San Marino. DML sulla scuola: occorre trasparenza sui corsi per i precari e vanno tutelati sia i docenti, sia gli studenti
La formazione degli insegnanti è un pilastro irrinunciabile di una scuola di qualità. Essa, però, non può e non deve trasformarsi in un ulteriore peso scaricato sulle spalle dei docenti, tanto meno se a pagarne il prezzo è proprio il personale non di ruolo e, indirettamente, gli alunni più in difficoltà. Da questa convinzione nasce l’interrogazione depositata nei giorni scorsi da DOMANI – Motus Liberi sul percorso formativo destinato agli insegnanti precari, affinché si faccia piena chiarezza sui costi, sul valore ai fini delle graduatorie e sulle possibili conseguenze per l’organizzazione scolastica.
Secondo le segnalazioni che abbiamo ricevuto, il corso coinvolgerebbe circa un centinaio di insegnanti e potrebbe prevedere un costo di circa 3.000 euro per partecipante. Sono elementi sui quali chiediamo al Congresso di Stato risposte puntuali e documentate. Occorre innanzitutto chiarire se la partecipazione sia obbligatoria oppure se l’eventuale attribuzione di punteggio la renda, nei fatti, una scelta difficilmente rinunciabile per chi vuole mantenere la propria posizione in graduatoria. Siamo infatti convinti che chi sta vivendo una condizione di precarietà non possa essere considerato una risorsa sulla quale scaricare ulteriori oneri economici e organizzativi. E se chiedere ai docenti di investire nella propria preparazione è assolutamente legittimo, riteniamo al contempo doveroso assicurare che tale investimento sia sostenibile, abbia un’effettiva utilità e riconosca quanto già acquisito attraverso gli studi e l’esperienza. Per questo, chiediamo anche di verificare eventuali sovrapposizioni con precedenti percorsi universitari e formativi.
Un secondo punto critico riguarda il calendario scolastico. Infatti, stando a quanto segnalato, alcune lezioni coinciderebbero con l’orario di servizio, in particolare nelle fasce pomeridiane del lunedì e del venerdì, rendendo necessaria una riorganizzazione delle attività didattiche. Se confermata, questa situazione richiederebbe particolare attenzione ai potenziali effetti sulla continuità del sostegno agli alunni con disabilità e sullo svolgimento dell’educazione motoria. Per gli alunni che necessitano di un supporto costante, la continuità della presenza dell’insegnante è una condizione essenziale per partecipare pienamente alla vita scolastica: in nessun modo può essere compromessa.
Con questa interrogazione chiediamo risposte certe, ma soprattutto massima trasparenza su chi ha istituito il corso, sul fondamento normativo, sui criteri di attribuzione del punteggio, sul costo complessivo e sui soggetti destinatari delle somme versate. Il rispetto per il lavoro dei nostri docenti passa anche da scelte organizzative che non li costringano a scegliere tra formazione e didattica. La dignità della professione si tutela con scelte concrete: riconoscendone il lavoro, valorizzandone le competenze e garantendo condizioni sostenibili per la loro crescita professionale. Solo con questa gestione virtuosa potremo costruire un ambiente scolastico a misura di insegnante e, di conseguenza, ampliare il novero delle ricadute positive sugli alunni.
DOMANI – Motus Liberi


