San Marino ricorda il 26 giugno 1944 nella continua affermazione dei valori inestimabile della pace e della libertà
Ci sono date che rimangono impresse a fuoco nella carne e nella memoria di un popolo. Per la Repubblica di San Marino, quella data è il 26 giugno 1944. Erano le 11:03 di una limpida mattinata estiva quando il suono drammatico e improvviso delle bombe squarciò la secolare pace del Monte Titano.
In quel momento, San Marino non era un obiettivo militare. Era una terra libera, indipendente e rigorosamente neutrale. Fedele alla sua millenaria tradizione di accoglienza, la piccola Repubblica era diventata un porto sicuro, un rifugio disarmato che ospitava oltre 100.000 profughi e sfollati italiani in fuga dagli orrori della Linea Gotica. Sul Titano si cercava la vita, lontano dalle logiche della distruzione.
L’attacco della Desert Air Force britannica, nato da un tragico ed erroneo rapporto di intelligence, durò circa tre ore. In tre ondate successive, 225 ordigni si abbatterono sulle case, sulle strade e sulla linea ferroviaria. Chi visse quel giorno ricorda lo sgomento dei bambini che, guardando il cielo, inizialmente scambiarono quelle macchie scure per palloncini rossi, prima di essere travolti dal boato e dalla polvere.
Il bilancio fu straziante: 63 vite spezzate e decine di feriti gravi. Tra le vittime vi erano cittadini sammarinesi e sfollati italiani, molti dei quali colti di sorpresa mentre erano in fila per la razione quotidiana di pane al silo del Molino Forno. In poche ore, le gallerie del trenino biancoazzurro, fino a un attimo prima ripari di fortuna, si trasformarono in un improvvisato ospedale da campo per accogliere i feriti e piangere i morti.
Oggi, a distanza di anni, ricordare quella tragedia non significa soltanto onorare la memoria di chi perse la vita sotto le macerie. Significa riaffermare con forza il valore inestimabile della pace e della neutralità, principi cardine della Repubblica. Le ferite di quel giorno restano un monito perenne contro l’assurdità e la cecità di ogni guerra, un richiamo costante a difendere la libertà e la dignità umana in ogni tempo.
San Marino non dimentica. Custodisce il dolore di ieri per continuare a essere, oggi e domani, terra di pace e di accoglienza.
Anche quest’anno la Repubblica rende omaggio alle vittime del bombardamento. Le commemorazioni si svolgeranno nel pomeriggio al cimitero di Montalbo, dove verrà deposta una corona d’alloro davanti al monumento dedicato ai caduti, alla presenza dei Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva, insieme alle autorità civili e militari.


