San Marino. “Ri-belli” la mostra fotografica di Elisa Giorgetti dedicata alle donne che sono ri-nate dopo la malattia
di Angela Venturini
Le rughe più belle del mondo. E dentro le rughe occhi che rivelano il profondo dell’anima. Elisa Giorgetti usa il duplice linguaggio del bianco e nero e del colore per questa seconda edizione di “Ri-belli”, una mostra fotografica dedicata alle donne che hanno attraversato il Calvario del cancro. Anzi in questo caso, lo sguardo si allarga: sedici donne e un uomo. Una presenza che porta l’attenzione su un aspetto ancora poco conosciuto: anche gli uomini possono ammalarsi di tumore alla mammella.
Non è un caso che questo progetto fotografico sia stato inaugurato all’inizio del mese di ottobre, più precisamente dell’ottobre rosa, proprio per parlare di una patologia che un tempo era una sentenza inappellabile e che ora, grazie alla prevenzione e alle cure, si può guarire. E non è un caso che, al taglio del nastro, ci fosse una folla incredibile di donne, di amiche, di parenti, di colleghe, e anche di perfette sconosciute, che sicuramente sanno cos’è il dolore, la paura, la speranza. Chi ha attraversato la soglia della sofferenza, ha un altro approccio con il mondo e con gli altri, una nuova capacità di ascolto, di comprensione, di empatia.
Non è un caso che Elisa abbia scelto questi due linguaggi espressivi così diversi. Il bianco e nero accompagna lo spettatore in una dimensione intima e silenziosa, dove la vulnerabilità appare senza filtri, dove non ci sono distrazioni e tutto punta sulla forza degli sguardi. La scala di grigi trasforma i segni fisici e le cicatrici in linee di un alfabeto antico, che parlano di coraggio e resistenza.
Accanto, l’esplosione del colore; la trasgressione nei capelli, negli abiti, negli oggetti dentro e fuori dalla fotografia; la provocazione di pose espanse, aperte orgogliose. Una sfida fine a se stessa, quasi un atto di profonda ribellione contro lo stereotipo della malattia, che ridisegna una femminilità che non si spegne.
Donna Luna Nera. Donna Luna Piena. Una dicotomia archetipica potente, perfetta per strutturare le due anime della mostra (il colore e il bianco e nero), legando la trasgressione dell’immagine ai cicli della natura e della psiche femminile.
E poi questo titolo: “Ri-Belli” dove la parola ribellione è la reazione interiore a qualcosa che è capitato ingiustamente; ma è anche una parola composta dove la bellezza ri-nasce, si ri-prende i suoi spazi, si ri-nnova, meglio di prima perché ha il sapore della ri-conquista.
Veramente molto brava Elisa Giorgetti che con la sua macchina fotografica sa raccontare la storia di tante donne, rimaste invisibili dentro la freddezza di una diagnosi clinica e poi, quasi per magia, ne coglie il nuovo ri-sveglio, ne ri-definisce il concetto di bellezza slegandolo dai canoni estetici tradizionali per ancorarlo alla dignità e alla forza interiore.
Una mostra assolutamente da vedere, fino al 31 ottobre, a Palazzo Graziani, San Marino Città




