Una «Culla per la vita» anche a San Marino?
don Gabriele Mangiarotti
Ci sono notizie che allargano il cuore e che in qualche modo rinnovano la speranza, e ci fanno chiedere se questo può capitare anche tra noi.
È di questi giorni la notizia di una bimba a Bologna, lasciata nella «culla per la vita» e subito accolta e curata. E in questi tempi non è il primo caso, che fa ridimensionare la paura dovuta al caso di quel bambino di cui non ci si era accorti, e che è morto, purtroppo.
Tra i tanti racconti, questo di Bolognatoday: «L’allarme della Culla e la scoperta della bambina
Tutto è accaduto nella tarda serata di sabato 8 agosto. La neonata è stata affidata alla Culla per la Vita situata davanti alla comunità delle Suore Minime di Santa Clelia Barbieri, in via Tambroni. La procedura è scattata immediatamente. “Appena suona l’allarme, il nostro compito è accendere il monitor che abbiamo all’interno della casa, dove si vede cosa c’è dentro”, racconta la religiosa. Questa volta sullo schermo non c’erano dubbi: “Abbiamo visto che c’era davvero la bimbina”. Due suore sono quindi uscite e hanno preso con loro la neonata. La piccola, raccontano, appariva pulita e curata. Per circa mezz’ora è rimasta con le religiose, che l’hanno accudita in attesa dell’arrivo dei sanitari.
“L’abbiamo accudita e coccolata”
Sono stati pochi minuti, ma per la comunità religiosa sono stati particolarmente intensi. “L’abbiamo accudita e coccolata”, racconta ancora la suora. Poi è partita la chiamata al 118 e sul posto sono arrivati gli operatori sanitari. “L’hanno avvolta nelle copertine e l’hanno portata al reparto di Neonatologia del Sant’Orsola”, ricorda la religiosa. Prima del trasferimento i sanitari hanno verificato le condizioni della neonata, constatando che stava bene.» [https://www.bolognatoday.it/cronaca/neonata-culla-vita-bologna-suore-maria-stella-sant-orsola.html]
Tanti sono i commenti, e molti aiutano a comprendere il fenomeno, col desiderio di essere sempre di più al servizio della vita e della maternità.
Noi ci chiediamo: anche a San Marino è stato affrontato il problema, con una Istanza d’Arengo, che ha trovato il consenso di tutte le forze politiche, al punto di arrivare pure alla elaborazione di un protocollo per affrontare ogni singolo caso.
Poi, inspiegabilmente, la macchina si è fermata, sono sorte questioni che non solo spostano la soluzione del problema, ma sembrano mettere il silenziatore all’argomento, per cui non si sa quale sarà l’esito e quindi se arriveremo anche noi, a San Marino, ad avere una «Culla per la vita».
Sui social troviamo questa considerazione: «Chi salva una vita salva il mondo intero è una parafrasi sintetica di un detto contenuto nella Mishnà ebraica. Il detto ha acquisito una certa notorietà in quanto tagline del film Schindler’s List» [https://it.cathopedia.org/wiki/Chi_salva_una_vita_salva_il_mondo_intero].
Oggi questo insegnamento ha un valore infinito, di fronte all’abomino dell’aborto (in cui una uccisione di un essere innocente viene chiamata «diritto») e alla tragedia di tante vite violate e eliminate con un odio che ricorda i crimini di Stalin e di Hitler.
Nella nostra amata Repubblica esiste l’istituto dell’Istanza d’Arengo che sembra volere dare voce al cuore dell’uomo desideroso che le leggi siano sempre più in difesa dell’uomo e della sua libertà: lo abbiamo visto nel caso dell’Istanza sul Consenso informato da parte dei genitori sui temi eticamente sensibili (che mette in primo piano la responsabilità educativa dei genitori) e l’abbiamo visto nella proposta di rendere l’utero in affitto (sia commerciale che a titolo solidaristico) delitto universale, per garantire il valore della maternità e pure il valore infinito del figlio, non riducibile ad oggetto commercializzabile né ad oggetto di desiderio, comunque realizzato. Sono questi dei passi di cui tutti coloro che hanno a cuore il bene comune, la convivenza civile, il rispetto della persona stanno compiendo, anche con sacrificio personale. Chissà se la proposta (approvata) della Culla per la vita vedrà in tempi brevi la sua realizzazione! Anche una sola vita salvata (pensiamo agli anni di attesa delle suore di Bologna) mostra il bene del progetto!
don Gabriele Mangiarotti


