Politica

San Marino. Il PSD sulla cittadinanza: “Il percorso continua. Ora un testo unico per tutelare il bene più prezioso della Repubblica”

L’approvazione unanime dell’Ordine del Giorno in Commissione Consiliare Permanente I rappresenta un nuovo passo nel percorso di riforma della cittadinanza avviato in questa legislatura. Un percorso che il PSD ha sostenuto con convinzione e che non si ferma dopo una conquista già considerata storica: avere finalmente eliminato l’obbligo di rinunciare alla cittadinanza d’origine per poter acquisire quella sammarinese. Abbiamo risolto un problema che tanti aspettavano da anni. Ma la cittadinanza è un tema troppo importante per essere affrontato con interventi isolati. Per questo l’Ordine del Giorno approvato ieri affida al Segretario di Stato per gli Affari Interni Andrea Belluzzi il compito di promuovere un tavolo tecnico-politico, aperto a tutte le forze consiliari, che lavori alla predisposizione del primo Testo Unico sulla cittadinanza della Repubblica di San Marino.

La cittadinanza è molto più di un documento: è il legame più profondo fra ciascuno di noi e il proprio paese. Ed è ancora più preziosa in uno Stato piccolo come il nostro, che custodisce la più antica Repubblica del mondo. Proprio per questo serve equilibrio. San Marino deve continuare ad essere una comunità aperta, capace di attrarre persone che condividano i valori del Paese e vogliano costruire qui il proprio futuro. Ma, allo stesso tempo, deve saper proteggere con intelligenza il valore della propria cittadinanza, tenendo conto dei profondi cambiamenti che il mondo sta vivendo. Anche le preoccupazioni espresse in questi mesi dal Comitato Civico in Difesa della Cittadinanza meritano attenzione.

Non tutte le risposte saranno necessariamente le stesse, ma ascoltare chi manifesta dubbi e sensibilità su un tema così delicato è un dovere della politica. L’Ordine del Giorno affronta inoltre una questione che il PSD considera profondamente ingiusta: quella dei ragazzi nati e cresciuti a San Marino, figli di un genitore sammarinese e di uno straniero, che al compimento della maggiore età devono presentare una dichiarazione per confermare di voler mantenere la cittadinanza, con il rischio di perderla se non adempiono a questo obbligo. È una disciplina che può forse avere una logica per chi è nato e vissuto all’estero senza alcun legame concreto con la Repubblica. Ma è difficile comprenderla quando riguarda giovani che sono cresciuti nelle nostre famiglie, hanno frequentato le nostre scuole, hanno costruito qui le loro amicizie e si sentono sammarinesi da sempre. Su questo punto è giusto intervenire.

L’Ordine del Giorno non affronta invece le questioni legate alle nuove forme di genitorialità e, in particolare, ai figli delle coppie omogenitoriali. Non perché il tema sia stato accantonato, ma perché entro questo semestre reggenziale saranno discusse le Istanze d’Arengo presentate dall’Associazione LGBT+ 121 proprio su questi temi. Sarà quella la sede per un confronto politico approfondito, capace di affrontare una materia complessa con la serietà e l’equilibrio che richiede. Per il PSD la riforma della cittadinanza non è un tema identitario da usare per dividere, né un argomento da affrontare con leggerezza. È una responsabilità verso chi oggi è sammarinese e verso chi lo sarà domani. Per questo il lavoro continua, con l’obiettivo di consegnare al Paese una normativa moderna, coerente e capace di guardare al futuro senza smarrire ciò che rende unica la nostra Repubblica.

Partito dei Socialisti e dei Democratici