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San Marino, Domani Motus Liberi sul caso Pelliccioni: “Gli impegni liberamente assunti non possano essere considerati irrilevanti”

Una richiesta di risarcimento fino a 50mila euro, sulla quale dovrà pronunciarsi il Tribunale, e una lettera all’Ufficio di Presidenza contro l’eventuale utilizzo di fondi pubblici per le spese della difesa. Sono i due punti al centro del comunicato con cui Domani Motus Liberi interviene sulla controversia civile avviata nei confronti di Michela Pelliccioni, uscita dal gruppo consiliare nel luglio 2025.

Il partito lega l’azione al presunto mancato rispetto della disposizione statutaria che chiede agli aderenti di dimettersi dalle cariche assunte quando lasciano la formazione politica. Una regola che, secondo quanto sostiene Domani Motus Liberi, la stessa Pelliccioni aveva contribuito a inserire nello Statuto, prima di ricandidarsi con il simbolo del partito nel 2024.

“Come DOMANI – Motus Liberi non contestiamo il diritto di dissentire, cambiare idea o lasciare un Partito. Contestiamo il fatto che gli impegni liberamente assunti non possano essere considerati irrilevanti in quanto figura politica”, si legge nel comunicato.

La richiesta economica non corrisponde a un risarcimento già riconosciuto. È lo stesso partito a precisarlo: “È questo il fondamento della controversia civile che abbiamo avviato: una domanda di risarcimento per i danni che il Partito ha subito in conseguenza del mancato rispetto del nostro Statuto”. E aggiunge: “Spetterà infatti esclusivamente al Tribunale certificare e quantificare l’eventuale danno”.

Nella propria ricostruzione, Domani Motus Liberi torna al 16 luglio 2025, quando Pelliccioni comunicò alla Reggenza e a RTV il distacco dal gruppo consiliare, dichiarandosi consigliera indipendente. Il partito sostiene che la decisione arrivò senza una preventiva comunicazione e senza che fossero state manifestate divergenze al suo interno.

Quanto alle motivazioni politiche dell’uscita, la nota affronta la posizione sull’Accordo di associazione con l’Unione europea. “Una divergenza politica sarebbe certamente legittima, se ci fosse, ma la nostra posizione non può essere ridotta ad una contrarietà all’Europa usata come scusa per giustificare un atto gestito senza il minimo rispetto”, afferma il partito.

A sostegno della propria lettura, Domani Motus Liberi richiama l’ordine del giorno presentato e sostenuto nella stessa giornata del distacco: “Il Partito, lo stesso giorno delle sue dimissioni, ha presentato e sostenuto infatti un Ordine del Giorno favorevole all’integrazione Europea chiedendo giustamente analisi, dati, documenti e coinvolgimento dei cittadini”. Una linea che la formazione politica definisce storica, risalente al 2018 e condivisa anche da Pelliccioni.

L’altro fronte riguarda le spese legali. Domani Motus Liberi riferisce di aver scritto all’Ufficio di Presidenza, al quale, secondo il comunicato, Pelliccioni si è rivolta per chiedere la copertura dei costi della propria difesa. Il partito esprime contrarietà all’eventuale impiego di risorse pubbliche nella controversia con l’ex aderente.

“Riteniamo che le spese legali connesse a una vicenda di natura personale e politica, derivante dal mancato rispetto degli impegni statutari liberamente assunti, non debbano essere trasferite sulle istituzioni e, di conseguenza, sui cittadini”, sostiene la nota. “Chiediamo pertanto che non venga riconosciuta alcuna copertura economica a carico della collettività in assenza di presupposti giuridici chiari, verificabili e applicabili con gli stessi criteri a tutti”.