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USL: “Sempre più giovani si allontanano dal lavoro, serve un cambio di rotta”

L’Unione Sammarinese Lavoratori (USL) richiama l’attenzione sulla condizione delle nuove generazioni, sostenendo che un numero crescente di giovani stia rinunciando a studiare, lavorare e partecipare alla vita sociale. Per affrontare il fenomeno, il sindacato annuncia la nascita di un Osservatorio Giovani, voluto dal segretario generale Francesca Busignani.

Nel comunicato, USL spiega che “sin dai primissimi giorni del suo insediamento il Segretario Generale di USL, Francesca Busignani, ha fortemente voluto la creazione di un Osservatorio Giovani. Si tratta infatti di una categoria di persone che da qualche tempo a questa parte risulta più esposta a rischi.”

Il sindacato ribadisce inoltre l’urgenza di approvare la Legge Famiglia, ritenuta uno strumento importante per contrastare il calo delle nascite, ma sottolinea che il tema delle tutele per i giovani deve diventare una priorità. “Bene dunque procedere spediti con l’approvazione della Legge Famiglia – approvazione non più procrastinabile – e provare a invertire il trend della denatalità ma dobbiamo anche concentrarci sulle tutele dei giovani per non rischiare di perderli”, si legge nella nota.

Secondo USL, il quadro occupazionale non restituisce completamente la realtà del fenomeno. “A guardare i numeri che fotografano gli occupati del nostro Paese sembrerebbe andare tutto bene. Che non è così non ce lo dicono i dati statistici ma le persone, genitori e nonni alle prese con ragazzi che non figurano tra gli elenchi dei disoccupati perché non vogliono studiare, lavorare, uscire di casa.”

Nel comunicato viene citato anche il progetto “Ri-Attivi”, nato dalla convenzione tra la Segreteria di Stato per il Lavoro e la cooperativa InVolo, rivolto ai giovani che non studiano e non lavorano. Per il sindacato, “‘Ri-Attivi’, il progetto destinato a giovani che non lavorano e non studiano, dà la misura dell’ampiezza del problema.”

USL osserva che il fenomeno interessa anche l’Italia. “Nemmeno nella vicina Italia i giovani stanno bene perché anche lì aumentano gli inattivi e mentre tra gli ultracinquantenni gli occupati crescono, tra i 15-24enni purtroppo diminuiscono.”

Da qui il riferimento alla cosiddetta “staffetta generazionale al contrario”, che, secondo il sindacato, “vede persone sempre più anziane restare al lavoro e i giovani uscire.” Tra le cause individuate vi è un cambiamento nel rapporto con il lavoro da parte delle nuove generazioni. “I giovani mettono al primo posto il proprio tempo e non accettano di lavorare in contesti che non permettono loro di avere spazio anche per sé e per la cura dei propri cari. Di questo piano piano si dovrà prendere coscienza per non rischiare di ritrovarsi in un futuro non lontano, senza più lavoratori.”

L’organizzazione richiama inoltre l’attenzione sulle conseguenze sociali dell’isolamento giovanile. “L’uso distorto dei social favorisce l’isolamento dei giovani, soprattutto di quanti, reduci da esperienze di bullismo, si rifugiano in casa sostituendo il mondo reale con quello virtuale. Questa autoreclusione non si traduce solo in una perdita per il mercato del lavoro, ma provoca gravi patologie che colpiscono la salute fisica e mentale dei ragazzi.”

USL conclude ribadendo il proprio impegno nel contribuire al confronto sul tema. “Nel dibattito attuale su tali emergenze, il ruolo del sindacato è cruciale. USL non ha soluzioni pronte, ma forte dei tanti casi che segue da tempo, è pronta a fare la propria parte e a dare un contributo costruttivo.”