Politica

San Marino. Il Consiglio approva la legge sul fine vita e testamento biologico: 39 favorevoli e 5 astenuti

Trentanove favorevoli, cinque astenuti e nessun contrario: il Consiglio approva il progetto di legge di iniziativa popolare su fine vita e testamento biologico, dopo un dibattito con visioni e sensibilità differenti tra maggioranza e opposizione. Un passo storico, dal punto di vista giuridico e politico.

Il cuore della legge è rappresentato dalle cosiddette DATS: documento che consente alla persona di esprimere la propria volontà in anticipo, in materia di trattamenti sanitari e scelte terapeutiche future, specie in caso di incapacità. Due i pdl sul tema: uno di iniziativa popolare, su proposta di Patricia Busignani, presidente dell’Associazione Emma Rossi, e l’altro di Rete, poi ritirato per confluire in un’unica proposta.

In Aula il PSD difende l’iniziativa: “La libertà di scelta della persona è inviolabile. Nessuno può decidere per altri”. Una legge che, per il partito, disciplina una materia complessa, per evitare di trattarla con incertezza in caso di malattia. Non si tratta di eutanasia, rimarca più volte la maggioranza. Per Libera, la norma avrà il merito di togliere alle famiglie “un senso di colpa ingiusto”. “Nessuno – sottolinea – dovrebbe essere costretto a ricevere trattamenti che non desidera”. La DC si sofferma sul lavoro di sintesi per arrivare al testo finale e ricorda l’importanza delle cure palliative: trattamenti, precisa, verso i quali il nostro sistema sanitario pone grande attenzione. Dal gennaio 2025 a giugno 2026, sul Titano sono state accompagnate nel fine vita 102 persone, per la stragrande maggioranza seguite in casa. “Non si può non tener conto del volere della persona, specie nel momento peggiore” afferma AR che ricorda il valore delle leggi di iniziativa popolare.

Rete, che ha contributo al percorso, invita comunque San Marino a “liberarsi dal provincialismo culturale” che porta il Paese ad arrivare dopo gli altri sui diritti civili. Ma non mancano le critiche, soprattutto da Domani Motus Liberi e RF. Fondamentale, per DML, aver chiarito che la legge non autorizza condotte finalizzate a provocare la morte della persona. “La tutela della vita – dichiara – per noi resta centrale”. Da Motus un monito: lo Stato dovrebbe sempre verificare che le dichiarazioni della persona non siano legate a periodi di depressione o altre difficoltà. Da RF la speranza che, in futuro, per temi così delicati il metodo di lavoro possa essere diverso. Tra gli aspetti non pienamente risolti: il modulo delle DATS che, per il partito, dovrà “garantire davvero le volontà dei cittadini”. Su sollecitazione delle minoranze, si è poi trovata la quadra per un emendamento, approvato, con lo scopo di evitare il pagamento di imposte ai cittadini che decidono di presentare le disposizioni di trattamento.

Approvata la legge, spiega il segretario alla Sanità, Massimo Andrea Ugolini, si darà subito avvio al confronto per adottare il decreto relativo proprio alle disposizioni di trattamento. Materia che prevede il coinvolgimento di rappresentanti dell’Istituto per la sicurezza sociale.

RTV