Politica

San Marino. Comunità e Territorio interviene su odio online e tutela dei minori sui social: “Le proposte ci sono, le risposte no”

Negli ultimi anni a San Marino sono arrivate diverse richieste, dai cittadini e dal Consiglio stesso, per proteggere online soprattutto i più giovani. Quello che manca, quasi sempre, è il passo successivo: trasformare quelle richieste in regole vere.

Nel 2018 il Consiglio Grande e Generale aveva approvato un Ordine del Giorno per contrastare l’odio e il razzismo sui social network e per rafforzare la sicurezza sul territorio, dopo un episodio di violenza che aveva colpito l’opinione pubblica. Erano impegni chiari: individuare strumenti contro l’incitamento all’odio online, aumentare il monitoraggio, sostenere iniziative di rispetto e convivenza.

Nel 2023 alcuni docenti della Scuola Media avevano presentato un’Istanza d’Arengo per regolare l’uso di smartphone e social network da parte dei minori, elencando rischi concreti: dipendenza, adescamento, cyberbullismo, isolamento. Il Consiglio l’aveva approvata a gennaio 2024 con una maggioranza larghissima, dando al Congresso di Stato sei mesi di tempo per portare in Commissione i provvedimenti da adottare. Quei sei mesi sono diventati undici: il riferimento è arrivato solo a dicembre 2024, e quando è arrivato conteneva soprattutto campagne di sensibilizzazione già in corso e un divieto amministrativo dello smartphone a scuola. Della legge vera e propria, lo stesso Segretario di Stato ha detto che non esiste ancora una bozza.

Un anno dopo, ad aprile 2025, alcuni cittadini hanno provato a essere più concreti: hanno chiesto di inserire nel piano di studi delle elementari e delle medie ore di lezione dedicate a capire e gestire i social media, con personale specializzato. A giugno 2025 il Consiglio ha respinto la proposta, con 26 voti contrari e appena 3 favorevoli. Messi in fila, questi fatti raccontano una linea che si ripete: il problema viene riconosciuto, a volte finisce persino in un voto d’Aula, e poi non si arriva a un risultato concreto.

CTSM chiede che la proposta bocciata sulle ore di educazione ai social venga ripresa e discussa di nuovo, magari con le correzioni che il Consiglio ritiene necessarie, invece di restare archiviata. E chiede che si dica pubblicamente e con chiarezza a che punto sia oggi il percorso legislativo promesso per l’istanza sui minori: se esiste una bozza di legge, quando arriverà in Aula, chi la sta seguendo.

Comunità e Territorio San Marino – Gruppo Civico