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Giornata dell’alfabetizzazione, Lonfernini: «Leggere il mondo è la vera sfida per i giovani»

Imparare a leggere e scrivere non basta più. La sfida è mettere i giovani nelle condizioni di capire ciò che hanno davanti, distinguere realtà e finzione e sviluppare un pensiero autonomo. È su questo concetto che il Segretario di Stato all’Istruzione e Cultura Teodoro Lonfernini concentra il proprio messaggio per la Giornata mondiale dell’alfabetizzazione, che l’8 settembre celebra i sessant’anni dalla sua istituzione.

Una ricorrenza che quest’anno mette al centro un gesto quotidiano: leggere ad alta voce ai bambini fin dai primi anni di vita. Per Lonfernini non si tratta soltanto di avvicinare i più piccoli ai libri. “Ascoltare le voci d’amore di mamma e papà, dei nonni e degli zii, degli educatori rappresenta per i nostri piccoli un’esperienza fondamentale. Non si tratta soltanto di un momento di affetto, ma del primo, insostituibile tassello per costruire quell’empatia profonda che farà da bussola etica ed emotiva per gli adulti che i bambini di oggi saranno domani”.

Da questo punto di partenza, il Segretario allarga il ragionamento a cosa significhi essere alfabetizzati nel 2026, in una società nella quale informazioni, contenuti digitali e nuove tecnologie occupano uno spazio sempre maggiore.

Alfabetizzare non significa soltanto insegnare a leggere e a scrivere un testo. Nella sua accezione più ampia e nobile, significa dotare le persone degli strumenti per ‘leggere’ il mondo nella sua complessa articolazione”, afferma Lonfernini.

È proprio qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. La scuola, secondo il Segretario, deve puntare sulle capacità più propriamente umane e sullo sviluppo di strumenti che permettano ai ragazzi di orientarsi nella realtà. “In un’epoca segnata da rapidi ed epocali cambiamenti tecnologici, la vera sfida dell’avvenire a cui le nostre Istituzioni sono chiamate a rispondere è esattamente questa: offrire alle nuove generazioni quegli strumenti umani insostituibili che nessuna intelligenza artificiale potrà mai replicare”.

Da qui la necessità, aggiunge, di “affinare nei ragazzi la capacità di discernere la realtà dalla finzione e di sviluppare un pensiero critico autonomo, articolato e profondo”.

In questo percorso San Marino può contare sulla tradizione umanistica del proprio sistema scolastico, che Lonfernini considera un presidio importante, ma sul quale non bisogna adagiarsi. La Giornata dell’alfabetizzazione, sottolinea, non deve trasformarsi in “un mero esercizio retorico”, ma rappresentare un momento per riportare al centro dell’agenda pubblica il valore della conoscenza e dell’educazione.

La riflessione torna infine alla lettura in famiglia e al rapporto tra i diversi soggetti chiamati a occuparsi della crescita dei più giovani. L’obiettivo indicato è rafforzare l’alleanza tra istituzioni, scuola e famiglie, attraverso quello che il Segretario definisce un “patto educativo globale”.

Considero questa alleanza il vero pilastro fondamentale su cui edificare la formazione integrale dei cittadini di domani: uomini e donne che, con la loro capacità di leggere il mondo, finiranno poi per plasmarlo”, conclude Lonfernini.