San Marino. Pasquale Valentini: il compito dei docenti ha bisogno oggi di attenzione e di rispetto, non di denigrazione
L’ambito scolastico è stato quello che ha caratterizzato buona parte della mia vita. Con piena soddisfazione sono stato studente, insegnante, preside e Segretario di Stato all’Istruzione. Ho seguito l’evoluzione del sistema scolastico sammarinese dagli anni ’70 fino al 2016, quando sono andato in pensione. Per questo sono rimasto molto sorpreso e profondamente amareggiato quando ho letto in questi giorni i commenti, pieni di minacce e di inaccettabili denigrazioni, comparsi sui social e sulla stampa riguardo ai docenti di Scuola Media per aver deciso di far partecipare alla manifestazione di SportInFiera, durante l’orario scolastico, solo i ragazzi delle classi prime.
Dunque, i docenti del Collegio della Scuola Media per aver valutato, alla luce delle esperienze precedenti, di limitare alle prime classi la partecipazione alla manifestazione sopra citata, in ragione di una miglior fruibilità dell’evento e di un maggior coinvolgimento dei ragazzi, si sono meritati – per non riferir di peggio – l’epiteto di “professoroni arroccati nella difesa corporativa” capaci solo di trasmettere alle giovani generazioni “che la rigidità burocratica vale più del benessere fisico” e tutto questo è stato definito “pigrizia organizzativa travestita da principio pedagogico”.
Nei commenti, invece, non c’era nessuno sforzo che fosse teso a cogliere le motivazioni che questo atteggiamento dei docenti voleva doverosamente rappresentare: la tutela dei ragazzi loro affidati rispetto ai quali sono responsabili di tutte le attività didattiche e formative proposte. In questo sta il senso dell’autonomia a cui i docenti hanno fatto riferimento e che, nel rispetto delle norme e dei regolamenti, nessun potere dovrebbe permettersi di violare.
La Legge n.21/1998, Norme generali sull’istruzione, all’art. 1 recita: “L’educazione della persona rappresenta un bene e una priorità fondamentale per la Repubblica e per lo sviluppo morale, civile ed economico del Paese. Il sistema di istruzione e di formazione, la famiglia e gli altri soggetti sociali con valenza formativa, collaborando secondo il principio di sussidiarietà e nel rispetto dell’autonomia di ciascun ambito e dei doveri propri di ciascuna istituzione, tutelano e promuovono la crescita della persona e lo sviluppo delle sue capacità e attitudini, per un inserimento attivo e responsabile nella società.”
Ben vengano, dunque, da parte dei responsabili di competenza dei vari settori della società (cultura, sport, sanità, mondo economico) accordi per favorire iniziative di collaborazione con la scuola, ma nel rispetto di questi principi di sussidiarietà e di autonomia verso i quali i docenti per primi si sentono impegnati e, in questo impegno, non dovrebbero essere lasciati soli. Tutto ciò assume poi una importanza ancora maggiore in uno Stato le cui dimensioni non consentono nemmeno quella diversificazione che può essere offerta dalla presenza di una pluralità di istituti scolastici.
Pasquale Valentini


