San Marino. Inaugurato il progetto: “I mai visti del Museo di Stato” con quattro acquisizioni pittoriche del Seicento
C’è tanta curiosità negli occhi del pubblico che riempie la sala del Museo di Stato dove si stanno presentando opere mai viste. Ma c’è anche tantissimo orgoglio per un patrimonio artistico e culturale di assoluto valore, accresciuto grazie all’acquisizione della collezione Fondazione San Marino Cassa di Risparmio – SUMS e che ora sarà visibile al pubblico.
“I mai visti del Museo di Stato” è diventato quindi il progetto degli Istituti Culturali per indagare opere poco conosciute, coglierne i significati più profondi e renderne la fruizione più completa possibile. È in qualche modo il recupero della filosofia, dell’etica e della visione del mondo di un’epoca che riemerge attraverso le forme figurative di artisti meno noti, ma tutti più o meno provenienti dalla bottega di Guido Reni.
L’iniziativa è tanto complessa quanto affascinante per il Museo di Stato e i suoi operatori, che si sono avvalsi dell’esperienza di Roberta Aliventi, storica dell’arte e curatrice, nota per i suoi studi sui disegni antichi e la sua attività espositiva.
L’operazione consta di 15 opere (delle 20 acquisite) che saranno presentate nel corso di quattro eventi, due al mese, di cui il primo è stato celebrato sabato 31 ottobre. Spiegati e mostrati al pubblico quattro dipinti della seconda metà del XVII secolo. Le tele sono state riunite sotto il titolo: “L’età degli Dei: racconti dal mondo antico”. Raffigurano episodi della tradizione mitologica secondo una raffinata stratificazione culturale. Il richiamo a celebri opere di Omero e di Virgilio si intreccia con la rielaborazione di modelli desunti dalla scultura antica. dalla pittura cinquecentesca e dal repertorio narrativo dei primi del Seicento.
“È una selezione di quattro opere – spiega Aliventi – una mostra molto raccolta, che ci racconta però un genere diffusissimo a partire dal Quattrocento, qual è la mitologia. I soggetti mitologici conoscono, dal Quattrocento fino al Seicentoe anche oltre, una fortuna immensa e queste quattro opere ci permettono di capire, nella seconda metà del Seicento in ambito soprattutto bolognese ma anche romano, come venivano declinati alcuni generi. C’è anche l’interesse per un nuovo genere iconografico, quello della ghirlanda di frutta o di fiori. È una novità che si afferma proprio in quegli anni. Oppure dei dipinti che si collocano in una scia iconografica che affonda le proprie radici già dall’antichità e che ci parla ad esempio del Trionfo di Bacco, di Sileno; quindi, sono delle modalità anche molto interessanti per capire come evolve il tema”.
L’operazione avviata dai Musei di Stato accoglie una delle principali sfide della museologia contemporanea, ovvero individuare le strategie più opportune non solo per la conservazione delle opere custodite nei depositi, ma anche per la loro fruizione attraverso chiavi di lettura improntate a ricostruirne la storia e le diverse fasi di sviluppo. A tal scopo, è prevista la creazione di una pagina web interamente dedicata alle opere “mai viste” che, per la prima volta, aprirà ad una platea internazionale la visione del patrimonio artistico sammarinese. Per il Museo di Stato sarà l’occasione di presentarsi come centro di produzione e diffusione della conoscenza con un’offerta condivisa e promotrice di crescita.
Il 14 novembre il percorso proseguirà con l’incontro dedicato a Simone Cantarini e a un volto “bellissimo pieno di grazia”. Seguiranno: il 28 novembre, “Le figure della fede tra eroismo, devozione ed estasi” e infine, il 12 dicembre, “L’incanto del quotidiano”.




