San Marino, accordo Ue, sicurezza di Rallylegend e Giochi del Titano al centro del confronto politico (report della Commissione di lunedì 12 ottobre 2026)
Le procedure per recepire le norme europee, la preparazione della pubblica amministrazione, la sicurezza di Rallylegend e i controlli antiriciclaggio alla Giochi del Titano. Sono i temi affrontati lunedì 12 ottobre dalle commissioni congiunte Affari Interni ed Esteri di San Marino, a una settimana dalla firma dell’accordo di associazione con l’Unione Europea, prevista per il 19 ottobre. Il governo ha illustrato una proposta per organizzare il lavoro legislativo, mentre dai consiglieri sono arrivate richieste di dati, scadenze e garanzie sul ruolo del Consiglio Grande e Generale.
Il segretario di Stato Andrea Belluzzi ha riferito sulla ricognizione svolta con i dipartimenti per valutare l’impatto dell’accordo sugli uffici. “Sono emersi uffici sui quali l’impatto non è particolarmente rilevante e uffici che riescono a sostenere l’agenda senza ulteriori risorse. In alcune aree servono invece risorse aggiuntive o competenze diverse da quelle presenti nell’attuale organizzazione”. Tra gli interventi indicati figura la trasformazione della statistica in un ente autonomo e indipendente, necessario per lo scambio di dati con l’Ue. Belluzzi ha richiamato anche il settore degli appalti e la formazione del personale: “La formazione deve riguardare anche il personale oltre alla fascia dei dirigenti. Dovremo investire in spazi di formazione per tutti, articolati per aree, per cominciare a condividere anche un approccio diverso”.
Il segretario di Stato Luca Beccari ha presentato una proposta di legge qualificata che punta a distribuire il carico del recepimento delle norme europee. Al centro c’è una legge annuale di recepimento, chiamata a programmare gli interventi e risolvere i conflitti tra disposizioni. “Il Consiglio decide cosa delegare al governo attraverso lo strumento del decreto”, ha precisato. Per le materie più delicate, invece, il percorso indicato è quello della legge ordinaria: “Quando ci sono elementi di innovazione importanti per il nostro ordinamento su discipline sensibili, riteniamo necessario uno strumento legislativo che consenta di affrontarli con tutti gli strumenti del caso”. La bozza resta aperta al confronto: “È una proposta, non un testo che vi ritroverete in prima lettura nel prossimo Consiglio. L’obiettivo è presentarvela e discuterla”.
Le principali contestazioni hanno riguardato l’articolo 5, che prevede l’esame dei decreti di recepimento in sede redigente nelle commissioni, e la possibilità del Consiglio di intervenire sui testi. Matteo Zeppa (Rete) ha chiesto chi debba assegnare i provvedimenti alle commissioni e ha criticato la mancanza di informazioni sull’organizzazione amministrativa: “Mi aspettavo molto di più: dati, date, informazioni sull’impatto sulla pubblica amministrazione. Invece non è stato detto niente”. Filippo Tamagnini (PDCS) ha posto il tema del pieno esercizio della funzione legislativa: “È sufficiente la ratifica del Consiglio per riappropriarsi di questo potere legislativo oppure anche l’esame del decreto e dei relativi emendamenti fa parte di questa riappropriazione?”.
La necessità di rendere più rapide le procedure senza ridurre il ruolo parlamentare è emersa anche negli interventi di Giuseppe Maria Morganti (Libera) e Giulia Muratori (Libera). Quest’ultima ha chiesto di distinguere gli interventi annunciati da quelli già realizzati: “Alla vigilia della firma dobbiamo distinguere ciò che è stato programmato da ciò che è stato effettivamente realizzato”. Lorenzo Bugli (PDCS) ha insistito sul coordinamento tra governo, commissioni e Consiglio, mentre Francesco Mussoni (PDCS) ha sostenuto la necessità di dare ordine e certezza alla normativa, pur chiedendo un approfondimento dell’articolo 5.
Antonella Mularoni (RF) ha sollecitato la consegna del quadro delle norme da recepire e dei progetti già predisposti: “Non abbiamo preclusioni di principio sulle modalità di recepimento dell’acquis comunitario, ma prima dobbiamo intenderci sui contenuti”. Ha proposto inoltre un funzionario dedicato a ciascun gruppo consiliare per l’esame preventivo delle disposizioni. Nicola Renzi (RF) ha denunciato ritardi su residenze e appalti, chiedendo di chiarire anche gli effetti delle nuove regole su imprese, lavoro e accesso alla pubblica amministrazione. Carlotta Andruccioli (D-ML) ha domandato un cronoprogramma con responsabilità, priorità e scadenze, interrogandosi sulla possibilità di rispettare marzo 2027.
Le richieste di informazioni hanno riguardato anche le professionalità mancanti, la formazione linguistica e il funzionamento degli uffici. Maria Luisa Berti (AR) ha osservato: “Ancora oggi abbiamo uffici che non comunicano tra loro e questo non può essere un elemento positivo del servizio della pubblica amministrazione”. Enrico Carattoni (RF) ha distinto il primo recepimento, più consistente, dagli aggiornamenti successivi, mentre Maria Katia Savoretti (RF) ha chiesto risposte sulla riorganizzazione amministrativa e modifiche agli articoli 4 e 5 della bozza.
