San Marino, deficit in calo e 2 milioni per l’arbitrato: il Consiglio si divide sui conti, unanimità su Zuccarelli (report della seduta del Consiglio Grande e Generale del 26 ottobre 2026)
Il disavanzo previsto scende da 13,7 a 5,6 milioni di euro, ma in Consiglio grande e generale il confronto si concentra su come vengono utilizzati i soldi pubblici. Nella seduta pomeridiana di lunedì 26 ottobre, la variazione di bilancio 2026 apre il dibattito su debito, consulenze, investimenti e sui 2 milioni stanziati per la difesa dello Stato nell’arbitrato internazionale legato al “caso bulgaro”. Sulla sicurezza, invece, arriva un voto condiviso: Paolo Zuccarelli è nominato all’unanimità comandante della Gendarmeria. Approvata anche la nomina di Simone Emiliano Pasculli a maestro direttore della Banda militare.
A presentare l’aggiornamento dei conti è il segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti. Il disavanzo, inizialmente fissato a 13,7 milioni e già ridotto a 7,8 milioni nella versione di luglio, scende ancora. Le maggiori entrate da IGR e monofase vengono comunque stimate con prudenza, tenendo conto di possibili rallentamenti negli ultimi due mesi dell’anno. Per Gatti il risultato “potrebbe anche per quest’anno puntare a un pareggio, se non addirittura a un avanzo di bilancio nella gestione finanziaria”. Restano da verificare il conto economico patrimoniale e gli accantonamenti.
Sul debito, il governo ritira la previsione di un’emissione aggiuntiva da 50 milioni, che avrebbe sostituito un pari importo di titoli irredimibili. A pesare sono l’aumento dei tassi e i tempi stretti prima della fine dell’anno. La valutazione viene rinviata all’eventuale confronto sul bilancio 2027.
Una scelta apprezzata da Giovanni Zonzini (Rete), che ricorda come il titolo detenuto da Cassa di Risparmio non abbia scadenza e renda l’1,5% annuo. Sostituirlo con un debito da rimborsare e interessi più alti sarebbe, a suo giudizio, sconveniente. Resta la domanda politica: il governo ha abbandonato l’operazione oppure l’ha soltanto rimandata?
La maggioranza legge nel miglioramento dei numeri un consolidamento dei conti. Aida Maria Adele Selva (PDCS) parla di “una crescita equilibrata, con la riduzione graduale del livello del debito”. Dalibor Riccardi (Libera) chiede però che i risultati si traducano nella capacità di investire e rendere il Paese più competitivo, anche dopo la firma dell’accordo di associazione con l’Unione europea.
Dalle opposizioni arriva una lettura più critica. Carlotta Andruccioli (D-ML) conferma la volontà di non rallentare il provvedimento, ma contesta l’assenza di una spiegazione complessiva delle cifre: “Anche in questa seconda lettura emerge un elenco di numeri, ma manca un’analisi e soprattutto manca un quadro d’insieme”. Chiede soprattutto di capire quanto l’aumento del gettito dipenda dalla crescita dell’economia e quanto dai prezzi o dalle imposte. “Se il gettito cresce solo perché cresce il costo dei beni, non è un segnale automatico di maggiore solidità della nostra economia”.
Il caro carburanti entra nel confronto attraverso gli 8 milioni di maggior gettito sui prodotti petroliferi. Enrico Carattoni (RF) propone di utilizzarne una parte per alleggerire il peso dei rincari. Contesta inoltre i tagli a formazione, economia ed edilizia e chiede chiarimenti sui 530 mila euro aggiuntivi all’AASS per acquistare veicoli.
Anche Antonella Mularoni (RF) chiede di restituire parte delle maggiori entrate alle fasce in difficoltà. “C’è una classe media, anche sammarinese, che comincia ad arrancare, a fare più fatica.” La consigliera critica le consulenze e l’impiego delle risorse per le spese di funzionamento dello Stato, mentre restano da finanziare gli investimenti.
Il controllo delle uscite è un punto sollevato anche nella maggioranza. Maddalena Muccioli (PDCS) difende la scelta di mantenere tecnico l’assestamento, affidando gli interventi politici a leggi specifiche, ma avverte: “Per quanto riguarda la gestione delle maggiori entrate, concordo con chi dice che non devono essere destinate a un aumento della spesa pubblica”. Giuseppe Maria Morganti (Libera) chiede di utilizzare i risultati migliori per ridurre il debito. Oscar Mina (PDCS) invita a non scambiare il calo del deficit con il raggiungimento dell’equilibrio: “Non basta stanziare fondi: dobbiamo essere nelle condizioni di valutarne l’effettiva ricaduta, la capacità di generare sviluppo e benefici per l’intera collettività”.
