Politica

San Marino. DML sul referendum UE: “Proporlo dopo due anni, è una buffonata. Sammarinesi, svegliatevi se non volete morire bolliti come una rana!”

di Angela Venturini.

La situazione, comunque la si guardi dal punto di vista di DML, è molto preoccupante. La conferenza stampa convocata per illustrare l’odg appena presentato, ultima iniziativa (in ordine di tempo) per cercare di raddrizzare le cose, è l’occasione per tracciare una panoramica completa.

Il presidente Lorenzo Forcellini Reffi comincia dal referendum sull’Accordo di associazione con la UE, che è un nodo centrale per il partito, ma che viene costantemente osteggiato. “C’è la paura che l’esito sia contro l’Europa” ritiene, sottolineando che continuano a mancare le informazioni. “Abbiamo partecipato alle serate, ma non è mai stato chiarito cosa cambierà, né quali siano vantaggi e svantaggi. In questa maniera è difficile creare un clima disteso”. Di qui nascono le proposte di DML per dare un contributo di conoscenza e per un cercare una modalità di approccio più consapevole. “Noi crediamo che l’Accordo dovrebbe essere un modo per negoziare le differenziazioni, per preservare le nostre peculiarità”.

Quindi, rivolge l’attenzione agli aspetti applicativi dell’Accordo, ovvero sapere come si dovranno recepire le norme UE, quante nuove assunzioni pubbliche saranno necessarie, quanto ci costerà l’allineamento. Infine, punta il dito sugli ultimi progetti presentati dal governo, che sono del tutto simili a quelli presentati a suo tempo da DML: “Se la linea del governo è uguale a quello che noi abbiamo sempre proposto: digitalizzazione, energia, partner internazionali, aerospace, sandbox; insomma non è che eravamo proprio fuori dal mondo”.  

Il capogruppo consiliare Fabio Righi spiega le ragioni dell’odg appena presentato, che illustra la necessità di una pianificazione strategica per lo sviluppo, in vista appunto dell’entrata in vigore dell’Accordo, in questo momento totalmente mancante. “Questa maggioranza non ha il bene del Paese, ma logiche diverse e fa una penosa strumentalizzazione delle nostre posizioni. Non conta l’Accordo, ma come è stato gestito, sempre nel segreto di Palazzo Begni, mentre noi, con questo odg, vogliamo rilanciare il progetto di sviluppo. Così facendo è la morte della politica, perché tutto viene imposto sulla base di una pianificazione che non c’è”.

Non fa passare sotto silenzio neppure la continua mancanza di numeri da parte della maggioranza e, soprattutto, il fatto di spendere come concessioni le ordinarie manutenzioni di cui si vantano quotidianamente e che invece sono un diritto dei cittadini.

La segretaria del partito Carlotta Andruccioli, invece, accende un focus sull’assestamento di bilancio, che al suo interno non ha neppure un accenno di proposte, ma solo encomi per maggiori entrate su monofase, IGR e imposte sui carburanti, che però non sono altro che il frutto dell’inflazione e dell’aumento delle tasse. “C’è piuttosto un gran silenzio sulle uscite – precisa – come i 2 milioni per l’arbitrato internazionale, oppure i 700 mila euro per l’Expò. Non c’è neppure un’idea riguardo alla spending review, specialmente nell’ISS, dove aumentano le spese e gli sprechi. Come si può essere felici di tutto ciò?”

Il Consigliere Gaetano Troina è particolarmente critico su sugli ultimi interventi del governo riguardanti l’autonomia idrica e quella energetica, che arrivano all’improvviso, senza alcun confronto politico. “È evidente che campano alla giornata” è il suo giudizio. Poi guarda alla situazione del settore bancario e finanziario, che viene descritta come rosea mentre i cittadini e imprese trovano più conveniente fare mutui in Italia. Ma soprattutto non si sa nulla del famoso investitore che dovrebbe entrare in BSM e del progetto di cartolarizzazione degli NPL. “Non si fa un dibattito da oltre tre anni: a che punto siamo? Quanto stiamo spendendo? Girano miliardi, e non si sa nulla. Ci dobbiamo accontentare di Gatti che afferma: se il Paese va bene, è merito della DC”.

Alessandro Capicchioni, membro del gruppo di coordinamento DML, butta là una provocazione intellettuale per sottolineare l’importanza della consultazione popolare in vista di un passaggio epocale come quello europeo. “Se un giorno San Marino volesse aderire al BRICS, dove sono presenti Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica e molti altri Paesi, lo farebbe o no un referendum?”

Anche il Consigliere Mirko Dolcini incentra le sue considerazioni sul referendum per la UE: “Negarlo su questo aspetto così importante, è negare la democrazia” stigmatizza. “Se la politica nega un referendum in un momento così cruciale, in quale altro si dovrebbe fare, visto che, tra l’altro, è previsto dalla nostra Costituzione?” Usa parole forti come “antidemocrazia e arroganza istituzionale”, e le affianca a comportamenti non nuovi nella storia recente e in quella passata, a cominciare dal regolamento consiliare, o la vicenda bulgara. “Chiedo alla popolazione di svegliarsi, se non vuole finire bollita come una rana. Proporre un referendum dopo due anni dall’entrata in vigore dell’Accordo, è una buffonata!”