Economia e Lavoro

CSdL: “La ratifica delle Convenzioni OIL è solo il primo passo”

La CSdL valuta positivamente la ratifica delle Convenzioni OIL n. 155 e n. 187 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro approvata dal Consiglio Grande e Generale, ma sollecita ora il passaggio successivo: tradurre i principi contenuti nei due accordi internazionali in misure concrete, attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali.

La CSdL esprime apprezzamento per questo atto parlamentare, che ha l’obiettivo di dotare il quadro normativo di nuovi strumenti e parametri più tutelanti per i lavoratori, quale punto di riferimento per aggiornare la legge in vigore del 1998“, afferma la Confederazione, ricordando però di aver già manifestato nelle scorse settimane “il proprio disappunto per il mancato coinvolgimento e informazione da parte del Segretario di Stato per il Lavoro” durante l’iter di ratifica.

Nel dettaglio, la Convenzione n. 155 impegna gli Stati ad adottare una politica organica di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, definendo responsabilità precise per istituzioni e datori di lavoro e promuovendo il confronto con le parti sociali. La Convenzione n. 187, invece, rafforza questo impianto introducendo un sistema permanente di miglioramento della sicurezza sul lavoro, fondato sulla programmazione, sul monitoraggio dei risultati e sulla raccolta dei dati relativi agli infortuni e alle malattie professionali.

Per il sindacato, “l’auspicio è che ora si dia corso al più presto al coinvolgimento delle parti sociali nella concreta attuazione dei contenuti delle due Convenzioni“.

La CSdL coglie inoltre l’occasione per rilanciare due interventi che considera prioritari. Il primo riguarda “l’istituzione della figura del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST), già presente in Italia“. Secondo la Confederazione, il tessuto produttivo sammarinese, composto prevalentemente da piccole e medie imprese, rende insufficiente la presenza dei rappresentanti aziendali per la sicurezza, mentre gli RLS territoriali potrebbero garantire una tutela più estesa e uniforme.

L’altra richiesta riguarda gli infortuni sul lavoro con prognosi superiore ai 30 giorni. La CSdL chiede che “venga concretamente applicata la legge, attivando d’ufficio il procedimento penale per l’accertamento delle responsabilità, cui conseguano le relative sanzioni penali ed amministrative“.

Secondo il sindacato, oggi questa previsione viene spesso aggirata perché “nei fatti, anche in presenza di infortuni gravi, nella pressoché totalità dei casi vengono indicate dal Pronto Soccorso prognosi pari o inferiori ai 30 giorni, per poi essere prolungate successivamente“. In questo modo, evidenzia la Confederazione, il procedimento penale viene normalmente avviato solo su querela del lavoratore, una scelta che può risultare difficile per chi teme ripercussioni sul proprio rapporto di lavoro.

Si tratta di una evidente applicazione distorta della norma, che va definitivamente superata, affinché l’attivazione d’ufficio del procedimento penale rappresenti un efficace strumento di deterrenza“, conclude la CSdL.