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Allarmi bomba, caos nei cieli. Coinvolti anche aerei da e per l’Italia

a.ve.

L’Europa sta affrontando una massiccia ondata di minacce coordinate e attacchi di guerra ibrida che stanno colpendo decine di voli commerciali in tutto il continente. Tra il 4 e il 6 novembre 2026, si è registrato il caos nei cieli europei con oltre 30 voli simultaneamente presi di mira da falsi allarmi bomba coordinati, costringendo molti aeromobili ad atterraggi d’emergenza o deviazioni, e richiedendo persino l’intervento di caccia militari per la scorta.

Questi eventi, uniti ad attacchi cyber paralleli ad altre infrastrutture critiche europee, configurano uno scenario da manuale di guerra ibrida. Di seguito, l’analisi strutturata di quanto accaduto.

La Dinamica delle Minacce.  L’attacco non è avvenuto violando i sistemi digitali di bordo degli aerei (come i piloti automatici), ma sfruttando vettori digitali per creare il panico a terra e in volo, anche per la diffusione di rivendicazioni di massa. Gli aeroporti e le compagnie aeree (tra cui Ryanair, Wizz Air, Aer Lingus ed easyJet) hanno ricevuto comunicazioni e-mail anonime simultanee che segnalavano la presenza di ordigni a bordo di specifici voli. Secondo fonti giornalistiche internazionali, una di queste mail conteneva la frase esplicita: “È solo l’inizio”.

L’ondata ha colpito aerei in mezza Europa: Italia, Francia, Repubblica Ceca, Portogallo, Bulgaria, Regno Unito, Irlanda e Polonia. Un forte impatto emozionale si è registrato sui cieli italiani: un volo Wizz Air da Praga a Roma è stato dirottato d’urgenza su Venezia. Nei giorni precedenti, due voli Ryanair diretti a Fiumicino da Lisbona e Dublino hanno attivato i protocolli di massima sicurezza, venendo scortati in volo da due caccia Eurofighter dell’Aeronautica Militare. Tutti i controlli su passeggeri, bagagli e velivoli effettuati dalle forze speciali della polizia hanno dato esito negativo: si è trattato di una massiccia operazione di “hoax” (falsi allarmi), progettata per testare i riflessi della sicurezza europea e paralizzare il traffico aereo.

La cornice di “guerra ibrida” è stata indicata perché gli analisti di sicurezza informatica e i governi europei hanno collegato questi allarmi bomba a una più ampia strategia di destabilizzazione cibernetica ed economica. Nello stesso lasso di tempo in cui i cieli venivano bloccati, l’Europa ha subito attacchi informatici a catene di supermercati e banche, che hanno mandato in tilt i sistemi di pagamento elettronici per esasperare la popolazione. E ancora: ransomware alle strutture sanitarie; sono state colpite banche del sangue e reti ospedaliere per rallentare i servizi di emergenza. Attacchi ai Media: in concomitanza con le minacce aeree, diverse testate giornalistiche e sedi televisive (in particolare in Irlanda) sono state evacuate per minacce coordinate.

Chi c’è dietro? Sebbene l’attribuzione ufficiale sia complessa nelle prime fasi, le agenzie di intelligence europee puntano il dito contro attori statali o gruppi di hacktivisti filogovernativi russi. Questa tattica punta a sovraccaricare le forze dell’ordine occidentali, prosciugare risorse economiche (il costo di un dirottamento o di un decollo di caccia militari è immenso) e generare un senso di vulnerabilità costante nei cittadini.