Da San Marino a Jakarta, Videocity porta in Indonesia tre artiste per raccontare la crisi ecologica
Da San Marino a Jakarta, in Indonesia, con un progetto artistico dedicato alla crisi ecologica, alla memoria e al rapporto tra uomo e natura. Si intitola “Tending” la nuova iniziativa di Videocity, inaugurata mercoledì 14 ottobre nello spazio Kuluk Kuluk, all’interno del centro culturale Gudskul, nella capitale indonesiana.
La mostra, visitabile fino al 14 novembre, è curata da Chiara Giardi e presenta tre opere video firmate dalle artiste Viola Conti, originaria di San Marino, Carolina Brunelli e Kathleen Malay. L’iniziativa gode del patrocinio della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura della Repubblica di San Marino.
L’appuntamento segna anche l’avvio di una collaborazione a lungo termine tra Videocity e Kuluk Kuluk, che prevede quattro proiezioni ogni anno, ciascuna della durata di un mese. Il programma coinvolgerà artisti e curatori indonesiani e internazionali, con particolare attenzione alla scena culturale locale.
“Tending”, termine inglese che richiama il concetto del prendersi cura, affronta il tema dell’emergenza ambientale attraverso tre prospettive differenti, accomunate dall’attenzione al corpo, alla terra e alla memoria.
La prima opera è “After the Flags” (2023) di Kathleen Malay, artista nata e residente a Jakarta. Il video rende omaggio all’artista e attivista indonesiana Arahmaiani Feisal e al suo “Flag Project”, nato dopo il terremoto che colpì Yogyakarta nel 2006.
Il progetto coinvolse le comunità locali nella realizzazione di bandiere con parole e valori condivisi, successivamente portate in corteo come simbolo di dialogo e convivenza. Girato a Bali, il film riprende questa esperienza attraverso immagini e paesaggi sonori, riflettendo sul rapporto tra attività umane e ambiente naturale.
Carolina Brunelli, nata a Rio de Janeiro e residente a Basilea, presenta invece “Relics of a work I never gave birth” (2020), un’opera che intreccia memoria personale, spiritualità e rapporto con la natura.
Il video, realizzato con riprese di Sofia Costa Guimarães, mostra mani, piante e acqua, richiamando i rituali di cura e il legame tra le persone e il mondo vegetale. Al centro c’è la figura di Yemanjá, divinità afrodiasporica del mare, associata alla cura, alla distruzione e alla rinascita.
La presenza sammarinese è rappresentata da Viola Conti, classe 1982, con “Intonation” (2015-2021), video accompagnato dalle musiche di Miles Whittaker.
L’opera propone inizialmente una natura dalle proporzioni capovolte, con fiori grandi come montagne e aerei piccoli come insetti. Le immagini lasciano poi spazio a una radura di erbe e fiori selvatici, fino a raggiungere una quercia secolare nei pressi della casa d’infanzia dell’artista, simbolo di rifugio e riconnessione con la natura.
Il lavoro fa parte del progetto di ricerca multidisciplinare “Greetings from the Anthropocene!”, già presentato a Milano e in diverse città cinesi, tra cui Hangzhou, Shanghai e Shenzhen.
L’inaugurazione di Jakarta ha previsto, dopo l’apertura delle 19, un confronto tra la curatrice Chiara Giardi e le artiste Kathleen Malay e Viola Conti, seguito alle 20.30 da un dj-set di River Medlock, progetto musicale della stessa Conti, in collaborazione con rururadio.
La mostra è ospitata presso Kuluk Kuluk, Gudskul, nel quartiere di Jagakarsa a Jakarta Selatan, e resterà accessibile secondo gli orari dello spazio, generalmente dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21.