Sulla distanza tra annunci e opere insiste Gaetano Troina (D-ML), che chiede tempi, costi e finanziamenti chiari. Sara Conti (RF) contesta l’utilizzo del debito per coprire la spesa corrente e sollecita risposte sugli investimenti energetici e sull’acqua: “Non possiamo ritrovarci ogni anno in questo stato di emergenza idrica, che non farà altro che peggiorare di anno in anno”. Nicola Renzi (RF) domanda invece chiarezza sui conti AASS, sull’investimento fotovoltaico a Brescia e sulla crescita delle spese per consulenze e trasferte.
A suscitare critiche trasversali sono i 2 milioni previsti per la difesa nell’arbitrato internazionale. Gatti chiarisce che lo stanziamento è prudenziale e che, sulla base dei preventivi, la spesa potrebbe essere inferiore. Il governo attende il confronto tra le parti per capire se chi ha promosso l’arbitrato intenda proseguire anche alla luce delle argomentazioni sammarinesi. Il segretario esclude responsabilità dello Stato e sostiene che la controversia riguardi due soggetti privati.
Carattoni chiede se le somme siano già state spese e chi possa rimborsarle. Conti ricorda che nell’arbitrato è chiamata in causa la Repubblica, mentre Renzi pone il tema delle responsabilità politiche. Morganti definisce i 2 milioni “un macigno che grava sulla nostra testa per errate considerazioni ed errate scelte”. Troina domanda: “Perché deve essere sempre la collettività a pagare gli errori che fa la politica?”
Il clima cambia con la nomina del nuovo comandante della Gendarmeria. Luca Beccari propone Paolo Zuccarelli, generale congedato dell’Arma dei Carabinieri, dopo le dimissioni volontarie del generale Faraone. L’aula approva all’unanimità. La scelta mantiene il legame con l’Arma e punta su una presenza stabile sul Titano: “Vogliamo un comandante dedicato esclusivamente alla Repubblica di San Marino, che faccia una scelta di campo e venga a dirigere la nostra Gendarmeria senza una prospettiva di rientro”.
Beccari richiama l’esperienza di Zuccarelli nel GIS, nella sicurezza del presidente della Repubblica e nelle missioni internazionali, soprattutto nei Balcani e in Medio Oriente. Competenze nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo che il governo considera utili anche per rafforzare la cooperazione con le polizie estere e affrontare le nuove esigenze legate alla gestione delle frontiere con l’Unione europea.
Il sostegno al candidato non cancella le osservazioni sul metodo. Nicola Renzi e Antonella Mularoni (RF) avrebbero preferito un coinvolgimento delle opposizioni fin dall’inizio della selezione. La richiesta è di aprire un confronto più ampio sull’organizzazione della sicurezza, anche in vista dei prossimi cambi ai vertici degli altri Corpi.
Fabio Righi (D-ML) chiede di accompagnare la nomina con tecnologia e riorganizzazione: “Abbiamo diversi Corpi che spesso lavorano in modo non coordinato, nonostante gli sforzi dei rispettivi operatori, al punto che le competenze si sovrappongono”. Propone inoltre di rafforzare la capacità di raccogliere e analizzare informazioni sulle minacce economiche e finanziarie. Il segretario agli Interni Andrea Belluzzi indica come priorità il presidio del territorio e il controllo delle dinamiche nelle diverse aree del Paese.
La criminalità informatica è al centro dell’intervento di Luca Lazzari (PSD), che richiama truffe online, protezione dei dati e sicurezza dei servizi pubblici. Emanuele Santi (Rete) invita a non abbassare la guardia di fronte a riciclaggio, legami con ambienti mafiosi e reati informatici: “Non dipingiamo questo Paese come un’isola felice, ma come un Paese ancora esposto a molti rischi”. Troina chiede attrezzature e formazione adeguate, mentre Guerrino Zanotti (Libera) sollecita investimenti continuativi nella specializzazione e nella cooperazione internazionale.
A Faraone arriva un ringraziamento condiviso per il lavoro svolto, i rapporti costruiti con i Carabinieri e la crescita professionale della Gendarmeria. Teodoro Lonfernini gli riconosce il merito di aver riportato serenità nel Corpo in una fase difficile. Gian Carlo Venturini (PDCS) ricorda il lavoro su Interpol, gli accordi con le forze italiane e la formazione degli agenti. Denise Bronzetti (AR) apprezza il consenso trasversale sulla nomina e la prosecuzione dell’impegno di Faraone alla guida di Interpol.
Beccari guarda anche alla crescita degli ufficiali interni: “Non vedo quindi lontano il momento in cui saremo in grado di nominare anche un comandante della Gendarmeria sammarinese”.
L’aula approva inoltre la nomina di Simone Emiliano Pasculli a maestro direttore della Banda militare, in vista del congedo dell’attuale direttore dal 1° febbraio 2027. Il Congresso militare lo individua tra i candidati proposti dall’attuale maestro, valutandone esperienza e qualità artistiche in rapporto alle attività della Banda. I lavori del Consiglio riprendono martedì 27 ottobre alle 14.


