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Approvata la variazione di Bilancio. Il deficit previsto scende a 5,7 milioni. Le opposizioni chiedono investimenti e risposte al caro vita. Sconti sui carburanti prorogati per tutto novembre

L’assestamento di bilancio passa a maggioranza, con il disavanzo previsto per il 2026 che scende a 5,7 milioni di euro, contro i 13,7 stimati a dicembre e i 7,8 di luglio. Ma nella seduta del Consiglio grande e generale del 27 ottobre i numeri dividono governo e opposizioni.

La maggioranza rivendica il miglioramento dei conti, sostenuto da circa 26 milioni di maggiori entrate tributarie ed extratributarie e dalla riduzione del debito pubblico di circa 6,8 milioni. Rete punta invece sulla spesa corrente, salita da 670 a 691 milioni rispetto alle previsioni di luglio. «Stiamo spendendo troppo, anche se abbiamo molte più entrate rispetto al passato», attacca Emanuele Santi.

Il segretario alle Finanze Marco Gatti replica che circa 19,5 milioni dell’aumento dipendono dai maggiori rimborsi dell’imposta sulle importazioni, legati alla crescita dell’attività economica e delle esportazioni. Un’altra parte deriva dagli adeguamenti retributivi.

Rinviata l’operazione da 50 milioni per sostituire una quota dei titoli irredimibili di Cassa di Risparmio. Per Gatti, le condizioni dei mercati non consentono di procedere a costi convenienti. Sull’arbitrato internazionale legato a Banca di San Marino precisa invece che i due milioni previsti sono uno stanziamento prudenziale: «Al momento quelle risorse non sono state spese, ma soltanto stanziate».

Le opposizioni chiedono soprattutto una strategia economica e interventi per le famiglie. Fabio Righi, D-ML, osserva che «Amministrare il bilancio non significa necessariamente governare l’economia». Maria Katia Savoretti, Rf, lamenta l’assenza di investimenti e risposte al caro vita. Sulla sanità, Santi domanda perché il trasferimento statale all’Iss resti a 98 milioni, mentre Carlotta Andruccioli richiama le difficoltà di accesso alle cure e il crescente ricorso al privato.

Il confronto si accende poi sull’uso dei decreti, dopo il ritiro e la riemissione di tre provvedimenti arrivati a scadenza. Per Nicola Renzi il rischio è che il controllo del Consiglio diventi soltanto formale. Rossano Fabbri respinge l’accusa di abuso e propone di rivedere le regole sulle deleghe legislative. Interviene anche la Reggenza, invitando a trovare una soluzione condivisa al sovraccarico dei lavori.

Sul fronte dei prezzi arriva la proroga per tutto novembre del taglio delle accise e degli incentivi Smac sui carburanti. Gatti indica un impegno complessivo dello Stato superiore a 18 milioni. Gian Matteo Zeppa propone anche un paniere di prodotti essenziali a prezzi concordati: il segretario Matteo Ciacci apre a una verifica della fattibilità e annuncia l’intenzione di prevedere nuove risorse per le famiglie nel prossimo bilancio.