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San Marino. Sessione straordinaria per l’esame do naturalizzazione. Ma i candidati lamentano la difficoltà delle domande

Esame per la naturalizzazione, capitolo due: non senza polemiche. Molti partecipanti puntano il dito su domande definite “troppo difficili”; “concetti a cui nemmeno un sammarinese saprebbe rispondere”. I commenti sono tranchant. E forse, non a tutti torti.

Ecco alcuni esempi: in che anno è stato introdotto l’articolo 3-bis nella dichiarazione dei diritti e dei principi fondamentali; quando il Sindacato della Reggenza è passato dal Consiglio al Collegio garante della costituzionalità delle norme.  Domande come queste, insieme a quelle sulle istituzioni e sul Consgilio Grande e Generale, metterebbero in difficoltà la maggior parte dei sammarinesi d’origine.  Si si facesse un piccolo test in giro, in pochi saprebbero dire i nomi dei Capitani Reggenti in carica. Sono state giudicate più semplici le domande di storia.

Il Presidente della Commissione Stefano Palmucci assicura però che tutto il materiale è nelle dispense consegnate agli esaminandi. Ma soprattutto tiene a precisare che la prova non ha solo un valore nozionistico:

“È un momento identitario, comunque per chi vuole approcciarsi alla cittadinanza sanmarinese è giusto che conosca la storia di questo Paese, conosca le istituzioni per grandi linee, è un messaggio di cittadinanza, di cittadinanza partecipata e attiva”.

In ogni caso, molti all’uscita hanno confidato che si sono affidati alla speranza di avercela fatta.

Questa di fine settembre è stata una sessione straordinaria, a fronte delle ben 180 domande di iscrizione all’esame.

La prossima prova a novembre. Ricordiamo che l’esame consiste in una prova a risposta multipla (15 domande) sulle istituzioni e la storia della Repubblica. Si supera rispondendo correttamente ad almeno due terzi dei quesiti (10 risposte esatte). L’esito viene comunicato tramite l’applicativo istituzionale IOL e ha validità permanente.