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Freezer a 50 gradi e tonnellate di cibo buttato, cyberattacchi ai supermercati di tutta Europa: «Dispositivi esposti perché da aggiornare»

Sembrerebbero collegati all’ondata di cyberattacchi di ieri in tutta Europa i casi di malfunzionamento di banchi frigorifero e freezer in alcuni supermercati e stabilimenti produttivi italiani: in quattro supermercati Coop in Sicilia, tre a Catania e uno a Palermo, e in due stabilimenti in Toscana ed Emilia-Romagna, sono andati in tilt proprio refrigeratori e congelatori, con migliaia di euro di danni. Sull’episodio indaga la polizia postale che cercherà di stabilire se ci sono collegamenti con le decine di incidenti simili occorse ieri in Belgio, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Svezia: che replicano l’attacco massiccio avvenuto in Francia tra l’11 e il 12 ottobre.

Il modus operandi è lo stesso. I meccanismi per lo sbrinamento di banchi frigo e freezer, che si impostano da remoto, sono stati regolati su temperature molto alte, fino a 50 gradi, guastando tonnellate di cibo. Come per l’attacco francese, non ci sono per ora né indagati né rivendicazioni. Diverse voci sui media europei ipotizzano però si tratti di «atti di guerra ibrida». Uno sviluppo che il commissario Ue alle politiche alimentari Cristophe Hansen ha definito «altamente preoccupante»: gli attacchi «sono un tentativo deliberato di interferire con la nostra logistica alimentare e di incrinare la fiducia dei consumatori».

In Italia, ieri, ci sono state dapprima due segnalazioni all’agenzia per la Cybersicurezza nazionale, che ha lanciato un’allerta: una notifica Nis ( network and information security, ndr ) d’incidente da parte di un’azienda toscana di ristorazione collettiva, e anche il rilievo di un attacco ai danni di un’impresa emiliana della produzione di surgelati.
«L’agenzia raccomanda» recita una nota che riporta direttamente alla presidenza del Consiglio dei ministri, «di procedere con la massima urgenza alla verifica dell’eventuale esposizione dei sistemi di controllo e teleassistenza» e in un bollettino indica «Misure urgenti di verifica e mitigazione per operatori della distribuzione alimentare e della filiera del freddo». E oggi, a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha convocato i direttori dell’Agenzia per la cybersicurezza e delle agenzie di intelligence per fare il punto.

Nel corso della giornata di ieri è infatti emerso che anche in altri punti vendita Coop in Italia, almeno tre a Catania e uno a Palermo, si erano verificati attacchi ai sistemi di refrigerazione dei banchi alimentari: anche in Sicilia l’attacco — simultaneo — è consistito nella modifica della temperatura, che ha surriscaldato i banchi e guastato gli alimenti.
«Abbiamo avuto la conferma che si tratta di un attacco hacker in almeno quattro supermercati Coop in Sicilia» ha spiegato ieri il gruppo Radenza, che gestisce supermercati del marchio della grande distribuzione nell’isola.

Tutto è cominciato in Francia, dove a ottobre frigoriferi e freezer di circa 700 supermercati erano stati regolati da remoto, da attori ignoti, che ne avevano modificato due parametri: la temperatura dello sbrinamento e la durata del ciclo, prolungata da un’ora a otto. Questo ha ritardato gli allarmi. In alcuni supermercati il calore aveva fatto scattare gli impianti antincendio. I prodotti freschi e surgelati erano stati eliminati per ragioni sanitarie. I pirati avevano scelto impianti prodotti dalla società danese Danfoss: molti erano vecchi, molti non avevano installato gli aggiornamenti di sicurezza, e l’azienda produttrice aveva già avvisato nel 2025 di diverse vulnerabilità.

Una criticità simile la rileva l’autorità svedese per la cybersicurezza, che all’agenzia Reuters ha parlato di «dispositivi esposti perché bisognosi di aggiornamenti». E dal Belgio, dove decine di piccoli punti vendita sono state coinvolte, viene l’azienda produttrice di molti dei banchi attaccati, Sabcobel. Il Ceo ha detto ieri che molti impianti necessitavano «di modifiche fisiche, non solo aggiornamenti».

Non sarebbe però questo il caso degli impianti danneggiati in Sicilia, che il direttore generale Spadaro ha definito «particolarmente avanzati».

corriere.it