San Marino. Contratto: per arrivare a un accordo serio servono metodo, rispetto dei sindacati e dei lavoratori
Le Federazioni del Pubblico Impiego e dei Servizi di CSdL, CDLS e USL esprimono forte disappunto per le modalità con cui il Governo, nel corso della conferenza stampa del Congresso di Stato del 7 agosto, ha presentato pubblicamente una proposta relativa agli aumenti economici per i dipendenti del Settore Pubblico Allargato e per i salariati AASLP.
Non è accettabile predisporre e presentare una bozza formulata in termini tali da far apparire come sostanzialmente condivisi contenuti che, al contrario, devono ancora essere esaminati, discussi e approvati dalle Organizzazioni Sindacali e, attraverso di esse, dai lavoratori interessati.
Una proposta del Governo è e rimane una proposta di parte. Non può essere rappresentata pubblicamente come un’intesa già definita né può essere dato per scontato il consenso delle Organizzazioni Sindacali. Quando si predispone un documento destinato a diventare un accordo, i suoi contenuti e la sua formulazione devono essere costruiti attraverso un confronto preventivo, effettivo e rispettoso tra tutte le parti.
Ancora più grave appare l’assenza, tra gli eventuali firmatari indicati nella bozza, dei Segretari Generali e dei Segretari delle Federazioni dei Servizi di CSdL, CDLS e USL, che rappresentano i salariati dell’AASLP. Non si tratta di una mera omissione formale, ma di una mancanza di rispetto istituzionale e sindacale, prima di tutto nei confronti degli stessi lavoratori salariati, che hanno pieno diritto a essere rappresentati dalle proprie Federazioni al pari di tutti gli altri dipendenti interessati.
Nel merito, il riconoscimento del 3% per il 2025 corrisponde a una precisa richiesta avanzata unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali. Non può quindi essere presentato come una concessione unilaterale o come il risultato di un’improvvisa iniziativa governativa.
Diversa è la valutazione relativa all’anticipo dell’1,5% per il 2026. Tale percentuale potrà essere valutata soltanto conoscendo la proposta economica complessiva del Governo per l’intero 2026 e per l’anno successivo. Un anticipo, infatti, non può essere considerato adeguato in astratto, ma deve essere rapportato all’aumento definitivo, alla durata complessiva del contratto e alla necessità di recuperare il potere d’acquisto perduto dai lavoratori.
Allo stesso modo, appare improprio parlare di una “accelerazione” del Governo. Il precedente contratto è scaduto il 31 dicembre 2024: alla data della conferenza stampa erano quindi trascorsi oltre un anno e sette mesi dalla sua scadenza. Nel frattempo, le Organizzazioni Sindacali hanno ripetutamente sollecitato l’apertura e la prosecuzione della trattativa, chiedendo anche un calendario puntuale e preciso degli incontri. Calendario che, ancora oggi, non è stato fornito, mentre il confronto si è limitato a pochi appuntamenti occasionali e distanziati nel tempo.
CSdL, CDLS e USL ribadiscono con chiarezza che il Contratto deve essere rinnovato al più presto e che, anzi, avrebbe dovuto esserlo già da tempo. La rapidità, tuttavia, non può essere confusa con decisioni unilaterali o con la presentazione pubblica di testi non ancora condivisi.
Per arrivare a un accordo serio servono un metodo corretto, un confronto preventivo, il rispetto delle rappresentanze sindacali e, soprattutto, il rispetto dei lavoratori. Serve inoltre coerenza: non si può accumulare un ritardo di oltre un anno e sette mesi e poi presentare come un’accelerazione ciò che costituisce soltanto l’avvio tardivo di un percorso più volte richiesto dalle Organizzazioni Sindacali.
Le Federazioni hanno chiesto per l’ennesima volta di riprendere la trattativa con lettera congiunta, Contrattazione che deve svilupparsi su basi chiare, con un calendario definito e con il pieno coinvolgimento di tutte le rappresentanze interessate.
FUPI-CSdL – FPI-CDLS – FPI-USL
FUCS-CSdL – FCS-CDLS – FSC-USL


