Un altro bellissimo successo per Es Nova, che vince la terza edizione di Aquicorto con il cortometraggio EL
La collana dei successi degli Es Nova, il collettivo artistico e musicale sammarinese nato nel 2016 da un’idea di Nicola Rosti, Erica Agostini e Alice Drudi, si arricchisce di un’altra, preziosa perla: il Premio Anémic Cinéma, riconoscimento dedicato alla Video Arte nella terza edizione di Aquicorto con la produzione “EL”.
Aquicorto è una rassegna che si svolge a L’Aquila, dedicata alla selezione dei migliori cortometraggi. Ha lo scopo di supportare talenti abruzzesi, nazionali e internazionali che vogliano cimentarsi nell’arte cinematografica, esprimendo le loro capacità e le loro conoscenze attraverso la forma del cortometraggio. La rassegna ha lo scopo di vetrina per i più meritevoli.
EL vince per la capacità di trasformare il mezzo cinematografico in un vero e proprio dispositivo di esplorazione interiore, capace di scardinare le coordinate della percezione ordinaria. EL non si limita a raccontare una storia ma mette in scena la ricerca destabilizzante e necessaria della propria controparte, ricordandoci che l’incontro con l’Altro – specchio, minaccia o guida – è l’unica vera via per la rivelazione di sé. Attraverso una cornice futuristica e un’atmosfera sospesa tra il sogno e la veglia, l’opera dilata il tempo e piega lo spazio. I corridoi ciechi si trasformano in passaggi mentali, spingendo lo spettatore a chiedersi se la realtà non sia, in fondo, la proiezione di una coscienza più ampia. Un’opera lucida e al contempo perturbante. Rinunciando alla linearità narrativa a favore di una costruzione simbolica e frammentata, EL crea uno spazio mentale in cui perdersi. EL traduce in immagini, visioni e sussurri l’enigma più grande di tutti: il labirinto della nostra mente.
“EL è infatti un viaggio nella mente – spiega Nicola Rosti, che ha diretto il lavoro – dove pensiamo di essere soli, ma non lo siamo. Davanti a noi si ergono porte sbarrate, corridoi ciechi, traiettorie che sembrano non condurre a nulla. Eppure, ogni ostacolo è una soglia”.
Continua: “La sensazione di trovarsi in un sogno accompagna il cammino del viandante. Le coordinate si fanno instabili, il tempo si dilata, lo spazio si piega. Un’altra scena si affaccia alla mente ordinaria e incrina la percezione: e se fosse il contrario? Se fossimo noi ad abitare nel sogno di un altro, credendoci desti? Se la nostra realtà fosse la proiezione di una coscienza più ampia? Siamo sogni nella mente dell’Altro?”
“La ricerca si fa circolare. Giriamo in tondo nell’affannosa necessità di trovare una logica, affidandoci a segni che sembrano guidare il viaggio ma di cui afferriamo soltanto frammenti. Ogni simbolo promette una rivelazione e insieme la sottrae. L’Altro non è un’entità distante: è accanto a noi, ci attraversa, ci osserva dall’interno. Forse è il nostro doppio, forse è ciò che abbiamo rimosso, forse è la parte ancora inespressa che attende di emergere”.
Con EL, gli Es Nova esplorano una dimensione a tratti onirica e perturbante, a tratti lucida e quasi clinica, sospesa fra due piani che si sfiorano e si respingono: sogno e veglia, percezione e rivelazione, identità e alterità. La tensione tra queste polarità genera un’esperienza immersiva in cui il confine fra interno ed esterno si dissolve progressivamente.
EL non racconta una storia lineare, ma costruisce uno spazio mentale. È un dispositivo di attraversamento, un territorio simbolico in cui lo spettatore è chiamato a perdersi per ritrovarsi altrove. L’opera interroga il ruolo dell’Altro nelle nostre vite: specchio, minaccia, guida, mancanza. E suggerisce che ogni rivelazione autentica passa inevitabilmente attraverso un incontro, o uno scontro, con ciò che non riconosciamo ancora come parte di noi.
Di questo nuovo successo, è molto orgogliosa la Cooperativa 3 Arrows, con la quale gli Es Nova collaborano da tempo. “3 Arrows – dice il presidente Francesco Chiari – si pone l’obiettivo di creare e di sostenere l’identità sanmarinese. Anche adesso, che siamo vicino all’associazione con l’Europa finalmente, non è facile per un piccolo Stato entrare in questo contesto, ma al contempo una grande opportunità sta nel proporre e mantenere la nostra grande identità millenaria”.