A sostegno della programmazione annuale sono intervenuti Ilaria Baciocchi (PSD), Matteo Rossi (PSD) e Marco Mularoni (PDCS). Rossi ha richiamato la mole di lavoro che attende le istituzioni: “Recepire tanti decreti, leggi e norme nei modi richiesti comporterà un impegno gravosissimo per le istituzioni. La filosofia alla base del progetto è proprio questa: far collimare un’esigenza con una realtà. Non mi scandalizza quindi che un decreto possa seguire un iter più rapido e passare in commissione”. Gemma Cesarini (Libera) ha chiesto formazione continua e coinvolgimento delle parti sociali; Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) ha sollecitato aggiornamenti sulla piattaforma informativa, sui referenti dipartimentali e sull’unità di supporto a imprese e cittadini.
Nelle repliche, Belluzzi ha indicato una stima iniziale di circa quaranta unità di personale aggiuntivo, precisando che le funzioni dei referenti sono già affidate ai dieci direttori di dipartimento. Ha proposto una seduta dedicata agli aspetti organizzativi con la Direzione della Funzione pubblica. Beccari ha ribadito: “Sgomberiamo il campo da un equivoco: non c’è l’idea di togliere qualcosa al Consiglio. Lo spirito della legge omnibus è proprio che il Consiglio decida cosa semplificare e cosa no”. Ha quindi proposto un gruppo di lavoro tra maggioranza e opposizione, lasciando aperta la modifica dell’articolo 5. La prima legge annuale di recepimento è prevista entro giugno 2027; nel frattempo saranno utilizzati gli strumenti normativi già disponibili.
Concluso il confronto sull’accordo europeo, le comunicazioni si sono concentrate sulla sicurezza di Rallylegend e sull’inchiesta sulla Giochi del Titano. Andruccioli ha riconosciuto il valore economico della manifestazione, chiedendo però un bilancio dei controlli e maggiore tutela dei residenti: “L’importanza di un evento non può giustificare la tolleranza verso comportamenti che in qualsiasi altro momento sarebbero inaccettabili”. Renzi ha richiamato la distinzione tra competizione e comportamenti sulle strade: “Il rally lo fanno i partecipanti al rally, non tutti sulle strade della Repubblica per quei tre giorni”.
Belluzzi ha espresso vicinanza alle persone coinvolte negli incidenti e presentato un primo bilancio operativo: 136 gendarmi per 1.050 ore di lavoro, 46 sanzioni amministrative della Polizia civile, due sequestri alimentari, sei carte di circolazione ritirate e quattro giovani stranieri denunciati e allontanati. Ha ricordato i due investimenti a Fiorentino e Fiorina, distinguendoli dagli eventi sulle prove speciali: “Non ci sono stati incidenti durante le prove speciali e, per la prima volta, nessuna prova speciale è stata sospesa in questo Rallylegend”. È previsto un confronto con organizzatori e forze dell’ordine; novembre è stato indicato come possibile momento per un riferimento in commissione. Sul decreto adottato per la manifestazione, Belluzzi ha aggiunto: “Siamo ben consapevoli di alcune sue lacune e non ci nascondiamo dietro un dito”.
Antonella Mularoni ha chiesto una valutazione del rapporto tra benefici economici e costi pubblici dell’evento. Baciocchi ha difeso le restrizioni introdotte: “Il punto non è scegliere fra Rallylegend e sicurezza, ma riuscire a mantenere Rallylegend a San Marino garantendo la sicurezza e il rispetto di chi ci vive tutto l’anno”. Rossi ha sostenuto la necessità di un confronto tra istituzioni e organizzatori che tenga insieme sicurezza, ricadute economiche e tutela dei residenti, criticando l’ipotesi di trasferire la manifestazione come risposta alle misure dello Stato.
Sulla Giochi del Titano, le opposizioni hanno chiesto chiarimenti sulle iniziative del governo e sull’efficacia dei controlli. “Prudenza e garantismo, però, non possono essere confusi con il silenzio”, ha affermato Andruccioli. Antonella Mularoni ha insistito: “Dobbiamo essere certi che i presidi non esistano soltanto sulla carta, ma funzionino davvero”. Emanuele Santi (Rete) ha sollecitato un riferimento completo, ricordando che “È un’azienda interamente pubblica che dà lavoro a un centinaio di persone, quindi sono coinvolte cento famiglie”. Beccari ha confermato il mandato per una verifica approfondita dei controlli antiriciclaggio e delle procedure interne: “Non ci basta sentirci dire che va tutto bene o che è accaduto qualcosa di imprevisto nonostante la bontà dei controlli”.
Tra gli altri argomenti, Renzi è intervenuto sull’accordo per il reclutamento degli insegnanti, suggerendo di rafforzare tirocini e valutazione degli aspiranti docenti. Antonella Mularoni ha proposto di valutare un nuovo grande cimitero e incentivi alla cremazione, salvaguardando la libertà di scelta. Bugli ha infine riferito sulla partecipazione all’assemblea dell’Unione interparlamentare ad Arusha, dal 5 al 10 ottobre, e sull’elezione di Milton Dick alla presidenza dell’organizzazione, proponendo occasioni per rafforzare i rapporti con San Marino.


