Politica

San Marino. Comunità e Territorio chiede chiarezza sul COT e il suo depotenziamento prima del picco influenzale

Comunità e Territorio San Marino segue con attenzione l’evoluzione del Centro Operativo Territoriale (COT), il servizio istituito nel maggio 2022 per gestire il primo contatto telefonico tra i cittadini e i Centri per la Salute.

Il percorso del COT non è stato lineare. Nei primi mesi il servizio ha incontrato difficoltà operative, segnalate anche dalle organizzazioni sindacali. Nel corso del 2023, tuttavia, i dati diffusi dall’ISS indicavano un miglioramento sostanziale: la risposta alla prima chiamata era passata dal 20% iniziale al 48%, con l’87,5% delle richieste gestite complessivamente. Nello stesso anno il servizio è stato riorganizzato, con l’inserimento del personale infermieristico direttamente nei Centri per la Salute di Serravalle, Borgo Maggiore e Murata, mantenendo come principio cardine la presenza di personale infermieristico qualificato nella gestione del primo contatto.

Sulla base di segnalazioni raccolte da chi opera nel settore, CTSM rileva un cambiamento nelle modalità di gestione del servizio: l’inserimento di personale privo di qualifica infermieristica in ruoli che, per natura e per responsabilità clinica, richiedono tale qualifica. Si tratta di un elemento che, se confermato, incide sulla qualità del triage e sulla capacità del servizio di orientare correttamente il cittadino. Il tema si colloca in un contesto già segnato da elementi di instabilità nel comparto sanitario: il cambio alla guida della Segreteria di Stato per la Sanità, avvenuto a fine luglio, e le criticità relative a liste d’attesa e carenza di personale, portate all’attenzione della Commissione Sanità nelle scorse settimane dalle forze politiche tutte.

In tale quadro, un indebolimento del servizio di primo filtro rappresenta un fattore di rischio aggiuntivo per un sistema sanitario già sotto pressione. Comprendiamo il meccanismo di rivalutazione della spesa, ma non crediamo che il settore sanitario possa rientrare in una mera valutazione economica, non di certo il servizio di primo ascolto del cittadino quale il COT. CTSM ritiene che il proseguimento di questa tendenza esponga il servizio a un concreto rischio di ridimensionamento, con la conseguenza di riportare l’accesso alle cure territoriali a un modello superato da anni: la richiesta diretta al medico di base, priva di un filtro infermieristico strutturato con le note conseguenze di attese telefoniche infinite, ed a volte difficilmente sostenibili per l’utente.

A ciò si aggiunge un fattore temporale determinante: il picco stagionale delle sindromi influenzali, atteso storicamente a partire dalla metà di novembre, con un impatto significativo anche in ambito pediatrico. Un servizio indebolito in coincidenza con questo periodo comporterebbe un aumento del rischio per l’utenza, in particolare per le famiglie con bambini, per i più anziani e le persone fragili, nel momento di massima richiesta. CTSM chiede alla Segreteria di Stato per la Sanità e all’Istituto per la Sicurezza Sociale di fornire un quadro chiaro e verificabile sull’attuale composizione del personale assegnato al COT, e di garantire che il servizio giunga al picco influenzale di novembre pienamente operativo, con personale infermieristico qualificato in numero adeguato alla domanda prevista.

Comunità e Territorio San Marino – Gruppo Civico