondadori. Un viaggio nella fisica quantistica per capire a quale frequenza stiamo vibrando. Per cambiare stato, fare nuovi salti, aprire scatole che avevamo smesso di guardare. E scoprire che la felicità non è lontana: è solo su un’altra lunghezza d’onda.
Una donna corre, si perde per un attimo… e scopre di essere un’onda. Da lì parte un viaggio che intreccia biografia e fisica quantistica: l’intuizione di Louis de Broglie racchiusa in una formula, la solitudine nobile di chi sceglie l’equazione alla corte, i riconoscimenti che luccicano un istante e poi tacciono sul fondo. Tra simmetrie e rotture di simmetria, dialoghi immaginari con l’Onda, e “salti quantici” tradotti in scelte di vita, la scena si popola di piccoli oggetti immersi in una ciotola d’acqua: ogni tuffo è una metafora che vibra.
La ricerca della felicità resta sullo sfondo, in questa storia che percorre le strade di Parigi, entrando nella “Pharmacie Quanto-Poétique”, che invita a restare in super-posizione un po’ più a lungo, e incontrando il dualismo onda-particella, che invoglia a vivere nello stesso istante due noi stessi differenti.
Il dualismo come casa – onda e particella nello stesso corpo – e come finale: una chiamata all’azione, che invoglia tutti ad essere una nuova versione di se stessi.
Un monologo che fonde divulgazione e poesia. Partendo da un “micro-collasso” personale, Gabriella Greison attraversa la nascita della fisica quantistica (da de Broglie a Heisenberg ai giorni nostri) per riportarla nel quotidiano: identità come onda, scelta come misura, cambiamento come salto quantico. In scena con lei una ciotola d’acqua: piccoli oggetti cadono, galleggiano, affondano – la materia visualizza concetti (simmetria, super-posizione, riconoscimento) e stati d’animo.
Tra humour e rigore nasce una formula che ci servirà per la vita: per riconoscere la pace in quell’attimo di felicità che spesso ci attraversa, ma che non sappiamo mai fermare.


