Attualità

Pellegrinaggio da San Marino a La Verna: il Vescovo Beneventi invita a riscoprire la libertà autentica sulle orme di San Francesco

Si è concluso sabato 11 luglio al Santuario della Verna il pellegrinaggio partito il 9 luglio dalla Chiesa di San Francesco di Città, un cammino di fede che ha unito la Repubblica di San Marino ai luoghi più significativi della spiritualità francescana, nell’anno delle celebrazioni per l’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026), promosse con il titolo “San Francesco e la Libertà: 800 anni di Pace, Fraternità e Custodia del Creato”.

Più che un semplice itinerario escursionistico, il pellegrinaggio si è confermato un’esperienza di incontro, preghiera e condivisione, capace di tradurre in passi concreti il messaggio di fraternità, essenzialità e pace che San Francesco continua a dare al mondo contemporaneo. Il cammino è stato portato a termine da Giovanni Francesco Ugolini, Terzo Zafferani, Antonio Capezzone e Walter Morolli, membri dell’Associazione Escursionisti Sammarinesi “La Genga”, che hanno raggiunto La Verna attraversando alcune delle tappe più significative dell’antico percorso francescano. L’11 luglio il pellegrinaggio si è arricchito dell’incontro con il gruppo adulti dell’Azione Cattolica, guidato da S.E. Mons. Domenico Beneventi, Vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro. Insieme hanno raggiunto il Santuario di La Verna dove è stata celebrata la Santa Messa. Il Vescovo Beneventi ha offerto una riflessione che ha tratteggiato il significato più profondo dell’intero pellegrinaggio, indicando nel cammino un’occasione di rigenerazione personale e spirituale. Il pellegrinaggio, ha sottolineato, è lo spazio in cui l’uomo può ritrovare la propria autentica umanità attraverso il duplice incontro con Dio e con i fratelli. È nel camminare insieme che la fede si traduce in esperienza concreta di comunione, capace di restituire senso al vivere quotidiano.

Al centro della sua meditazione anche il tema della libertà, richiamato dal titolo delle celebrazioni francescane. Una libertà che non coincide con l’assenza di vincoli, ma con la capacità di sottrarsi ai condizionamenti culturali e consumistici che spesso finiscono per decidere al posto della persona. Sulle orme di San Francesco, il pellegrino è chiamato a compiere un percorso inverso rispetto alle logiche dominanti: spogliarsi delle dinamiche utilitaristiche, anche interiori, per rivestirsi della gioia autentica che nasce dalla gratuità, dalla fraternità e dal dono di sé.

In questa prospettiva, San Francesco continua ancora oggi a ribaltare le nostre prospettive. La felicità e la pace non sono un traguardo lontano da conquistare, ma la condizione da cui partire per orientare ogni scelta della vita. È quella “magnifica umanità”, richiamata anche da Papa Leone XIV, che si riscopre quando ci si libera dalla ricerca del possesso e si torna a riconoscere il valore della relazione, della semplicità e della cura reciproca. È stata fatta una visita anche alla Colonia San Marino “Don Giuseppe Innocentini” di Chiusi della Verna, gestita dalla Congregazione di Serravalle in collaborazione con l’Associazione Granello di Senape, luogo di grande importanza per la comunità di San Marino. Il pellegrinaggio assume inoltre un significato particolare per la Repubblica di San Marino, alla luce della tradizione che ricorda il passaggio di San Francesco sul Monte Titano nel 1213. Da quel momento il suo messaggio di libertà, sobrietà e pace è entrato a far parte del patrimonio spirituale e culturale sammarinese, contribuendo a consolidarne l’identità e i valori fondanti. L’iniziativa si inserisce anche nel percorso di valorizzazione del Cammino del Santo Marino, recentemente inserito nel Catalogo dei Cammini Religiosi Italiani, confermandosi come un itinerario capace di coniugare spiritualità, cultura e promozione del territorio. A ottocento anni dalla morte del Santo di Assisi, il cammino da San Marino a La Verna si rinnova così come gesto di memoria e testimonianza, ma soprattutto come invito a riscoprire il pellegrinaggio non soltanto come meta da raggiungere, bensì come cammino vero e proprio, esperienza di libertà, fraternità e rigenerazione interiore, capace di parlare con sorprendente attualità all’uomo di oggi.